Quando la forza dei 9 resiste a quella degli 11


 

massa2Se fosse finita con il punteggio di parità, gli uomini di Pioli avrebbero effettuato un vero e proprio miracolo. Si perchè  la Lazio ha  dovuto giocare in 9 a causa delle espulsioni di Mauricio nel primo e Marchetti nel secondo tempo, quest’ultima molto dubbia. Tutti pensavano che fosse finita, invece la squadra biancoceleste è riuscita con grande spirito di gruppo a respingere tutti gli attacchi della squadra di Mancini formando un muro impenetrabile e  costringendo l’inter a effettuare solo lanci lunghi . Ma perchè l’Inter ha fatto cosi fatica in 11 contro 9? Nonostante un possesso palla del 68,8% e 631 passaggi  contro il 31,2 % della Lazio con 276 passaggi, i nerazzurri non riescono a impostare il gioco facendolo con lentezza e previdibilità. Con la Lazio tutta dietro a proteggere l’aerea, arretrando centrocampisti e difensori, i giocatori dell’Inter non riuscivano  ad arrivare in porta. Questo è il segnale di una squadre senza idee con i giocatori interisti che si muovevano solo quando ricevevano il pallone facilitando il lavoro difensivo dei biancocelesti. Nemmeno il rigore assegnato all’Inter all’inizio del secondo tempo era servito a sbloccare la situazione in favore dei nerazzurri: con l’espulsione di Marchetti, infatti, nella Lazio esce un eroe e ne entra un altro. Berisha para il suo secondo tiro dal dischetto con la maglia della Lazio (il primo nell’ormai lontano match d’andata dei sedicesimi di finale di Europa League 2013-14, contro il Ludogorets, quando non si fece beffare dal pallonetto di Dyakov), mentre Icardi è al primo penalty sbagliato in stagione (un errore che non gli consente di restare attaccato alla testa della classifica dei cannonieri, con l’argentino fermo a 18; un rete in meno del redivivo Toni e due meno del connazionale Tevez).

Rigore che è (come il lancio lungo che mette davanti alla porta Hernanes per il 2-1 finale) lo specchio delle difficoltà difensive della Lazio in assenza di De Vrij: senza l’olandese, infatti, nelle ultime cinque partite, i biancocelesti, non solo hanno portato a casa solo 5 punti (vittoria col Parma e pari con Atalanta e Chievo), ma hanno incassato la seconda sconfitta (la prima allo Juventus Stadium) ed il quinto goal che porta ad una media di una rete subita per match, decisamente distante dalla striscia positiva di 8 vittorie consecutive fatta registrare in precedenza, durante la quale i capitolini avevano visto Marchetti raccogliere il pallone in fondo alla rete soltanto due volte. Nonostante tutto, la Lazio ha provato fino all’ultimo a stare in partita. Fino al 2-1 ha dato persino l’impressione di poterla vincere, ma anche dopo il nuovo vantaggio siglato da Hernanes (terzo gol in due partite da avversario, per il brasiliano, che segue la “maledizione degli ex” iniziata settimana scorsa da Biava) non ha mai mollato, uscendo tra gli applausi di un Olimpico estasiato dal coraggio dei propri beniamini e che ha continuato ad incitare la squadra fino al 90′.”

 
 
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Leonardo Buonanno
Sono nato a Firenze il 4/11/1992 ma vivo a Napoli da 23 anni. Frequento il secondo anno della Facoltà di Scienze Motorie. Il mio tifo per la Lazio è cominciato all’età di 8 anni e da lì è aumentato sempre di più fino ad ora. Studiando Scienze Motorie spero un giorno di poter fare parte anche io dello staff Biancoceleste.