Torino vs Lazio – 26 maggio 2019




Capitolo finale di questo campionato per la Lazio, salvato solo dalla Coppa Italia. Se la stagione ha un segno positivo, non si può dire lo stesso dalla serie A 2018/19 biancoceleste, con questa gara che sarà uno spareggio per il settimo/ottavo posto. Poco importa, con l’Europa già in tasca, l’impegno è solo da onorare con una formazione imbottita di rincalzi e seconde linee. Ma che peccato a pensare quello che questa partita poteva valere… Analizziamo l’avversario di turno.

sirigu

L’ANALISI

Il Torino di Mazzarri è insieme all’Atalanta la sorpresa di questa stagione 2018/19. La beffa però per i granata è che nonostante i 60 punti, miglior punteggio di sempre nell’era dei tre punti, anche migliore di quello che nel 2013/14 con Immobile in attacco portò il club torinese in Europa League, non ci sarà la qualificazione all’Europa tanto sognata e per certi tratti della stagione anche a portata di mano. I tre punti che la distanziano dalla Roma, con gli scontri diretti a sfavore, non lasciano scampo. La sconfitta di Empoli è stata fatale, ma la vera mazzata probabilmente è arrivata qualche giorno prima, con la vittoria della Coppa Italia da parte della Lazio che ha tolto il settimo posto utile per i piazzamenti europei. D’altronde il regolamento parlava chiaro, con otto squadre in lotta e 7 posti in Europa, era chiaro sin da subito che una rimanesse fuori. Il destino è toccato, per fortuna della Lazio per come si erano messe le cose (dove si profilava questo come scontro diretto decisivo), proprio ai granata, forse i meno indicati e abituati a lottare per questi traguardi. A Torino se ne faranno una ragione, magari aspettando un (difficile) regalo dall’Uefa, con la possibile esclusione del Milan dalle Coppe per l’anno prossimo. Di sicuro in questa stagione l’obiettivo è stato sfiorato molto più di quanto era avvenuto nelle due precedenti, cioè da quando si parlava apertamente di sogno Europa. I due noni posti finali però non avevano mai dato agio a qualche sogno di troppo, quest’anno la musica è stata diversa, e i meriti sono tutti del pragmatismo e dei successi dell’ex tecnico del Napoli. Il credo tattico è il solito marchio di fabbrica 3-5-2, con una difesa di ferro, e i record di Sirigu a lungo imbattuto. Come dicevamo è proprio il portiere ad aver dato tanta solidità ai granata, un vero leader tra i pali e in campo, un fuoriclasse del ruolo. N’Koulou è la stella in difesa insieme ad Izzo, con la scoperta Djidji, almeno nella prima parte di stagione. Le altre sorprese sono state Meitè e Aina, il primo in mezzo al campo, il secondo sulla fascia, altro punto di forza dei granata con Ansaldi (spesso relegato anche al ruolo di mezzala) e De Silvestri veri specialisti del ruolo. L’attacco non ha bisogno di presentazioni con Belotti e uno tra Zaza e Iago Falque ad alternarsi. Domenica sarà l’ultima partita di Moretti, prossimo ad appendere gli scarpini al chiodo.

I PRECEDENTI

I precedenti a Torino parlano di 28 vittorie casalinghe, 23 pareggi e 13 blitz capitolini. La Lazio è imbattuta da quattro precedenti, con l’1-0 del dicembre 2013 ultima sconfitta. Poi due vittorie biancocelesti (0-2 firmato da un irrefrenabile Felipe Anderson nel marzo 2015 e lo 0-1 dell’anno scorso, grazie ad una rete di Milinkovic, fotocopia del gol della finale di Coppa Italia. Fu quella l’ultima affermazione laziale dello scorso campionato che perse in quella sfida Immobile e poi la Champions nelle successive tre sfide dove raccolse solo due punti) e due pareggi (entrambi nel 2016, 0-0 a marzo e 2-2 ad ottobre, quando la Lazio ribaltò il punteggio ma si vide fischiare contro un rigore assurdo in pieno recupero da Giacomelli, ancora lui, ancora in una sfida tra Lazio e Torino).

LA STELLA E GLI EX

Abbiamo già detto dei tanti calciatori di qualità in forza al Torino. I più rappresentativi sono sicuramente il “Gallo” Andrea Belotti, che però un po’ come tutti gli attaccanti big e attesi in questa stagione, da Icardi ad Immobile, ha attraversato troppi alti e bassi, e soprattutto Salvatore Sirigu, saracinesca della porta granata, protagonista dei tanti punti raccolti. C’è un solo ex, Lorenzo De Silvestri, prodotto delle giovanili biancocelesti, molto legato a Gabriele Sandri, e con la maglia della Lazio fino al 2009, dopo la vittoria della Coppa Italia, quando andò via non senza polemiche con la società.

L’ANDATA

All’andata il match terminò 1-1, con il Torino protagonista in trasferta quest’anno. Solo 2 sconfitte, contro Roma (3-2, partita rocambolesca) e nell’ultima giornata ad Empoli (4-1) a fronte comunque di tantissimi pareggi come la partita giocata a ridosso di Capodanno su cui però c’è più di qualche ombra sulla direzione arbitrale. Un rigore incredibilmente regalato e ai limiti dell’inesistente (e il VAR?), trasformato da Belotti portò avanti i granata, nella ripresa una splendida rete di Milinkovic riportò in parità la sfida, con la Lazio che sfiorò anche il successo, per poi tornare a rischiare nei momenti conclusivi della gara, che terminò dieci contro dieci.

LA PROBABILE FORMAZIONE

Mazzarri, a differenza di Inzaghi, punterà ancora sul miglior undici a propria disposizione per chiudere al meglio la stagione. 3-4-2-1 (variante del classico 3-5-2) con davanti a Sirigu, il terzetto Izzo, N’Koulou e Moretti (al passo d’addio); sulle fasce De Silvestri e uno tra Ansaldi e Ola Aina. Nel mezzo Meitè (in ballottaggio con Lukic) e Rincon con Baselli che potrebbe avanzare il suo raggio d’azione a ridosso di Iago Falque (preferito a Berenguer), dietro a Belotti.
(3-5-2): Sirigu; Izzo, N’Koulou, Moretti; De Silvestri, Meitè, Rincon, Baselli, Ola Aina; Iago Falque, Belotti

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Antonio Sarnataro
Sono nato a Napoli il 19/06/1993, laureato in Scienze della Comunicazione. Ho una passione smisurata per il calcio (la Lazio), il wrestling e la musica (italiana, Nek). Sono Laziale dal 2001 semplicemente perché… la Lazio era nel mio destino!