Udinese vs Lazio – 26 settembre 2018




Si torna subito in campo, manco il tempo per gioire della vittoria sul Genoa, ecco la trasferta di Udine. Una gara ostica sulla carta e in chiaroscuro per i precedenti: andiamo ad analizzare l’avversario di turno!

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L’ANALISI

Una delle squadre più promettenti e se vogliamo anche sorprendenti di questo inizio di campionato è proprio l’Udinese di Velazquez, novità assoluta in Italia, ma che si sta adattando bene alla nuova realtà. Il tecnico spagnolo ha subito capito come vanno le cose nel nostro paese, e la sua squadra è uno specchio del calcio italiano: buona difesa, tatticismi esasperati e ottimo contropiede. Così sono arrivati gli 8 punti in 5 partite, solo uno in meno alla Lazio e settimo posto in classifica. Per come si erano messe le cose in estate, con una squadra poco rinforzata sul mercato, è davvero un ottimo avvio, possiamo parlare quasi di sorpresa. Arrivano gli esami quelli veri, e la gara con la Lazio sarà il primo di essi. La squadra deve riscattare il pessimo girone di ritorno dell’anno scorso quando con Oddo in panchina (sostituito nel finale da Tudor) dopo cinque vittorie consecutive e un sogno Europa League vicino, crollò inspiegabilmente con ben undici sconfitte consecutive (record nella storia del club friulano) che la portarono ad un passo dal baratro, salvandosi solo all’ultima giornata e con enorme difficoltà. Difficile capire il motivo di questo black-out, e la sola assenza del bomber Kevin Lasagna (a lungo out per infortunio) non bastò a spiegare questi risultati. Si è voltato pagina, sperano, in Friuli: stagione nuova, vita nuova. Questa squadra promette bene e il 4-1-4-1 disegnato da Velazquez sembra dare i suoi frutti. In porta Scuffet è ritornato protagonista, dopo le voci di addio in estate, partito lo storico capitano Danilo ecco Troost-Ekong. Poi c’è la crescita di alcuni talenti come Larsen, Fofana, Mandragora, Barak e soprattutto Rodrigo De Paul, già autore di quattro reti in questo inizio stagione e trascinatore dei friulani. Appare un po’ in ritardo Lasagna, che si è sbloccato solo domenica scorsa, dopo un iniziale panchina che ha favorito il neo-acquisto Teodorczyk: occhio che nessuno ha il posto assicurato, sembra avvertire il tecnico. La rosa resta di tutta qualità, tanto è vero che fino ad ora non ha ancora trovato spazio (complice un infortunio) Antonin Barak, tra i migliori lo scorso anno e inseguito da mezza Europa.

I PRECEDENTI

Dicevamo di precedenti in chiaroscuro in terra friulana, ci sono veri e propri periodi a folate. Ad esempio quello intorno all’anno 2000 e al secondo scudetto biancoceleste, vedeva la Lazio espugnare tutti gli anni Udine senza problemi. Poi però c’è stato il ribaltamento negli anni delle Champions perse proprio a danno dei friulani con un periodo di astinenza di vittorie al “Friuli” (ora “Dacia Arena”) che va dal 2007 al 2013. Ora siamo in fase di controribaltamento, visto che negli ultimi 5 precedenti sono arrivate ben 4 vittorie e un pareggio (0-0 nel gennaio 2016). Delle tante vittorie si ricordano quelle degli anni d’oro, quella dell’ultima qualificazione Champions nel 2007 (2-4) e anche quelle degli ultimi anni (2-3 con il gran gol di Hernanes, 0-1, 0-3) fino alla vittoria dell’anno scorso per 1-2 grazie alle reti di Immobile e Luis Alberto che rimontarono l’iniziale svantaggio di Lasagna, tutto nel primo tempo. Sfida che fu giocata tra le due con il Salisburgo. Forse proprio in quell’occasione, a Udine, Inzaghi sbagliò ad affidarsi quasi interamente ai titolari, non preservandoli per la sfida decisiva in Austria, anche se nel finale Barak andò vicinissimo al pareggio. L’ultima vittoria friulana è datata aprile 2013, un 1-0 che spinse l’Udinese in Europa League. Nel complessivo i precedenti ad Udine parlano di 15 successi biancocelesti, 13 casalinghi e 11 pareggi.

LA STELLA

Il giocatore più decisivo in questo periodo, come detto, è Rodrigo De Paul già con quattro gol all’attivo. Trequartista con capacità di offendere come pochi, sa calciare anche dalla distanza. Inoltre è anche il rigorista del club friulano. Occhio di riguardo, dunque, per lui.

GLI EX

C’è un unico ex: Valon Behrami, passato alla Lazio dal 2005 al 2008. Di lui si ricorda soprattutto il gol nel derby al 93′ che valse la vittoria per 3-2 nel 2008. La storia con i biancocelesti non finì benissimo, e il giocatore quando è tornato da avversario non ha mai fatto troppi complimenti alla sua ex squadra e per un periodo si parlò con insistenza di un suo ritorno a Roma, ma nelle fila giallorosse. Il calciatore affermò che avrebbe accettato il trasferimento senza problemi.

LA PROBABILE FORMAZIONE

Velazquez si affiderà ancora al 4-1-4-1 e probabilmente agli undici che più gli hanno dato garanzie fino ad oggi. Davanti al confermato Scuffet ci saranno Stryger Larsen, Nuytinck, Troost-Ekong e Samir. Mediano sarà Behrami, davanti a lui Machis (in ballottaggio con Pussetto) Fofana, Mandragora e De Paul. Occhio alla possibile novità Barak. In quel caso ad uscire sarebbe Behrami, con spostamento in mediana di uno tra Fofana e Mandragora. In avanti partirà di nuovo dall’inizio Lasagna.

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Antonio Sarnataro
Sono nato a Napoli il 19/06/1993, laureato in Scienze della Comunicazione. Ho una passione smisurata per il calcio (la Lazio), il wrestling e la musica (italiana, Nek). Sono Laziale dal 2001 semplicemente perché… la Lazio era nel mio destino!