Ritorna l’Europa League: la storia della Lazio nella fase ad eliminazione diretta


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Ci siamo ormai, poche ore e sarà di nuovo Europa League. La Lazio incontrerà nell’andata dei sedicesimi di finale il Galatasaray, squadra temibile turca che proviene dalla Champions. Il momento non ottimale dei turchi e il ritorno in casa (frutto dell’ottimo girone laziale con 4 vittorie e 2 pareggi, concluso al primo posto) fanno aumentare le speranze e l’interesse per questa sfida che altrimenti si preannunciava proibitiva. Ma andiamo a vedere la storia della Lazio nella fase ad eliminazione diretta dell’Europa League, che potremmo chiamare tranquillamente Lazio League visto la presenza della nostra amata in 5 edizioni su 7 (compresa quella di quest’anno) da quando la fu Coppa Uefa ha cambiato format e nome. Ovviamente teniamo conto solo delle edizioni dell’Europa League e non quelle della Coppa Uefa.

Il primo anno di partecipazione, nonchè primo anno della seconda coppa continentale con questa formula, è quello più triste. Parliamo del 2009-10, dell’anno di Ballardini con la Lazio eliminata ai gironi. Unica volta che accadrà. Passiamo all’annata 2011-12, è la Lazio di Reja che tra alti e bassi in campionato gioca buone stagioni sfiorando la Champions. Ma in Europa, passata la fase a gironi arriva subito l’eliminazione nei sedicesimi per mano dell’Atletico Madrid di Simeone, all’inizio di quel ciclo glorioso che lo porterà prima a vincere la competizione quell’anno (quindi magra consolazione essere usciti con i futuri campioni) poi alla finale di Champions e alla vittoria della Liga due anni dopo. Le sconfitte interne per 1-3 e a Madrid per 0-1 non lasciano scampo ai capitolini. La stagione successiva, invece, è quella con più rimpianti e più ricca di soddisfazioni al tempo stesso. In panchina siede Petkovic e la Lazio è una delle più belle realtà d’Europa (League), con protagonisti inaspettati Floccari e Kozak (capocannoniere di quell’edizione). Ai sedicesimi ci capita il Borussia Mönchengladbach che superiamo in due memorabili gare: soprattutto quella d’andata in terra tedesca pareggiata con un’emozionante 3-3 poi legittimata dal 2-0 all’Olimpico. Agli ottavi ci capita un’altra tedesca, lo Stoccarda, ma qui il compito è più agevole: 2-0 in trasferta, 3-1 in casa. Poi arrivano i primi screzi: la Uefa (per decisione del suo presidente, Platini) squalifica l’Olimpico per due gare e anche gli arbitri entrano in scena, come se la Lazio (e il suo popolo) desse fastidio a qualcuno. Ai quarti ci capitano i turchi del Fenerbahce e in terra turca và in scena il Collum-show (arbitro di quella sfida). Nega un rigore solare nel primo tempo ai biancocelesti e poi li affossa nel secondo con gol irregolari ed espulsioni. Finisce 2-0 per loro e nella gara di ritorno a Roma (in uno stadio a porte chiuse) non basta il vantaggio di Lulic per riaprire i giochi: finirà 1-1 e addio ad una competizione che sembrava alla portata. L’ultima partecipazione è nel 2013-14 con un’altra uscita ai sedicesimi per mano dei bulgari del Ludogorets. Clamoroso lo 0-1 ospite all’Olimpico (con rigore sbagliato da Felipe Anderson), ma ancora più clamoroso è il 3-3 che ci fa fuori in Bulgaria con la Lazio in vantaggio per 0-2 a metà secondo tempo e rimontata sul 2-2 e poi per 2-3 fino ad un minuto dalla fine. Finirà 3-3.

Ora la sfida con il Galatasary sperando di riscrivere la storia e volare lontano come solo le aquile sanno fare. 

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Antonio Sarnataro
Sono nato a Napoli il 19/06/1993, laureato in Scienze della Comunicazione. Ho una passione smisurata per il calcio (la Lazio), il wrestling e la musica (italiana, Nek). Sono Laziale dal 2001 semplicemente perché… la Lazio era nel mio destino!