Torino vs Lazio – 29 aprile 2018




Quattro partite dalla fine, è partito il countdown per la conclusione della stagione, che deve portare (si spera) la Lazio dritta dritta alla prossima Champions League, quattro finali da giocare al massimo, specialmente dopo aver passato un giovedì ad ammirare le semifinali di Europa League, a quello che poteva essere e non è stato. Ma quel che è fatto è fatto, e la prima di queste finali sarà allo “Stadio Grande Torino” domenica sera, contro il Torino. Analizziamo l’avversario di turno!

iagofalque

L’ANALISI

Il Torino è passato dalla guida di Mihajlovic a quella di Mazzarri lo scorso inverno, a causa dei risultati troppo altalenanti. Una squadra e un progetto che prevedeva l’arrivo in Europa entro due anni, partito nell’estate 2016, ha visto il fallimento quest’anno, dopo la stagione scorsa passata ai margini della zona-Europa, in corsa fino alla fine. Anche questa stagione, a dire il vero, è stata vissuta in quelle zone lì, ma con tante altre squadre in lotta, oltre al fatto che il processo di crescita non si è compiuto. I tanti gol presi dall’ex Lazio sono stati determinanti per far cambiare rotta al presidente Cairo che affidando la panchina a Mazzarri (di nuovo in Italia dopo tre anni e mezzo dal precedente esonero all’Inter) e ne ha guadagnato in solidità e cinismo. Molto diversi infatti i due “Torino”, quello allenato da Mihajlovic e quello allenato da Mazzarri. 47 sono i punti di oggi in classifica e, come detto sopra, i granata sono al decimo posto, ai margini dalla zona-Europa, ancora raggiungibile matematicamente ma di fatto con chance prossime allo zero se è vero che sono 8 i punti da recuperare, oltre ad avere ben quattro squadro tra sè e il piazzamento europeo. Poi la gara contro la Lazio sarà il posticipo della 35a giornata, quindi, è possibile che le altre concorrenti, abbiano allungato ulteriormente, rendendo, di fatto, quasi impossibile anche matematicamente la qualificazione. Cosa migliore per la Lazio, presentarsi a Torino, con gli avversari che ormai non hanno più nulla da chiedere al campionato, anche se tutte le partite sono difficili, specialmente contro i granata in casa. Anche il presidente Cairo, in settimana, ha parlato ormai di resa e di Europa sfumata, di quello che poteva essere e non è stato. Bene così verrebbe da dire, ma la partita rimane complicatissima. Il “Toro” in casa sa sempre fare la prestazione, ed è solido, subisce poco e sa essere cinico (con Mazzarri), come visto in recenti uscite come ad esempio contro l’Inter. Poi le individualità dei granata sono da squadra ostica: basta pensare al tridente Iago Falque, Ljajic, Belotti, sebbene quest’ultimo ha avuto una stagione travagliata e difficile, condizionata da alcuni infortuni e al di sotto dei suoi standard soliti. Anche in porta c’è un estremo difensore di tutto rispetto, spesso decisivo, l’ex PSG Sirigu. Una squadra difficilissima da battere.

I PRECEDENTI

I precedenti in casa granata vedono i padroni di casa in vantaggio con 28 successi a 12, 23 pareggi completano il quadro. L’ultima vittoria biancoceleste è datata marzo 2015, con un Felipe Anderson straordinario che da solo o quasi decise la sfida con una doppietta per lo 0-2 finale. Campo ostico confermato dai numeri, visto che tranne questo, negli ultimi anni non si contano altre vittorie biancocelesti, almeno da quando i granata sono tornati in A. Tra il 2006 e il 2008 arrivarono due grandi vittorie per 0-4 e 1-3. Negli ultimi due precedenti, la gara si è conclusa con il segno “X”: 0-0 due anni fa (con un rigore sbagliato dall’allora granata Immobile) e 2-2 l’anno scorso, con la rimonta biancoceleste firmata Immobile-Murgia ma un rigore inesistente per un fallo di mani (che erano dietro la schiena…) di Parolo, fischiato nel recupero (arbitrava Giacomelli…) rimetteva le cose in parità. L’ultima vittoria del Torino risale al 2013-14, per 1-0, stesso risultato dell’anno prima sotto la neve.

LA STELLA E GLI EX

Per un Belotti in annata negativa, c’è un altro granata che è esploso: Iago Falque, che incredibilmente ha segnato più del suo compagno d’attacco. Già 11 gol segnati dall’ex Roma, capace di numeri e gesti tecnici importanti. Un pericolo sicuramente da tenere d’occhio per la difesa biancoceleste. C’è un solo ex: quel Lorenzo De Silvestri, cresciuto nel settore giovanile laziale ed arrivato in prima squadra. E’ stata la Lazio a lanciarlo nel grande calcio e ha vestito la maglia capitolina fino al 2009. L’altro grande ex della sfida sarà Ciro Immobile, che proprio con il Torino è esploso, arrivando al titolo di capocannoniere con 22 reti nel 2013-14, e un ritorno da gennaio a maggio 2016. I tifosi granata non hanno digerito il suo addio per andare alla Lazio, e infatti l’anno scorso ad ogni tocco di palla veniva subissato di fischi. Ma il bomber laziale rispose da campione: non fece una piega, segnò un gran gol in rovesciata e non esultò.

L’ANDATA

All’andata fu la gara dello scandalo per eccellenza, quella che più di tutte ha segnato il rapporto difficile tra la Lazio e il Var. Finì 1-3 all’Olimpico per il Torino, ma mai risultato fu più bugiardo per lo scempio combinato da Giacomelli e Di Bello al Var. La Lazio non partì benissimo, forse troppo contratta, ma nell’ultima azione del primo tempo un cross di Immobile trovò una parata (non si può definire altrimenti) di Iago Falque in area. L’azione proseguì, il bomber laziale si divorò un gol pochi istanti dopo ed ebbe una discussione poco amichevole con Burdisso, con minimo accenno di reazione del laziale che però non mise mai le mani addosso al difensore ex Roma, gli diede solo una spallata un po’ energica. Giacomelli andò al Var. Giustizia fatta per il rigore? No, espulsione per Immobile! Clamoroso! Nel secondo tempo Leiva sfiorò il gol in 11 contro 10, ma poi la superiorità numerica si fece sentire e una Lazio sotto choc per quanto avvenuto si fece beffare dai gol di Berenguer, Rincon ed Edera. A nulla servì la rete, bellissima, di Luis Alberto.

LA PROBABILE FORMAZIONE

3-4-1-2 il modulo scelto da Mazzarri nelle ultime settimane e che probabilmente sarà confermato anche domenica. D’altronde la difesa a tre è un marchio di fabbrica per l’ex tecnico del Napoli, che ha aspettato il momento propizio per imporre il proprio credo anche a Torino. Davanti a Sirigu, ci saranno Burdisso, N’Koulou e Moretti. Sulle fasce è squalificato Ansaldi, quindi ci sarà con De Silvestri, probabilmente Molinaro che traslocherà di fascia. A centrocampo Rincon e Baselli. Ljajic sarà il trequartista mentre le punte saranno Belotti e Iago Falque, ma quest’ultimo non è stato al meglio per tutta la settimana ed è in leggero dubbio. Pronto Edera in caso di forfait.

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Antonio Sarnataro
Sono nato a Napoli il 19/06/1993, laureato in Scienze della Comunicazione. Ho una passione smisurata per il calcio (la Lazio), il wrestling e la musica (italiana, Nek). Sono Laziale dal 2001 semplicemente perché… la Lazio era nel mio destino!