SPAL vs Lazio – 3 aprile 2019




Dopo l’impresa di San Siro non c’è un attimo di respiro per la Lazio, di scena a Ferrara contro la SPAL nel turno infrasettimanale. Gara da vincere, altrimenti il successo sull’Inter sarà stato vano. Analizziamo l’avversario di turno.

petagna

L’ANALISI

La SPAL di Semplici si sta ben comportando in questa stagione, con una partenza sprint e una posizione sempre al di sopra della zona retrocessione anche nei momenti più difficili. 3 vittorie nelle prime 4 giornate, addirittura la testa della classifica condivisa con Juve e Napoli. Poi l’inizio della flessione, con una discesa inesorabile, interrotta solo dalla vittoria dell’Olimpico contro la Roma in autunno. Tante, troppe delusioni, periodi interi senza successi, dove l’unica gioia in cinque mesi è la vittoria di Parma (rimonta da 2-0 a 2-3), poi come all’andata arriva la Roma e tutte le crisi vengono spazzate. Ritorno alla vittoria in assoluto e in casa, dove mancava da fine settembre (2-0 all’Atalanta, altra vittima illustre dei ferraresi in questa stagione). Giallorossi battuti andata e ritorno, e nuova linfa al morale e alla classifica che torna a sorridere e dà un altro successo a Frosinone (0-1). Storia di appena tre giorni fa. Quello che gli uomini di Inzaghi si troveranno di fronte, dunque, è un avversario in salute che viene da due successi di fila. Il “Paolo Mazza”, anche se gli spallini hanno raccolto più punti in trasferta, è sempre caldo con i tifosi che non fanno mancare il proprio supporto, in uno stadio che sembra molto british, rinnovato in questa stagione, un gioiellino rispetto altri stadi italiani. Salvezza alla portata per gli uomini di Semplici, che hanno un +4 rassicurante dalla zona rossa e tre squadre tra se e il terzultimo posto. Proprio il tecnico toscano è l’uomo in più dei ferraresi, giunto alla quinta stagione sulla panchina della SPAL, con cui ha raccolto due promozioni dalla C alla A di fila e due ottime stagioni nella massima serie, senza mai perdere la bussola nemmeno nei momenti peggiori. Una squadra che gioca da tempo con il 3-5-2, importanti gli uomini di fascia con quel Lazzari da tempo nel mirino biancoceleste, e con la nuova scoperta Fares (giustiziere della Roma). Nel mezzo tanta sostanza con gli eterni Kurtic (stagione da incorniciare la sua) e Missiroli. In porta da gennaio c’è Viviano che è una certezza. Davanti Petagna è esploso, con lui c’è alternanza: Antenucci non ha replicato la stagione dell’anno scorso.

I PRECEDENTI

Sfida che sa molto di antico, visto che le altre partecipazioni della SPAL in serie A appartenevano agli anni ’50 e ’60. Ben cinquant’anni dall’ultimo precedente, prima dell’anno scorso con la Lazio che vinse 2-5. Era la vigilia della Befana, e Immobile fu il grande protagonista con un poker! L’altra rete, la prima del match, un gioiello di Luis Alberto. Nel complesso un campo storicamente ostico: 8 vittorie casalinghe, 4 (compresa quella della passata stagione) laziali e 2 pareggi. L’ultimo nel ’59 (1-1). L’affermazione più recente spallina risale al marzo ’67 (4-1).

LA STELLA E GLI EX

Il calciatore che più sta spiccando tra gli altri (insieme a Viviano, Kurtic e Lazzari) è Andrea Petagna, già al suo record di gol in una stagione: 11. E non ha nessuna voglia di fermarsi, ne sa qualcosa anche la Roma. Certo con l’Atalanta faceva un altro tipo di gioco, ma i numeri parlano di una grande stagione per il figlio d’arte. Ci sono due ex: Sergio Floccari, in maglia biancoceleste dal gennaio 2010 all’estate 2014, con una parentesi in prestito al Parma nel 2011-12. Sta trovando poco spazio alla SPAL, ormai nella parte finale della carriera. L’altro è molto più recente, Alessandro Murgia, arrivato in prestito proprio nell’ultima finestra di gennaio, insoddisfatto dello spazio trovato a Roma. A Ferrara è titolare, insieme a Kurtic e Missiroli. Tutti ricorderanno la sua firma decisiva nell’ultima Supercoppa vinta, ma anche tante altre gioie come le reti a Torino, Fiorentina, Vitesse. E’ possibile rivederlo nel futuro prossimo di nuovo con la maglia capitolina, di sicuro si tratta di un figlio di questa città.

L’ANDATA

All’andata la gara terminò 4-1 in favore dei biancocelesti, una partita mai in discussione se non per qualche minuto tra il gol del vantaggio e quello del raddoppio, firmati entrambi da Immobile. Nel mezzo il momentaneo pari di Antenucci. Nella ripresa arrivarono le reti di Cataldi e Parolo, per una partita passata alla storia come la sfida tra i fratelli Milinkovic. Sergej impegnò il fratello Vanja (portiere) solo una volta, senza troppe pretese. Ma la prestazione del colosso allora alla SPAL non fu impeccabile.

LA PROBABILE FORMAZIONE

Semplici sta valutando qualche cambio, dettato dal turnover. Quel che è certo è il 3-5-2 e il portiere Viviano. Davanti a lui Vicari, Felipe, Cionek e Bonifazi (tifoso biancoceleste) si giocano i tre posti in difesa. Sulle fasce Lazzari e Fares, con quest’ultimo insidiato da Costa. Nel mezzo Kurtic, Missiroli e probabilmente Valoti, Murgia partirà dalla panchina. Ma occhio alle chance per Schiattarella e Valdifiori. In avanti con Petagna ci sarà uno tra Paloschi (favorito), Antenucci e Floccari.
(3-5-2): Viviano; Vicari, Felipe, Cionek; Lazzari, Valoti, Missiroli, Kurtic, Fares; Petagna, Paloschi
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Antonio Sarnataro
Sono nato a Napoli il 19/06/1993, laureato in Scienze della Comunicazione. Ho una passione smisurata per il calcio (la Lazio), il wrestling e la musica (italiana, Nek). Sono Laziale dal 2001 semplicemente perché… la Lazio era nel mio destino!