Tra rientri, paure, distrazioni e marcatori a sorpresa: la Lazio ha di nuovo un cuore!


Liberare la propria mente dalla paura di vincere in Europa: questo forse il vero passo avanti fatto dalla Lazio nella partita di ieri sera all’Olimpico, contro un Saint-Etienne ridotto in nove ma comunque pericoloso fino all’ultimo secondo del match. Dopo il pareggio in extremis di Seleznyov in terra Ucraina, evidentemente, la paura di subire un’altra beffa aleggiava nella testa dei biancocelesti che, subito il 2-3 di Monnet-Paquet, hanno probabilmente avuto quella che in gergo sportivo si usa definire come “paura di vincere”. Per fortuna, però, alla fine, la prima vittoria europea della “banda Pioli” è arrivata e si spera che ora tutti i timori siano svaniti (o che per lo meno si sia imparato a gestire meglio il vantaggio). Perché soffrire in doppia superiorità numerica e con due goal in più non è minimamente accettabile.

Applicazione mancata, soprattutto, in occasione dei due goal subiti nelle fasi iniziali dei match contro Hellas e Saint-Etienne. Entrambe le reti sono arrivate su calcio piazzato ed entrambe in modo abbastanza rocambolesco. Segno che evidentemente, in determinate situazioni di gioco, la Lazio manca ancora della giusta concentrazione (anche perché in rosai centimetri non mancano!). Da rivedere, infine, sicuramente, anche la leggerezza con la quale i capitolini hanno “gestito” (malamente) il doppio vantaggio nel finale con i francesi; anche qui mancanza di applicazione che, come già dimostrato nella trasferta di Dnipropetrovsk, in Europa, può costare punti importanti.

Zelo, un eccesso di questo, da parte del turco Halis Ozkahya, ha portato all’espulsione di Beric al 33′ del primo tempo della sfida tra Lazio e Saint-Etienne. Il direttore di gara ha sicuramente esasperato il gomito alto dell’attaccante sloveno su Mauricio, con il brasiliano che si è fratturato il naso praticamente da solo, impattando contro il braccio destro dell’avversario, il quale non aveva per nulla “caricato la gomitata”. Insomma, partita rovinata ai francesi e messa in discesa per la Lazio, ma errore da matita blu per l’arbitro turco, troppo impressionato dalla vista del sangue e decisamente inadeguato nella gestione dei cartellini (metro di giudizio da rivedere su diversi falli con alcuni gialli inspiegabili e parecchie mancate ammonizioni). Ben diverso l’operato dei guardalinee: per loro, una prova da incorniciare.

Inattesi come i marcatori degli ultimi due match disputati dalla Lazio tra campionato ed Europa League. A partire dai goal subiti, infatti, siglati da due difensori solitamente poco avvezzi al goal (Helander e Bayal Sall), sul tabellino non sono apparsi nomi di attaccanti ne’ da una parte ne’ dall’altra. Nella Lazio è stata la settimana di grazia di Lucas Biglia: il regista argentino ha timbrato il cartellino in entrambe le occasioni; prima a Verona su calcio di rigore, poi all’Olimpico, ieri sera, su azione, per il terzo goal (poi rivelatosi decisivo) che sembrava aver chiuso la partita in anticipo a favore dei biancocelesti. Decisamente più inaspettato il pareggio di Onazi, ormai notoriamente più a suo agio nei match europei che in quelli di Serie A, così come la prima segnatura assoluta di Hoedt (addirittura di esterno sinistro), che significa rimonta completata sui transalpini. Mentre il ritorno al goal di Parolo al Bentegodi ha sicuramente rincuorato il centrocampista puro (non ala ne’ trequartista) più prolifico dello scorso campionato ed era sicuramente più atteso.

Ostinazione che ha guidato la Lazio nelle due belle rimonte confezionate in appena cinque giorni: questa la nota più lieta del doppio impegno campionato-coppa di quest’ultima settimana. Se, infatti, i problemi difensivi e quelli di inesperienza (legati sopratutto ai nuovi ed ai più giovani) non sembrano ancora del tutto risolti, almeno la grinta ed il carattere visti lo scorso anno appaiono nuovamente nella loro massima espressione. Capovolgere due gare complicate, in due contesti completamente diversi ed in un periodo così difficile dal punto di vista fisico e mentale, non è cosa da poco. Speriamo solo che, almeno domenica, col Frosinone, non serva tale sforzo per portare a casa altri tre punti ed arrivare alla sosta con maggiore serenità.

Dona Online

Andrea Uttieri
Sono nato a Napoli il 14/12/1988. Studio Ingegneria Civile, ma coltivo la mia passione per il giornalismo sportivo. Mi sono innamorato della Lazio a circa 6 anni e da allora non ho mai smesso di seguirla. Essere laziale significa vivere col fiato sospeso, non essere disposti a scegliere la strada più facile.