Tabù sfatato, San Siro rossonero sbancato dopo 30 anni




Milan-Lazio 1-2

Dopo 30 lunghissimi anni la Lazio sfata il tabù Milan a San Siro in campionato, e vince 1-2. Non c’era riuscita la Lazio di Signori né quella scudettata di Cragnotti, nemmeno quella di Mancini, Delio Rossi o Reja (che pur aveva interrotto un lungo digiuno totale lungo 14 anni anche in casa), ci riesce, al quarto tentativo e dopo tre KO, quella di Inzaghi. 3 settembre 1989 – 3 novembre 2019, quel giorno i vari Luis Alberto, Correa, Immobile, Cataldi non erano nati ancora: chissà se qualche profeta avesse predetto ai loro genitori che sarebbero stati loro i protagonisti della prossima vittoria laziale nella San Siro rossonera, probabilmente l’avrebbero preso per matto. Invece è tutto realtà, e quei quattro nomi non sono a caso, sono i protagonisti di questa vittoria. Ma i tabù sono fatti per essere sfatati e questo Milan era davvero troppo inferiore tecnicamente, doveva essere la volta buona. La classifica sorride, quarto posto agganciato con 5 punti rimontati all’Atalanta in due giornate. 10 punti in 4 gare in un ciclo che si preannunciava terribile, 8 in più rispetto a quanti raccolti nelle stesse sfide l’anno scorso (solo 2).

Pioli, ex di serata, sceglie di rinunciare a Kessiè e lancia Krunic, con Bennacer. Piatek vince il ballottaggio con Leao, in difesa c’è Duarte. Inzaghi manda in campo il migliore undici, gli unici dubbi in difesa vengono vinti da Bastos e Radu. Nei primi minuti il Milan sembra più predisposto all’attacco e la Lazio attendista, ma le prime vere chance sono biancocelesti con, manco a dirlo, Immobile. Un tiro viene respinto da Donnarumma con Romagnoli che anticipa di un soffio Correa per il tap-in, poi Ciro coglie una traversa da posizione defilata. Sembra una serata stregata, ma poco dopo ci pensa Lazzari a pennellare un cross con il contagiri sulla testa di Ciro che batte l’amico Donnarumma e diventa King Ciro Cento. 100 come i gol realizzati in maglia biancoceleste in poco più di tre anni. Ma passano pochi minuti e il Milan pareggia: Piatek sfiora appena, Bastos devia quanto basta in porta, Strakosha manco prova a parare (ci sarebbe arrivato). Tutto da rifare. San Siro spinge, il Milan prova a rendersi pericoloso ma la poca qualità si fa sentire e in fin dei conti non costruisce nulla. Più pericolosa la Lazio con i soliti noti Immobile-Correa, ispirati da un Luis Alberto in formato maxi e una serata di numeri di alta scuola. Nella prima occasione “El Tucu” viene pescato in fuorigioco, nella seconda è poco lucido davanti Donnarumma.

Nella ripresa i ritmi sono meno alti della prima frazione e sono gli infortuni a prendere la scena. Già nel primo tempo il Milan aveva dovuto sostituire Castillejo per Rebic. Nella ripresa Inzaghi toglie Immobile (e Milinkovic) per un leggero problemino muscolare accusato nel primo tempo, anche se il bomber esce sulle sue gambe un po’ controvoglia, segnali che non dovrebbe trattarsi di nulla di serio. Il neo-entrato Caicedo si fa male a sua volta alla spalla, e viene gettato nella mischia Cataldi, con Correa punta avanzata. Lazzari subisce una spinta in area di rigore identica a quella di Firenze e anche questa volta non viene fischiato il rigore. Acerbi ha una chance su corner, Bastos è autore di una bella azione ma poi si perde al momento della conclusione. Come a Firenze si va verso il finale sull’1-1, e come a Firenze nel momento meno aspettato la Lazio colpisce: rilancio di Bastos dalla difesa, Correa fa sponda per Luis Alberto che mette giù divinamente e se ne va tre contro due verso la porta. Assist per “El Tucu” che davanti a Donnarumma questa volta non sbaglia. E’ l’1-2, è il gol che sbanca Milano, è la rete che infrange il tabù. I successivi 10 minuti (tra tempo regolamentare e recupero) sono vissuti in naftalina, ma il Milan è in evidente stato confusionale e sotto choc, e anche il pubblico di San Siro è completamente ammutolito. Preludio al fischio finale e alla vittoria biancoceleste che è realtà.

IL TABELLINO
MILAN-LAZIO 1-2

MILAN (4-3-3): G.Donnarumma; Calabria, Duarte, Romagnoli, Hernandez; Krunic (85′ Bonaventura), Bennacer, Paquetà (53’st Leao); Castillejo (35′ Rebic), Piatek, Calhanoglu. A disposizione: A.Donnarumma, Reina, Conti, Gabbia, Kessié, Biglia, Rodriguez, Borini, Caldara, Leao. Allenatore: Pioli.

LAZIO (3-5-2): Strakosha; Bastos, Acerbi, Radu; Lazzari, Milinkovic (59′ Parolo), Leiva, Alberto, Lulic; Immobile (60′ Caicedo)(81′ Cataldi), Correa. A disposizione: Guerrieri, Jony, Vavro, Berisha, Luiz Felipe, Patric, Adekanye, Lukaku, Marusic. Allenatore: Inzaghi.

ARBITRO: Calvarese di Teramo.

MARCATORI: 25′ Immobile (L), 28′ aut. Bastos (M), 83′ Correa (L)

NOTE: Ammoniti: Duarte, Krunic, Bennacer (M); Milinkovic, Radu, Leiva, Cataldi (L). Recupero: 1’pt – 5’st.

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Antonio Sarnataro
Sono nato a Napoli il 19/06/1993, laureato in Scienze della Comunicazione. Ho una passione smisurata per il calcio (la Lazio), il wrestling e la musica (italiana, Nek). Sono Laziale dal 2001 semplicemente perché… la Lazio era nel mio destino!