Siamo alle solite: KO e fantasmi di “vecchia” Lazio




SPAL-Lazio 2-1

Lazio, siamo alle solite. A Ferrara, contro la SPAL, arriva la prima sconfitta stagionale dopo un primo tempo dominato e inconcludente, una squadra che si specchia troppo, si piace, egoista in tutti i suoi interpreti e alla fine esce con un pugno di mosche in mano contro una squadra nettamente inferiore che però ha saputo come e quando colpire, giocando la sua partita operaia. Il secondo tempo è stato la causa della sconfitta, si può dire che la Lazio non è scesa in campo dopo il 45′, una cosa che capitava spesso l’anno scorso e che a quanto pare non è ancora passata di moda. Cosa è cambiato tra quella squadra capace di arrivare (si fa per dire) ottava e questa? Nulla apparentemente, anche se sulla carta dovrebbe essere potenziata. Un problema più mentale che fisico/atletico/tecnico. Fatto sta che siamo di nuovo qui ad interrogarci su una sconfitta assurda, che regala i primi punti della stagione agli avversari che fanno un figurone pur essendo, lo ripetiamo, con tutto il rispetto, nettamente inferiori, e fa uscire dal “Paolo Mazza” i capitolini con le ossa rotte. Se è presto per fare allarmismi si vedrà. Ferrara, come lo scorso aprile, è trasferta indigesta per Inzaghi.

Eppure nel primo tempo sembra tutt’altra musica, sembra una gara in discesa, forse nemmeno il più pessimista dei tifosi avrebbe immaginato cosa sarebbe accaduto nel secondo tempo. Inzaghi sceglie Patric, Parolo e Caicedo, lasciando in panchina Vavro, Milinkovic e Correa (entrati tutti e tre nella ripresa). I primi minuti sono subito di marca laziale, a tutto pressing come questa nuova squadra ha mostrato di saper giocare e piacere, con il grande ex Lazzari (accolto benissimo dai suoi ex tifosi) freccia in più sulla destra. L’unica pecca, la solita, è la finalizzazione. Caicedo, Immobile e Luis Alberto si pestano i piedi e sono molto egoisti. L’ecuadoriano coglie un palo (quinto legno consecutivo…) con un tiro rasoterra, poi viene strattonato all’interno dell’area dove c’è anche un fallo di mano di Tomovic. C’è un lungo check del Var che prima deve analizzare un possibile fuorigioco di Parolo (regolare per millimetri) e poi le eventuali infrazioni della retroguardia di casa. Alla fine viene concesso il penalty con Immobile che spiazza l’ex Berisha e fa 0-1. La SPAL non riesce ad imbastire una reazione, è succube dei rivali che però non ne approfittano. Vanno vicino al raddoppio con un colpo di testa di Acerbi, poi la chance più clamorosa capita sui piedi di Luis Alberto dopo uno sbaglio di Reca. Lo spagnolo, non avevamo dubbi, anziché assistere Immobile o Caicedo va centralmente e conclude ma Berisha in qualche modo dice di no. La pressione laziale continua, Immobile salta il portiere albanese, offre a Caicedo una palla da spedire in rete ma il tiro termina sul fondo. Si va al riposo e il vantaggio di una rete sta strettissimo agli uomini di Inzaghi, tanto che la SPAL non ha tirato una volta in porta. Solo un paio di conclusioni velleitarie.

Nella ripresa ci si aspetta una Lazio determinata che voglia chiudere la partita, così vorrebbe anche Inzaghi che si sgola e agita in panchina. E invece…la squadra non è mai pericolosa e con il passare dei minuti inizia a schiacciarsi, lasciando palla e campo all’avversario che all’ennesimo corner pareggiano con Petagna, abile a girare in rete completamente libero nel cuore dell’area. Entrano Correa e Milinkovic ma in pratica non si vedranno mai, il forcing laziale è senza capo né coda, c’è una confusione tattica e mentale che si nota ad occhio umano. Semplice capire che la vittoria è sfuggita di mano. È la SPAL ad avere qualche chance in contropiede e infatti in pieno recupero dopo un batti e ribatti in area la palla arriva ad un liberissimo Kurtic che deve solo indovinare il diagonale giusto e trafiggere così Strakosha. È l’apoteosi per il “Mazza”. Maledette Nazionali verrebbe da dire, ma forse quella che è più maledetta è la Lazio. Che fa sempre questo.

IL TABELLINO
SPAL-LAZIO 2-1


SPAL (3-5-2)
: Berisha; Vicari, Cionek, Tomovic (80′ Felipe); D’Alessandro (73′ Sala), Missiroli, Murgia, Kurtic, Reca (62′ Strefezza); Petagna, Di Francesco. A disposizione: Floccari, Igor, Jankovic, Letica, Moncini, Paloschi, Thiam, Valdifiori, Valoti. Allenatore: Semplici.

LAZIO (3-5-2): Strakosha; Patric (48′ Vavro), Acerbi, Radu; Lazzari, Parolo, Leiva (68′ Milinkovic), L.Alberto, Lulic; Immobile, Caicedo (68′ Correa). A disposizione: Anderson, Bastos, Berisha, Cataldi, Guerrieri, Jony, Marusic, Proto, Silva. Allenatore: Inzaghi.

ARBITRO: Calvarese di Teramo.

MARCATORI: 16′ su rig. Immobile (L), 63′ Petagna (S), 92′ Kurtic (S)

NOTE: Ammoniti Tomovic, Missiroli, Strefezza, Di Francesco (S); Patric, Radu, Acerbi (L). Recupero: 7’pt – 6’st

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Dona Online

Antonio Sarnataro
Sono nato a Napoli il 19/06/1993, laureato in Scienze della Comunicazione. Ho una passione smisurata per il calcio (la Lazio), il wrestling e la musica (italiana, Nek). Sono Laziale dal 2001 semplicemente perché… la Lazio era nel mio destino!