Udinese vs Lazio – 8 aprile 2018




Dopo la splendida notte europea, la Lazio si rituffa sul campionato, e già domenica è tempo della sfida di Udine contro i bianconeri di Oddo. Analizziamo l’avversario di turno!

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L’ANALISI

L’Udinese di Massimo Oddo, ex giocatore e capitano biancoceleste, viene da sette sconfitte consecutive e una discesa senza precedenti in serie A, con un record negativo (quello delle sconfitte di fila appunto) battuto. Inutile stare a dire che sarà una partita da temere tantissimo e da prendere con le molle, perché la Lazio ha speso tantissimo nella gara d’Europa League, non sarà al suo meglio e la tanta euforia fa male in gare come queste, apparentemente facili ma in realtà le peggiori possibili. Anche perché l’avversario si giocherà la partita della vita, otto sconfitte consecutive sarebbero troppo per l’orgoglio dei friulani, tanto da far scendere in campo anche il patron Pozzo, intervenuto in questi giorni con alcune dichiarazioni per cercare di dare la svolta ad una squadra in caduta libera. E’ la classica gara in cui la Lazio rischia di inciampare: ma se davvero si vuole arrivare in Champions League non è da fallire questa sfida. L’unica attenuante, oltre ad un gruppo molto giù a livello emotivo a cui non riescono nemmeno le cose più semplici e alle prese con infortuni e diverse indisponibilità, è anche la partita giocata in settimana (e persa) contro la Fiorentina, recupero della giornata di serie A rinviata per la morte di Astori (che proprio ad Udine ha perso la vita) un mese fa. Insomma anche loro potrebbero essere (relativamente) stanchi. La posizione in classifica, comunque, non è da bollino rosso: sono 33 i punti conquistati, e una posizione tutto sommato tranquilla. Ci sarà da fare qualche altro punto per rinforzare una salvezza, comunque, mai stata in discussione. L’amarezza per i friulani è che si erano trovati, dopo l’arrivo di Oddo che sostituì Delneri quasi un girone fa, in piena lotta per l’Europa frutto di tanti risultati positivi e cinque vittorie di fila con l’ex Lazio in panchina. Ma l’infortunio di Lasagna e le varie defezioni a centrocampo (il vero punto di forza dei friulani) hanno permesso agli avversari di avere la meglio su tutte le ultime sette gare per una compagine che non ama troppo i pareggi (solo 3 da inizio anno). Come dicevamo il fulcro del gioco passa per un centrocampo fatto di grandi interpreti: da Fofana al giovane Jankto, passando per la sorpresa Barak e la certezza De Paul. Il modulo solito è il 3-5-1-1 con sviluppo del gioco anche sulle fasce.

I PRECEDENTI

I precedenti in terra friulana parlano di 13 vittorie casalinghe, 14 laziali e 11 pareggi. L’anno scorso fu apoteosi biancoceleste con la doppietta di Immobile e il gol di Keità a fissare un 0-3 senza appelli, che costò la panchina all’allora allenatore bianconero Iachini. In generale, i biancocelesti sono imbattuti da quattro partite ad Udine: 3 vittorie ed un pareggio (0-0 nel 2015-16). Le altre due vittorie, per 2-3 e 0-1 videro protagonisti Hernanes e Candreva, che riportarono un po’ di luce in un momento difficile (quella del 2014-15 fu la prima delle otto vittorie consecutive che consacrarono la Lazio di Pioli la quale, però, veniva da due sconfitte contro Cesena e Genoa). In precedenza, per tanti anni, la gara era stata vinta dall’Udinese di Totò Di Natale (in gol per nove anni di fila contro la Lazio), autentico tabù di quelle stagioni, decisive anche per la corsa ai piazzamenti Champions che per due anni premiarono i friulani (grazie proprio a questi scontri diretti vinti contro i capitolini). Prima del gennaio 2014, l’ultima vittoria dei biancocelesti era datata 2007 con un 2-4 tra le migliori partite della Lazio di Delio Rossi.

LA STELLA E GLI EX

Il centrocampo dell’Udinese è il reparto con i calciatori di maggior talento e uno di essi è sicuramente il trequartista Rodrigo De Paul, schierato all’occorrenza anche in attacco. Anche se non ha sempre giocato dal 1′: la legge del turnover non risparmia nemmeno lui, ma rimane il pericolo maggiore e rigorista dei friulani. Ci sono tre ex, compreso Massimo Oddo. Gli altri due sono Valon Behrami (in biancoceleste dal 2005 al 2008) e il portiere Albano Bizzarri (dal 2009 al 2013 con la Lazio e una vita da secondo portiere) che a dispetto dell’età si è preso la porta friulana.

L’ANDATA

All’andata la gara finì 3-0 per la Lazio. Partita che però non fu giocata un girone fa ma a gennaio. Infatti, inizialmente prevista per il 5 novembre, un diluvio a pochi minuti dal fischio d’inizio fece rinviare la gara a data da destinarsi, portando la Lazio con l’asterisco in classifica a lungo nello scorso inverno. Comunque la vittoria capitolina fu messa in ghiaccio grazie ad un autogol di Samir nel primo tempo e dalle reti di Felipe Anderson e Nani nella ripresa.

LA PROBABILE FORMAZIONE

3-5-2 per Oddo: davanti a Bizzarri ecco capitan Danilo, Samir e Nuytinck (in vantaggio su Larsen). Sulle fasce spazio a Widmer e Adnan, mentre il centrocampo visti i forfait di Behrami e Fofana sarà obbligato con Barak, il giovane Balic e Jankto. In attacco tutto è possibile: Lasagna (appena ristabilito), Maxi Lopez, De Paul e Perica si giocano i due posti disponibili.

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Antonio Sarnataro
Sono nato a Napoli il 19/06/1993, laureato in Scienze della Comunicazione. Ho una passione smisurata per il calcio (la Lazio), il wrestling e la musica (italiana, Nek). Sono Laziale dal 2001 semplicemente perché… la Lazio era nel mio destino!