Udinese vs Lazio – 31 gennaio 2016


Si parte per Udine dove si cerca di ipotecare un’altra vittoria su un campo abbastanza ostico; si spera che la Lazio si faccia valere anche se l’Udinese ha fame di vittoria e non può permettersi di sbagliare ancora…ma sarà il campo a parlare!

Per questo match vi presento Stefano e Michele: andiamo a scoprire come è nata la loro passione per, rispettivamente, Udinese e Lazio.

Stefano, oltre a studiare, è giornalista e caporedattore di Tuttoudinese.it .

Michele, un aquilotto di 24 anni che vive ad Acerra (la città di Pulcinella), è laureato in Ingegneria Meccanica ed ora si sta specializzando nell’ambito dell’energia e dell’ambiente. Oltre a studiare, gli piace trascorrere il suo tempo guardando programmi sportivi alla tv, andando in palestra o uscendo con la sua fidanzata che, ahimè, tifa Napoli. Un suo difetto? Giocare ore ed ore, fino a notte fonda, a Football Manager…penso sia un difettuccio che appartiene a molti ragazzi!

 

STEFANO PONTONI – UDINESE

  1. Come è nata la sua passione per l’Udinese?
    La mia passione per l’Udinese è nata moltissimi anni fa. Fin da quando ero piccolo ho sempre tifato per questa maglia che rappresenta la mia terra e la mia città. Era il 5 novembre del 1997 quando mio padre mi portò per la prima volta allo stadio, per una partita, entrata poi nel mito, Udinese-Ajax con un Friuli stracolmo. Da lì poi è nata una grande passione e che ora ho la fortuna di seguire anche per lavoro. STEFANO _ UDINESE
  2. L’imprenditore Giampaolo Pozzo, oltre ad essere proprietario dell’Udinese, detiene il controllo anche della squadra spagnola Granada Club de Fútbol e di quella inglese Watford Football Club, le pesa questa situazione visto che, a Roma, il Presidente Claudio Lotito viene contestato anche per questo?
    Il fatto che i Pozzo abbiamo investito anche all’estero ha tolto moltissime risorse all’Udinese. Spesso la società sembra avere la testa da altre parti e ciò non può di certo rendere felici i tifosi bianconeri. Il calcio però è cambiato e ora quello che conta di più sembrano essere gli affari che i sentimenti. Dobbiamo aprire gli occhi e renderci conto che quel calcio romantico che sogniamo non esiste più.
  3. Va spesso allo stadio? Qual è la partita che le ha regalato più emozioni?
    Ogni domenica vado allo Stadio. Bayer Leverkusen – Udinese che da semplice formalità, vista l’affermazione tedesca dell’andata, divenne storia di un miracolo mai annunciato da nessun profeta, divenne teatro dell’impresa personale di un ragazzo, Massimo Margiotta, che da semplice rincalzo divenne eroe per una sera guidando i suoi compagni in quella che è probabilmente la più grande impresa europea della storia dell’Udinese.
  4. I bianconeri non hanno iniziato al meglio questo campionato, pensa che il ritiro possa portare i suoi frutti? Cosa si aspetta dalla squadra?
    L’Udinese in questa stagione sta deludendo. Soprattutto sul piano della grinta e della voglia. Ci si aspetta di più da chi scende in campo. Sicuramente questa squadra può ottenere risultati. Il momento, dopo le ultime tre sconfitte, non è dei migliori e l’aria che si respira è pesante. Quello che vorrei è una vittoria importante contro la Lazio che possa ridare serenità alla squadra.
  5. Dato questo inizio fiacco, lei pensa che Colantuono debba essere esonerato? Se sì, chi vorrebbe in panchina a guidare le redini della squadra?
    Le colpe non sono tutte di Colantuono. I Pozzo però vorrebbero dare un segnale all’ambiente. Questo filotto di tre partite contro Lazio, Empoli e Milan sarà fondamentale per il suo futuro. Mi aspettavo da parte del tecnico un atteggiamento diverso, più combattivo ma spesso mi sembra impotente. Al suo posto personalmente vedrei bene una vecchia bandiera come Calori, amato dalla piazza e che potrebbe riportare quell’entusiasmo che manca da tempo.

 

MICHELE CERULLOLAZIO

  1. Un napoletano che ama la Lazio, come è nato questo amore?
    L’amore per la Lazio è nato in occasione della finale di Coppa Uefa tra Lazio e Inter del 1998, avevo quasi 7 anni. Fin da piccolo ero ossessionato dal fatto che, per me, mio padre era quello più forte di tutti e io avevo il desiderio di sfidarlo e vincere. Bene, lui essendo tifoso dell’Inter tifava per la sua squadra ed io quindi presi di mira la Lazio. A quell’età conoscevo solo i colori della squadra mentre dei giocatori non me ne fregava niente. Poi dalla stagione 1998-1999 iniziai a capire di Nesta, di Mancini, di Erikssonn e da li, fin ad ora, mi sono innamorato della Lazio. MICHELE_LAZIO
  2. Sicuramente avrà molti amici tifosi del Napoli: come vive questa la rivalità?
    Sono sincero, vorrei che non vincesse mai e ora che sta al primo posto in classifica mi fa rosicare tantissimo. Ho mia madre, mia sorella, la mia ragazza super tifose del Napoli e non ti dico quante cose ci diciamo. Sfottò su sfottò, scommesse e chi più ne ha più ne metta. E’ per me la squadra che odio di più al pari della Roma anzi no dai… diciamo 49% Napoli e 51% Roma.
  3. Nonostante i chilometri, va spesso allo Stadio Olimpico? Qual è la “trasferta” che ricorda con più piacere? Sono andato 7-8 volte all’Olimpico e quella che ricordo di più è la mia prima partita: il derby Lazio-Roma dell’11 novembre 2012. Che partita, finì 3 a 2 per noi.
  4. Claudio Lotito, oltre ad essere il Presidente della Lazio, è anche proprietario, in società con Marco Mezzaroma, della Salernitana: cosa pensa di questa multiproprietà?
    Sono anti-Lotito da un paio d’anni ormai. Non è che prima mi piaceva però, appunto, da quando ha acquistato la Salernitana io non lo capisco più. Fa solo cose a suo interesse. Penso che la multiproprietà sia una cosa sbagliata. Spero che un giorno lasci noi e si concentri solo ed esclusivamente sulla Salernitana. Una cosa che posso fare è tifare Salernitana per un presto ritorno in A, magari va li per sempre e ci lascia (ride).
  5. Cosa si aspetta da questa Lazio altalenante?
    Quest’anno abbiamo perso tutto, mi aspetto almeno di andare in Europa League. Dai speriamo bene e Forza Lazio.

 

Grazie a Stefano e Michele per la loro disponibilità.

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Giovanna Campagna
Sono nata il 09/04/1986 a San Gennaro V.no. Amo la Lazio grazie a Nesta; penso sia nata con l’aquila sul petto e, come dice Di Canio, “essere laziali finisce con il diventare uno stile di vita, un modo di sopportare e superare ogni tipo di difficoltà”.