Sampdoria vs Lazio – 28 aprile 2019




Dopo la settimana in chiaro-scuro con l’incredibile e sconcertante sconfitta con il Chievo a cui ha fatto seguito la vittoria di Milano con il passaggio alla finale di Coppa Italia, torna il campionato in una degli ultimi match per rientrare in corsa per l’Europa e non dover affidare l’intera stagione alle sorti dell’ultimo atto della coppa Nazionale. Ci sono ancora speranze, almeno di arrivare in Europa League, ma bisogna vincere. L’ostacolo, come tutto il calendario da qui alla fine, non è dei più semplici: la Sampdoria di Giampaolo a “Marassi”. Analizziamo l’avversario di turno.

quagliarella

 

L’ANALISI

Sembra di mettere un disco da tre anni a questa parte, ovvero da quando Marco Giampaolo allena la Sampdoria. Ottime stagioni, ottimi risultati, gioco spettacolare, vittorie di prestigio, specialmente nel girone d’andata, specialmente in casa, meno in trasferta, meno in quello di ritorno quando i sogni da Europa o addirittura Champions League vengono riposti nel cassetto, a fronte di una parte sinistra della classifica, sempre tale ma mai migliorata. Un’eterna incompiuta dunque, ma pur sempre bella da vedere e difficile da affrontare. Soprattutto a Marassi. E quest’anno la storia non è da meno. Ecco l’estrema sintesi della squadra che la Lazio domenica si troverà di fronte. Nono posto attuale a -4 dai capitolini con le consuete parole, del presidente Ferrero noto tifoso giallorosso in primis, nei giorni antecedenti alla gara che promettono vittoria, sorpasso e rincorsa all’Europa ancora viva. Che Dio ce ne scampi. Ultima spiaggia per i doriani, si dice. Gara della vita in arrivo? Se fosse così, per una Lazio “scarica” dopo la vittoria di Milano e priva tra squalifiche ed infortuni di Milinkovic, Luis Alberto e Radu, non sarebbe una domenica facile. Tante le soddisfazioni anche in questa stagione, a partire dai derby, di cui l’ultimo vinto quindici giorni fa (2-0). Qui non ne perdono uno da tre anni. Le vittorie più belle sono arrivate, oltre a quella nella stracittadina, contro il Napoli ad inizio stagione (3-0), Milan (1-0), Bergamo (0-1), con l’esposizione massima del gioco di Giampaolo probabilmente nella gara di Sassuolo (3-5). Tornando al gioco doriano tanto decantato, è sulla base del 4-3-1-2, con folate e intensità che non ha nulla da invidiare a quello tipico della Premier League, quando in giornata. E’ vero la squadra è troppo discontinua, capace di vittorie come quella nel derby e di crollare poi a Bologna (3-0). Il mood tattico è principalmente in verticale, dal centrocampo all’attacco con Quagliarella spesso decisivo in fase di realizzazione. Determinante il ruolo del trequartista, dove si sono alternati Ramirez, Saponara e Caprari.

I PRECEDENTI

I precedenti in terra doriana parlano di equilibrio puro con 18 vittorie casalinghe, 17 pareggi e 17 blitz capitolini. Il “Marassi” blucerchiato è di sicuro quello che porta più fortuna ai colori laziali, a dispetto di quello rossoblu dove è arrivata una sola vittoria negli ultimi dieci anni e una serie di sconfitte in fila, con ben quattro vittorie negli ultimi sei precedenti, di cui due in quelli più recenti. Entrambe per 1-2, grazie all’uno-due Milinkovic-Parolo del dicembre 2016 e a nulla servì la rete nel finale di Schick, e quella del dicembre 2017 firmata in rimonta negli ultimi minuti da Milinkovic e Caicedo, con un gol allo scadere, a ribaltare il vantaggio iniziale di Zapata. Le altre due vittorie recenti sono per 0-1 grazie ad Hernanes nel dicembre 2012 e Gentiletti nel maggio 2015. L’ultimo pareggio è datato novembre 2013, 1-1 con la rete di Cana all’ultimo secondo nel giorno del debutto di Mihajlovic sulla panchina blucerchiata. L’ultima vittoria casalinga nell’aprile 2016, 2-1 in rimonta, in una delle prime gare di Inzaghi, partita stregata.

LA STELLA E GLI EX

Il migliore della Sampdoria è sicuramente Fabio Quagliarella, letteralmente esploso in una nuova giovinezza da due campionati a questa parte. 19 reti l’anno scorso, già 22 quest’anno, leader della classifica capocannonieri davanti a Piatek, Zapata e un certo Cristiano Ronaldo. Per non parlare dei vari Immobile, Dzeko e Icardi, tutti messi in fila dal bomber blucerchiato, 36 anni sulla carta anagrafica, ma in campo un ragazzino. La Sampdoria naturalmente non è solo lui: Ramirez, Praet, Gabbiadini, Linetty. C’è tanta qualità al servizio di Giampaolo. Non ci sono ex tra le fila doriane. L’unico ex della gara, a parte Simone Inzaghi transitato per un breve periodo della sua carriera, in prestito, alla Samp, sarà Joaquin Correa, arrivato in Italia proprio grazie al club di Ferrero per un anno e mezzo dal gennaio 2015 all’estate 2016, prima di andare a Siviglia.

L’ANDATA

Uno dei tanti rimpianti di questa stagione biancoceleste è sicuramente la gara d’andata. Riavvolgiamo il nastro: siamo all’8 dicembre 2018, anticipo del sabato sera. La Sampdoria, che viene da anni di delusioni in casa contro la Lazio (tra cui un 7-3 e un 4-0 nei due precedenti più recenti) va in vantaggio nel primo tempo grazie ad una rete del solito Quagliarella, in una partita combattuta e giocata alla pari. La Lazio però meriterebbe qualcosa in più e alla fine al 79′ perviene al pareggio grazie ad Acerbi bravo a ribadire in rete su corner. La partita si avvia verso il pareggio, quando il VAR dà un discutibile (c’è da dirlo) calcio di rigore ai biancocelesti per un presunto fallo di mano in barriera su punizione di Luis Alberto. Siamo al 95′ e Immobile spiazza Audero, sembra una liberazione per i biancocelesti, che non vincono da più di un mese. Invece si torna a centrocampo, palla per Saponara che in mezza acrobazia mette alle spalle di Strakosha, difesa laziale che sta a guardare. E’ il 2-2 al 99′, non c’è limite al peggio.

PROBABILE FORMAZIONE

Giampaolo con il consueto 4-3-1-2. Davanti ad Audero, difesa con Bereszynski favorito su Sala, Andersen e Colley in mezzo, Murru. Al centro spera Tonelli e potrebbe strappare una maglia a Colley oppure ad Andersen non al meglio per alcune noie fisiche. A centrocampo il play sarà Ekdal, ai suoi fianchi Praet e Linetty mezzali. Ramirez vertice basso del rombo, sempre in ballottaggio ma favorito su Saponara. Davanti Quagliarella e uno tra Defrel e Gabbiadini.
(4-3-1-2): Audero; Bereszynski, Andersen, Colley, Murru; Praet, Ekdal, Linetty; Ramirez; Quagliarella, Defrel.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Dona Online

Antonio Sarnataro
Sono nato a Napoli il 19/06/1993, laureato in Scienze della Comunicazione. Ho una passione smisurata per il calcio (la Lazio), il wrestling e la musica (italiana, Nek). Sono Laziale dal 2001 semplicemente perché… la Lazio era nel mio destino!