Pagelle Chievo-Lazio 1-1




La Lazio spreca un’altra gara e pareggia 1-1 con il Chievo al “Bentegodi”. Ecco le pagelle del match:

STRAKOSHA 6: Mai chiamato in causa, non può nulla sul gol. Crea sempre qualche apprensione con i piedi.

WALLACE 6: A sorpresa è il migliore del pacchetto arretrato, con ottimi spunti tra cui anticipi e chiusure. Sul gol un po’ si perde pure lui, mentre rischia la frittata su retropassaggio.

ACERBI 6: Qualche sbavatura di troppo nella sua prestazione, tutto sommato sufficiente, ma non soddisfacente. Forse giocare per intero tutte le gare è troppo anche per uno come lui.

RADU 5.5: Da qualche tempo non sembra più il solito Radu, sbaglia partita. Trasmette insicurezza, viene sostituito nella ripresa.

MARUSIC 5: Un fantasma. Patric quando entra sembra un fenomeno in confronto, pur non facendo nulla di importante. Si vede che non sta bene.

PAROLO 6.5: È sempre tra i migliori, pur non facendo cose strabilianti. Lo trovi ovunque.

BADELJ 5: Passo indietro anche per il croato. Al di là dei gol sfiorati, soprattutto nel primo tempo, è assente.

MILINKOVIC-SAVIC 5: Parlando di fantasmi e calciatori assenti, come non citarlo? L’anno scorso decise le due sfide con il Chievo, quest’anno proprio non ingrana la marcia.

LULIC 5.5: Fa il compitino, ma si vede poco e nulla anche lui.

CORREA 6: Ci stancheremo di dirlo, ma il “Tucu” è il calciatore perfetto per entrare a gara in corsa, per spaccare le partite quando la squadra avversaria è sulle gambe. Dall’inizio non rende. Però nella ripresa è tra i più vivi.

IMMOBILE 7: Un gol segnato, un palo, gioca anche per i compagni, lo trovi sulla fascia, in mezzo, fa sponda. Cosa chiedere di più a Ciro?!

CAICEDO 6: Entra nel secondo tempo quando la Lazio attacca ed è più viva, quindi la sua prestazione è sufficiente. Fa sponda e duetta con i compagni, crea spazi. Doveva giocare dal 1′.

PATRIC 6: Entra e dà sicuramente un’altra marcia rispetto Marusic. Lasciato spesso colpevolmente solo.

BERISHA S.V.

INZAGHI 6: Nel primo tempo la squadra è irriconoscibile e lui sbaglia nelle scelte. Perché Correa (che spacca le partite quando entra) e non Caicedo che ha dimostrato di saperci fare dal 1′ con Immobile? Nel secondo tempo corre ai ripari, la squadra lotta e attacca ma non gli può andare sempre bene. Quel che piace è però lo spirito: da quando c’è lui, se sotto nel punteggio, fa di tutto per rimontare. Sembra una cosa normale, ma nel passato non sempre è stato così…

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Dona Online

Antonio Sarnataro
Sono nato a Napoli il 19/06/1993, laureato in Scienze della Comunicazione. Ho una passione smisurata per il calcio (la Lazio), il wrestling e la musica (italiana, Nek). Sono Laziale dal 2001 semplicemente perché… la Lazio era nel mio destino!