Pagelle “ignoranti” Lazio-Pescara 3-0


PAGELLE IGNORANTI TIME!
MARCHETTI VOTO 6,5: Niente di troppo impegnativo per lui oggi. Belle le minacce col coltello a Memushaj che non sfrutta gli anni di esperienza a rischiare i piedi nelle favelas in Albania e si lascia intimidire. Le botte che mi ispirano le sue capriole sono solitamente accompagnate da “ma che cazzo ti zompetti che se ti scassi stamo co Vargic che manco Berisha lo vuole per il torneo di Scarabeo”. RUMENO ACQUISITO.

BASTOS VOTO 6,5: Birra nel cuore, vene otturate e sangue al luppolo. L’alcol che scorre comincia a fare le bollicine e dopo diversi interventi buoni ecco i fantasmi di un Mauricio passato. Ma stavolta, gli si lascia passare (alla prossima finisci come rivestimento per ombrelli di bassa fascia pero eh). D’altronde va capito e deve adattarsi. No, non al campionato, ma al passaggio dall’acqua melmosa coi granchi e le forme di vita fosforescenti in Angola alla birra annacquata che porta Marchetti per risparmiare. HABITAT NATURALI.

DE VRIJ VOTO 7: Non passi manco se gli spacchi le sedie sulla gobba. La resistenza è quella di Bud Spencer ma pure se gli scambi gli scarpini con le ciabatte perse da Pereirinha 10 minuti prima del fischio d’inizio, continua a fissarti con quell’espressione da bambino educato ma un po’ ebete. Perché lui è un bravo ragazzo, e i bravi ragazzi non si incazzano. Al massimo gli fanno fare i supereroi deformi con la storia strappalacrime alla Marvel. Oppure lo prendono in culo (non da Bastos, spero per lui). GENTLEMAN.

RADU VOTO 7: Non azzecca una diagonale dai tempi di Rozhenal pilastro difensivo ma quando vede il Pescara gli ritorna in mente la ‘Caccia al delfino con freccette’, lo sport olimpico del suo quartiere in madrepatria. E allora è sempre MARCATORE:SI. ANTIFAUNA.

MILINKOVIC-SAVIC VOTO 8: È lui quello che ti insulta con l’anonimo alle 3 di notte e che insegna a Marchetti le minacce valide. Poi nel tempo libero si diverte a volare e a prendere a capocciate le cose in aria. Non portatelo a Firenze che i piccioni si estinguono peggio dei Dodo. O forse sì. È l’anti-DeVrij. ROZZOMAN.

PAROLO VOTO 6,5: Come al solito le gambe degli altri le fa saltare ma si mangia un gol da solo dove tra un po’ si spacca pure il collo, rischiando di fare compagnia a Kon…Biglia. MAMMA GUARDA COME STEPHEN HAWKING.

CATALDI VOTO 7: Muore Biglia per chissà quanti anni e il segno della croce era ormai obbligo tra i tifosi come il campanello ai lebbrosi. E invece gioca decentemente e dopo due anni ho visto segnare la Lazio su cross. MIRACOLATO.

LULIC VOTO 7: I piedi storti come la panoramica visiva di Marotta ci sono sempre e sempre ci saranno, ma una dose giusta di ignoranza con accento est europeo lo rende inspiegabilmente in grado di farti bestemmiare mentre gridi al miracolo, e lodare il cielo mentre attribuisci sembianze animalesche al Creatore. IL SACERDOTE DELLA BLASFEMIA.

FELIPE ANDERSON VOTO 7: Per i primi trenta minuti resta accecato dalla medaglia vinta ai giochi olimpici nonostante abbia giocato da Meghni vero. Poi si ricorda che i Mojito di debito a Formentera non si pagano da soli e che deve trovare un modo per percepire i 18 euro di stipendio mensile offerti dal Gestore. Così si ispira come un profeta e inventa una delle tante religioni, in coppia con Lulic: quella della Bestemmia sacra. Perché solo loro possono farti smadonnare tutti i calendari, da quello cinese a quello del tranvone appeso sul muro del meccanico di sfiducia. FA-SL IS THE NEW MAOMETTO.

IMMOBILE VOTO 7,5: Parte subito a razzo e dopo essersi scartato mezzo Abruzzo, arrosticini compresi, sventra Bizzarri e prende il palo. I ” ‘mocc a kittemmuort e kittestramuort e chell fess e mammt’ li hanno sentiti pure i pronipoti di ottava generazione di Bizzarri. Poi sfonda la porta con la rabbia di uno che perde la schedina del campionato arabo al 90+7 di recupero per colpa di un invasore molto devoto ad Allah. Da notare la non esultanza per rispetto al Pescara al proprio gol dopo aver festeggiato come un caimano alle reti dei compagni. Nell’intervista a caldo un ‘Poi vabbuo’ aggiu fattj gol’ che è poesia e materiale per la filologia. RERUM VULGARIUM FRAGMENTA.

DJORDJEVIC VOTO 7: Non prendeva una sufficienza dai tempi in cui vendeva le mele per comprarsi i libri prima di darsi allo spaccio. Capisce di fare schifo al cazzo, di avere il senso del gol di Stendardo e, rassegnato, vaga a centrocampo. Stavolta però corre e rompe il cazzo agli avversari. Che è sempre utile. RIPUDIATO.

Se hai letto tutto, meriti di essere appeso con Fedez che ti canta a destra, Rovazzi idem a sinistra, e davanti i replay della Lazio dell’anno scorso passati su un 12 pollici a tubo catodico. Scegli te come morire meno.

STAY ANGRY STAY ‘AGGIU FATTJ GOL’

A cura di Lorenzo Ricci

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Antonio Sarnataro
Sono nato a Napoli il 19/06/1993, laureato in Scienze della Comunicazione. Ho una passione smisurata per il calcio (la Lazio), il wrestling e la musica (italiana, Nek). Sono Laziale dal 2001 semplicemente perché… la Lazio era nel mio destino!