Roma vs Lazio – 26 gennaio 2020




Dopo l’eliminazione in Coppa Italia, la Lazio si rituffa in campionato (unica competizione rimasta) dove arriva dal record di 11 vittorie consecutive. Ecco il derby, la Roma, in una sfida che può consacrare nella leggenda i biancocelesti, dandogli anche un primato cittadino. Analizziamo l’avversario di turno.

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L’ANALISI

La Roma di Fonseca arriva da quarta alla sentitissima sfida. Terza (con potenziale vista sulla seconda piazza) contro quarta, era da anni che non si viveva un derby così d’alta quota. Sebbene la piazza d’onore, gli uomini dell’ex tecnico dello Shakthar non arrivano da un momento così idilliaco. Due sconfitte in tre giornate, entrambe in casa (da quanto non arrivano a tre?! facciamo tutti gli scongiuri…) con le due torinesi, l’eliminazione dalla Coppa Italia per mano, sempre, della Juve e l’unica gioia domenica scorsa a “Marassi” contro il Genoa. Inoltre all’inizio d’anno un po’ sottotono si sono aggiunti i gravi infortuni a Zaniolo e Diawara, che vanno ad aggiungersi ad un’infermeria già abbastanza piena. Una Roma totalmente ricostruita in estate, dopo gli addii di Totti e De Rossi, ripartita con il portoghese in panchina tra tanti scetticismi. Invece ha dimostrato di sapersi integrare al calcio italiano, iniziando a cambiare moduli e visione di gioco. Il rischio di un Luis Enrique o Zeman bis, insomma, è stato scongiurato. Ecco che il tecnico “dominatore degli avversari, anche a costo di prendere qualche gol” si è trasformato in un allenatore pragmatico, attento alla fase difensiva ancor più di quella offensiva. Una Roma solida in tutti i reparti, merito anche dei propri talenti. In questo senso la perdita di Zaniolo è una perdita grave, gravissima. In quanto l’ex Inter, insieme a Pellegrini, stanno alla Roma quanto almeno Luis Alberto e Correa alla Lazio. Il 4-2-3-1 è il modulo di riferimento per i giallorossi, il gioco sulle fasce è quello preferito, con la ricerca dei cross per l’ariete Dzeko, bomber alterno e spesso dalle polveri bagnate ma non quando vede la Lazio. Fonseca non ha avuto paura di ripartire da zero, azzerare tutte le gerarchie e fare scelte coraggiose, come quella di escludere per un lungo periodo Florenzi dai titolari. Roma difficile da piegare, che ha raccolto più in trasferta che in casa. Il derby è già di suo una partita a sè, aggiungiamo la forza dell’avversario, sarà durissima conseguire la dodicesima proprio davanti ai “cugini”. Prima delle due con le torinesi, erano arrivate sconfitte solo con Atalanta e Parma.

I PRECEDENTI

I precedenti con il derby in casa Roma in serie A vedono i giallorossi nettamente in vantaggio con 29 vittorie, 32 pareggi e solo 14 vittorie biancocelesti. Poche ma la matematica non è un opinione se si pensa che dal ’98 solo due volte la Lazio ha vinto questo match: 1-2 nel 2012 e 1-3 nel 2017, l’ultima gioia con la doppietta di Keità e la rete di Basta. A nulla servì la simulazione di Strootman che portò De Rossi a segnare su rigore. Più in generale negli ultimi 10 anni, 2 vittorie, 2 pareggi e ben 6 sconfitte. Di cui le ultime due consecutive (2-1 nel novembre 2017, 3-1 nel settembre 2018). Il pareggio più recente è il 2-2 del gennaio 2015 con la doppietta di Totti a riprendere il momentaneo vantaggio di Mauri e Felipe Anderson. Parlando di precedenti, numeri e statistiche citiamo gli 11 successi consecutivi della Lazio, già record nella storia biancoceleste ma non ancora primato cittadino. Infatti, dopo aver superato la Roma di Garcia del 2013, la Lazio ha eguagliato quella di Spalletti che nel 2005-06 arrivò a 11 vittorie di fila proprio dopo un derby. Con un’eventuale vittoria la Lazio può stabilire un nuovo primato per la città di Roma, e avere davanti solo le strisce di Inter e Juve.

LA STELLA E GLI EX

Pau Lopez, Florenzi, Kolarov, Smalling, Veretout, Cristante, Under, Perotti, Pastore, Dzeko: no, non è la formazione che affronterà la Lazio ma il numero infinito di stelle, tra gli altri, presenti nella Roma. Di tutti, però, sono due capaci di cambiare il corso delle partite: Niccolò Zaniolo e Lorenzo Pellegrini. Se il primo sarà out per il grave infortunio subito, sarà il secondo il pericolo numero uno. La fonte di gioco da fermare. Trequartista, inventa calcio, disegna assist e non disdegna di andare alla conclusione. C’è una Roma senza Pellegrini e una Roma con Pellegrini, e la differenza tra le due è netta e anche imbarazzante. In difesa, oltre alla spinta dei terzini, sarà difficile fermare un baluardo come Smalling, tra i migliori nel suo ruolo quest’anno dell’intera serie A. C’è un solo ex: Alexander Kolarov, in biancoceleste dal 2007 al 2010. Ha già fatto male alla Lazio in due occasioni. Occhio a non farlo ripetere ancora. Micidiale sui piazzati.

L’ANDATA

Il derby d’andata si ricorda come uno dei più stregati della storia. L’1-1 finale non riflette per nulla l’andazzo della partita, con ben 6 pali colpiti di cui 4 dalla Lazio. In vantaggio con un rigore di Kolarov nel primo tempo, la Roma fu capace di resistere a lungo al bombardamento messo in atto dalla Lazio. Immobile, Correa, Luis Alberto, piovevano palle gol nell’area di Pau Lopez ma il pari arrivò solo nella ripresa con il “Mago” spagnolo. Da lì fu ancora più un monologo con le clamorose occasioni avute da Correa, ancora Luis, il palo di Parolo. E la rete in pieno recupero di Lazzari, annullata per fuorgioco: la sfortuna volle che fu Jonu a crossare, letteralmente nel posto sbagliato al momento sbagliato con Correa nei pressi e capace anche lui di andare al cross: il “Tucu” era in posizione regolare. Sarebbe stato il primo, di una lunga serie, di gioie oltre il 90′. C’è da dire che quella Roma, così in difficoltà, era all’inizio del progetto Fonseca e non aveva ancora trovato la quadra giusta. Tanto per intenderci, questa sarà un’altra Roma.

LA PROBABILE FORMAZIONE

Considerati i tanti infortunati (Mkhitaryan, Perotti, Pastore, Zaniolo, Diawara, Zappacosta) con soli i primi due con qualche chance residua di recupero, Fonseca dovrà fare necessità virtù. Il 4-2-3-1 vedrà davanti a Pau Lopez sicuri del posto Kolarov, Smalling e Mancini. Per l’altro terzino è ballottaggio Florenzi-Spinazzola, con il capitano che può giocare in quella posizione, avanzato al posto di Kluivert o essere (di nuovo…) escluso. E’ un ballottaggio a tre, dunque, per due posti: Florenzi-Spinazzola-Kluivert. A centrocampo diga formata da Cristante e Veretout. Dietro a Dzeko completeranno il reparto Lorenzo Pellegrini e Under.
(4-2-3-1): Pau Lopez; Florenzi, Smalling, Mancini, Kolarov; Cristante, Veretout; Kluivert, Pellegrini, Under; Dzeko. All.: Fonseca

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Antonio Sarnataro
Sono nato a Napoli il 19/06/1993, laureato in Scienze della Comunicazione. Ho una passione smisurata per il calcio (la Lazio), il wrestling e la musica (italiana, Nek). Sono Laziale dal 2001 semplicemente perché… la Lazio era nel mio destino!