Riscatto e poker, la Lazio va: la scalata continua




Lazio-Lecce 4-2

La Lazio vince una gara difficile, scorbutica, che si stava mettendo sul binario sbagliato e fa poker, tornando a vincere in casa contro il Lecce dopo più di tredici anni. Poker come i gol realizzati quest’oggi ma anche come la serie di successi consecutivi in campionato, con la risalita in classifica che continua, in piena zona Champions League. I biancocelesti avevano tutto da perdere in questa sfida dopo le fatiche di Europa League, e un avversario non di primo livello per nome e blasone, ma che tanto bene aveva fatto fino ad oggi, impressione confermata anche all’Olimpico. Una delle classiche bucce di banana su cui la Lazio ogni tanto scivola, ma questa volta è andata bene. Con il brivido. Perché se l’arbitro non avesse annullato un gol oggettivamente ancora di difficile interpretazione chissà come sarebbe finita. E’ successo di tutto: gol, rigori, doppiette (toh, realizzata da Correa! Si è sbloccato sul serio…), VAR. Il Lecce esce a testa alta, farà strada e non si arrenderà tanto facilmente a nessuno. Vittoria bella, da non sottovalutare. Andiamo con ordine.

Inzaghi conferma la formazione della vigilia con Acerbi sul centrosinistra, affiancato da Luiz Felipe e Patric. In avanti Correa-Immobile, premiato nel pre-partita per i 100 gol dalla società e come miglior giocatore di ottobre dalla serie A, nel giorno della presenza numero 200 nella massima categoria italiana. Il Lecce di Liverani, alla prima da allenatore in quello che fu il suo stadio e contro il suo amico Inzaghi, si affida al 4-3-1-2 con Babacar e Lapadula davanti. La partenza è sprint, piovono subito occasioni da gol. E’ la Lazio ad averne in quantità maggiore, ma anche gli ospiti ne hanno tante: è un match molto equilibrato, anche una bella partita da vedere, molto intensa. Correa e Immobile hanno delle chance nei primissimi minuti, Luis Alberto mira dalla distanza ma la palla non scende e nel mentre il Lecce ha le sue occasioni con Lapadula e Mancosu ma anche le conclusioni di questi ultimi sono sballate. Le chance più clamorose, di Milinkovic su lancio di Lulic e di Mancosu tutto solo all’altezza del dischetto dell’area di rigore, finiscono alle stelle ma sono il preludio alla rete di Correa servito dal “Mago” spagnolo. Conclusione imparabile che supera Gabriel. Passano 10′ e al primo corner i giallorossi, seguiti da più di 3mila tifosi, la pareggiano con Lapadula che sbuca alle spalle della difesa laziale dopo una sponda di Rossettini. Luis Alberto ha la chance di riportare subito in avanti i suoi, ma fallisce clamorosamente con la porta spalancata davanti.

Nella ripresa la situazione è la medesima, Lazio in avanti alla ricerca del gol, il Lecce si difende e riparte quando può, scaturendo occasioni da una parte e dall’altra. Strakosha salva su un gran colpo di testa di Babacar. Luis Alberto non riesce proprio ad inquadrare la porta, ha le polveri bagnate, la vede eccome, invece, Milinkovic quando arriva di punta su una palla messa in mezza da Acerbi. Gol fulmineo e 2-1. Ma nemmeno il tempo di convalidarlo che i biancocelesti si rintanano nella propria metà campo a difesa del fortino appena conquistato e sul secondo corner della partita (sul primo era arrivato il gol) per gli ospiti, Milinkovic aggancia Mancosu in area e l’arbitro fischia il rigore. Scelta dubbia, il fallo non sembra netto. Dal dischetto si presenta Babacar e Strakosha è bravo ad intuire ma sulla respinta la difesa dorme e Lapadula fa 2-2. Grande festa sotto la curva leccese ed esultanza, ma l’arbitro, in consulto con il VAR annulla perché l’attaccante salentino era entrato in area prima della battuta del rigore. Restano dubbi, Inzaghi tira un sospiro di sollievo. Pericolo scampato ma la Lazio non può subire così. Le squadre sono lunghe e su una ripartenza capitolina Meccariello colpisce con la mano un tentativo di cross di Milinkovic. Manganiello ci mette un po’ a fischiare il rigore, netto. Immobile spiazza Gabriel. In contropiede si aprono praterie e Correa fa 4-1 su assist di Ciro. Sembra finita e invece non solo La Mantia sigla il 4-2 di testa su dormita di Bastos, ma gli ospiti continuano ad attaccare e hanno un altro paio di ottime occasioni, sventate da Strakosha.

IL TABELLINO
LAZIO-LECCE 4-2

LAZIO (3-5-1-1): Strakosha; Patric (72′ Bastos), Luiz Felipe, Acerbi; Lazzari, Milinkovic, Leiva (51′ Cataldi), Alberto, Lulic; Correa (86′ Berisha); Immobile. A disposizione: Adekanye, Anderson, Caicedo, Guerrieri, Jony, Lukaku, Parolo, Proto, Vavro. All.: Inzaghi.

LECCE (4-3-1-2): Gabriel; Meccariello (86′ Rispoli), Rossettini, Lucioni, Calderoni; Petriccione, Tachtsidis, Majer (70′ Shakhov); Mancosu; Lapadula, Babacar (73′ La Mantia). A disposizione: Benzar, Bleve, Dell’Orco, Dubickas, Imbula, Lo Faso, Riccardi, Vera, Vigorito. All.: Liverani.

ARBITRO: Manganiello di Pinerolo.

MARCATORI: 30′ Correa (LA), 40′ Lapadula (LE), 62′ Milinkovic (LA), 77′ su rig. Immobile (LA), 80′ Correa (LA), 85′ La Mantia (LE)

NOTE: Al 62′ Strakosha (LA) respinge un calcio di rigore a Babacar (LE). Ammoniti Leiva, Immobile (LA); Mancosu, Lapadula, Lucioni (LE). Recupero: 1’pt- 4’st
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Antonio Sarnataro
Sono nato a Napoli il 19/06/1993, laureato in Scienze della Comunicazione. Ho una passione smisurata per il calcio (la Lazio), il wrestling e la musica (italiana, Nek). Sono Laziale dal 2001 semplicemente perché… la Lazio era nel mio destino!