Pagelle Lazio-Chievo 1-2




Scritta una vergognosa pagina della storia biancoceleste, con la sconfitta casalinga contro il già retrocesso Chievo. Le pagelle:

STRAKOSHA 4.5: Non abbozza nemmeno una parata, prende due gol e almeno il secondo è anche colpa sua. Prendere due gol dal Chievo retrocesso è già un’impresa al contrario.

RADU S.V. 

ACERBI 5: Salva il salvabile, non può fare tutto da solo. Dietro non è il principale responsabile sui gol subiti, poi passa il secondo tempo a fare tutto tranne che il difensore. Generoso ma oggi non si salva nemmeno lui.

PATRIC 4: Sbaglia passaggi elementari, un tiro senza pretese. L’unica scelta azzeccata di Inzaghi è quello di toglierlo, peccato però che lo stesso allenatore l’abbia messo in campo.

MARUSIC 3.5: Colpevole sul secondo gol, non salta nemmeno. Una statua. Inconcludente sulla fascia, ci chiediamo perché sia considerato ancora lui il titolare, quando in panchina c’è un più che affidabile Romulo.

MILINKOVIC-SAVIC 3: Credo che il voto e il gesto si commentino da soli. Per 100 milioni dovevamo portarcelo gratis allo United o chiunque era. Isterico, nervoso, uno dei principali colpevoli. Se voleva andarsene, bastava dirlo. Da campione a bidone è un attimo.

BADELJ 3: Dov’è il calciatore della Fiorentina? Lento, non ne prende una, sbaglia tutto quello che c’è da sbagliare. L’impressione è che giochi controvoglia, quasi per fare un dispetto ad Inzaghi. Se è questo può andare via subito.

LUIS ALBERTO 3.5: Partita insufficiente macchiata da un applauso all’arbitro che gli costa l’espulsione a fine gara. Che senso ha?! Se la prendesse con se stesso e con i suoi compagni di squadra per questa pagina vergognosa.

DURMISI 3: In campo solo per fare disastri.

CAICEDO 5.5: Il migliore in campo. Dialoga, segna un gol, crea occasioni, lotta. Ma è poco, troppo poco.

IMMOBILE 4: Ok, è in uno dei suoi peggiori periodi della carriera. Ma questa pochezza tecnica, impalpabile, davvero non si può spiegare.

LUIZ FELIPE 4: Entra al posto di Radu, partecipa al naufragio senza colpe specifiche.

PAROLO 4: Sfiora il gol nel finale di tempo, poteva tirare meglio ma Semper compie una prodezza. Si fa mandare al bar sul primo gol da Vignato.

CORREA 5: Dà la scossa con il suo ingresso, dimostra di stare tutto sommato bene. Si divora però anche lui qualche gol di troppo, non convince pienamente.

INZAGHI 3: La partita manifesto di una stagione iniziata male e finita peggio. Quando vinceva le partite soffrendo e chiudendosi a riccio dopo un gol realizzato erano solo colpi di fortuna, che prima o poi sono destinati a finire. Come i suoi bonus. Scelte incomprensibili. Persevera nella difesa a tre, nel dare fiducia ad elementi come Patric, Durmisi, Marusic. Lancia in campo dal 1′ Radu che non era al meglio e infatti ha una ricaduta. Caro Simone se il futuro deve essere questo, possiamo anche salutarci qui. Dov’è la Lazio che nel suo primo anno e mezzo si metteva a specchio con l’avversario, umile, che se la giocava con tutti? Presuntuoso nelle scelte e anche nelle dichiarazioni pre e post-partita, sembra aver messo un disco. Nella storia della Lazio resterà per sempre questa macchia, sulla cui panchina sedeva Simone Inzaghi. Peggio di questo non c’è nulla, forse solo una sconfitta con sei-sette gol di scarto. Ma questi primati lasciamoli ai romanisti…

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Antonio Sarnataro
Sono nato a Napoli il 19/06/1993, laureato in Scienze della Comunicazione. Ho una passione smisurata per il calcio (la Lazio), il wrestling e la musica (italiana, Nek). Sono Laziale dal 2001 semplicemente perché… la Lazio era nel mio destino!