Sassuolo vs Lazio – 18 ottobre 2015


Dopo la sosta del Campionato, dovuta alle Nazionali per la qualificazione agli Europei 2016 (l’Italia ce l’ha fatta!!!), finalmente ritorna il nostro amato week-end calcistico, ritorna la nostra Lazio.
In vista del match contro il Sassuolo, il neroverde Davide Ferrari sarà il protagonista di questa settimana, insieme all’aquilotto Marco Zucco. Quest’ultimo, trentunenne napoletano, è un consulente di marketing e comunicazione. Oltre alla passione per il suo lavoro, adora la musica e ama molto il calcio ed il suo cuore batte per la squadra biancoceleste.

DAVIDE FERRARISASSUOLO

1.  L’Emilia-Romagna vanta ben 3 squadre  che militano in Serie A: Sassuolo, Carpi, Bologna…come è nata la sua passione per il Sassuolo? E con quale sente più rivalità?
La Passione è nata il primo anno di serie B quando iniziai a seguire il Sassuolo, in quel periodo giocavamo al Braglia di Modena.
La rivalità più accesa è sicuramente con il Carpi.Sassuolo_Davide

2. La passione per la propria squadra non fa pesare certe “trasferte” ma ognuno desidererebbe “giocare in casa”: cosa pensa delle partite casalinghe del Sassuolo che vengono disputate al Mapei Stadium-Città del Tricolore di Reggio Emilia?
Il Mapei Stadium è un bellissimo stadio dove ovunque ti trovi si vede benissimo la partita, moderno e sicuro, dov’è possibile godersi una partita di calcio.

3. Ogni anno il Sassuolo sforna giocatori da nazionale (Berardi e Zaza su tutti), anche grazie alla politica societaria che prevede una percentuale bassissima di stranieri in rosa: chi pensa possa essere la rivelazione di questa stagione? Questa politica “tricolore” le provoca un sussulto d’orgoglio?
Berardi è la sicurezza, talento cristallino, fiuto del goal e carattere, credo che quest’anno vedremo un super Floro Flores, grande atleta uno che non molla mai.
Avere oltre il 90% di Italiani in rosa è un orgoglio per noi tifosi, è sicuramente un orgoglio soprattutto quando vestono i colori della nazionale.

4. Ormai sono 3 anni che il Sassuolo gioca nella massima Serie in Italia: nel 2013/2014 ha terminato il campionato al 17° posto della classifica, arrivando al quarto turno in Coppa Italia; l’anno successivo 12° posto e si è fermato agli ottavi di finale di Coppa Italia, cosa pensa di questa scalata? Se lo aspettava o pensava che sarebbe ritornato in Serie B già nel primo anno?
La società, la squadra e il mister stanno facendo tutti un ottimo lavoro. I risultati arrivano grazie ad un gruppo che si conosce da anni e che gioca a memoria, quest’anno sono stati fatti acquisti mirati che hanno migliorato la rosa. Certo che mi aspettavo questa cavalcata, anche se il primo anno in A ci ha fatto tremare fino alla fine.

5. Visti i risultati degli ultimi anni, pensa sia arrivato il momento di far il salto di qualità? Si aspetta un’altra salvezza ‘comoda’ o qualcosa in più dagli altri anni?
Il nostro obiettivo è raggiungere 40 punti il prima possibile, fatti quelli mi piacerebbe molto chiudere al 6° o 7° posto. Certo che mi aspetto una salvezza comoda.

 

MARCO ZUCCO – LAZIO

1. Si dice che “al cuor non si comanda”, mi spieghi com’è nata la passione per la Lazio.
Nel 1993 giocavo a calcio ed il mio mister mi paragonava a Signori (magari!) e, da lì, è nato un amore folle per lui e per la Lazio. Ad oggi, mi basta avere il tatuaggio di una testa d’aquila fatta il giorno dopo la laurea che batte come un secondo cuore.Lazio_Marco

2. Essendo napoletano, per sostenere la squadra deve macinare km per starle vicino e tifare con altri fratelli laziali: va spesso all’Olimpico e/o è presente al San Paolo quando la Lazio gioca a Napoli? In questo caso, come vive l’atmosfera da ‘infiltrato’?
Ho seguito molto la Lazio prima di iniziare a lavorare. Al San Paolo raramente, non amo l’ambiente e non sono uno che riesce a reprimersi. Da ‘scozzese in terra inglese’, almeno nella mia zona, sono conosciuto come “il laziale” e, nonostante la mia amicizia con qualche ultras napoletano, c’è sano e reciproco rispetto.

3. Negli ultimi anni, la Lazio conta diversi calciatori che vengono convocati dalle rispettive Nazionali ma, purtroppo, capita che si infortunano: pensa che ciò possa penalizzare la squadra in campionato? Tralasciando il fatto che la squadra ha un alto tasso di infortuni…(stendiamo un velo pietoso!)
La problematica infortuni e Nazionali non hanno connessioni se non per casualità. Infortunarsi con la Nazionale di martedì è come infortunarsi in una gara Europea! Le ragioni dei tanti infortuni sono da ricercarsi in altro, dato che sono tutti di natura muscolare (preparazione sbagliata, allenamenti inadatti, fattori anche imponderabili).

4. Nelle gare casalinghe la Lazio porta sempre a casa i 3 punti mentre in trasferta è andata sempre male (meglio dimenticare i match contro il Chievo Verona ed il Napoli, ad eccezione dell’altra sponda veronese): considerando anche le tante assenze, come giocherebbe la partita contro il Sassuolo? Cosa si aspetta dalla squadra e dal mister?
La Lazio ha nel suo DNA un gioco veloce che dovrebbe sposarsi di più giocando in contropiede. Lo scorso anno si vinse tanto in trasferta, quindi credo sia ancora presto per sentenziare l’Olimpico un fortino e la trasferta un tabù.
Per la gara col Sassuolo, a me piace molto il gioco di Di Francesco che è molto veloce sulle fasce avendo giocatori formidabili come Berardi, Defrel e Sansone; al centro fanno molto filtro con Duncan, Missiroli e Magnanelli, ma non sono educatissimi coi piedi. Date le assenze, io metterei Onazi, Lulic (anche se per me è un terzino) e Cataldi a centrocampo (Savic-Milinkovic, secondo me, è fortissimo, ma ancora acerbo per battagliare senza Parolo e Biglia al suo fianco). Se Klose fosse disponibile, lo farei partire titolare, c’è bisogno di gente come lui in campo senza i due sopracitati infortunati.

5. Lo scorso anno la Lazio si è piazzata al terzo posto andando a giocare i preliminari di Champion’s League, è arrivata in finale di Coppa Italia e Super Coppa italiana ma, ahimè, non centrando nessuno dei 3 obiettivi: cosa si aspetta quest’anno? Secondo lei, potrà ripetersi o dovrà accontentarsi?
A parer mio, con la rosa al completo, la Lazio è molto competitiva, ma il mercato doveva essere più soddisfacente: un difensore centrale ed un centrocampista stile Allan, Baselli, Mario Suarez, come terzino sinistro lulic mi soddisfa. C’è equilibrio da parte di tutte, ma molto dipenderà dalle motivazioni di tutti ,tifosi inclusi. Con gente come De Vrij e Biglia out sei palesemente più debole delle altre. Per il resto non mi voglio ancora sbilanciare fino a dicembre. Saluto tutti i fratelli laziali.

 

Grazie a Davide e Marco per la loro disponibilità.

 

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Giovanna Campagna
Sono nata il 09/04/1986 a San Gennaro V.no. Amo la Lazio grazie a Nesta; penso sia nata con l’aquila sul petto e, come dice Di Canio, “essere laziali finisce con il diventare uno stile di vita, un modo di sopportare e superare ogni tipo di difficoltà”.