Napoli vs Lazio – 20 settembre 2015


Rieccoci a Napoli – Lazio: un ‘derby’ per i tifosi laziali della Campania!
Domenica sera allo Stadio San Paolo andrà in scena l’ennesima sfida tra queste due squadre; l’ultima, proprio alla trentottesima giornata dello scorso campionato, servì a decidere (al termine di un match a dir poco rocambolesco) quale delle due si sarebbe presentata ad agosto con ambizioni da Champions.
Allora fu la Lazio a gioire, sebbene poi (come tutti amaramente sappiamo) il playoff non sia andato come tutti speravano. Stavolta chi la spunterà?

Intanto vediamo come la pensano i nostri amici Luigi e Daniele, entrambi napoletani di nascita, ma con fedi diverse.

Cominceremo con Luigi Serpico, socio-fondatore e tesoriere del Club Napoli Scisciano nonostante i soli diciannove anni, fresco diplomato e giocatore dell’AC Scisciano (Terza Categoria Campana) fino allo scorso anno. Poi, passeremo agli “ospiti”, rappresentati da Daniele Bellofatto, 25 anni, personal trainer ed istruttore in palestra con la passione per lo sport (ovviamente), i libri e la biologia (oltre che per la Lazio).

LUIGI SERPICO – NAPOLI

  1.  Essendo napoletano ed innamorato del Napoli, cosa pensa di coloro che tifano tutt’altre squadre come, in questo caso, la Lazio?12038054_10154196109872788_2843996120555001380_n
    E’ giusto che ognuno tifi la propria squadra del cuore. Essendo napoletano fin da bambino mi hanno insegnato che prima di tutto bisogna amare il paese dove ci si trovi e dopo la squadra. Napoli, secondo me, è la città più bella del mondo e non lo dico soltanto perché sono partenopeo; ho visitato diverse città italiane ed estere bellissime ma quello che riesce a trasmettermi la città di Napoli è indescrivibile. Ti toglie il respiro. Per quanto riguarda i coloro che tifano Lazio o altre squadre massimo rispetto, ma per me Napoli ed i Napoletani saranno sempre un passo avanti.
  2. Negli ultimi anni il Napoli ha quasi sempre avuto la meglio sulla Lazio: quale partita ricorda in maniera particolare?
    La partita che ricordo con maggior entusiasmo è senza dubbio quella del 2011, allo Stadio San Paolo, quando un Cavani strepitoso fece esultare i sessantamila napoletani presenti. Fu una rimonta difficile da descrivere con le semplici parole. Sotto di due reti, la squadra partenopea ebbe una scossa con il gol di Dossena e a quel punto salì in cattedra il Matador Cavani. Con una spettacolare tripletta piegò la Lazio e rese indimenticabile una partita che sarà ricordata ancora per molto tempo.
  3. La Lazio, nello scorso campionato, a discapito del Napoli, si è aggiudicata: finale di Coppa Italia, Supercoppa Italiana e preliminare di Champion’s League. Sulla base dei risultati ottenuti dalla squadra capitolina (tre sconfitte), lei pensa che il Napoli avrebbe potuto far di meglio? Perché?
    Il Napoli nello scorso campionato, probabilmente, ha fallito tutti gli obiettivi che si era posto ad inizio stagione: uno su tutti la mancata qualificazione alla UEFA Champions League nel playoff contro l’Athletic Bilbao, dove subito si notarono grosse lacune in fase difensiva. Fu solo l’inizio di una lunga serie. La difesa fu il punto debole della squadra nonostante il Napoli in attacco vantasse giocatori di un certo spessore e con ottime medie realizzative. Con la squadra capitolina perdemmo sia la semifinale di Coppa Italia (sempre a causa di un errore difensivo) sia in campionato, all’ultima giornata. Per quanto riguarda la prima fu una sconfitta immeritata: Berisha compì dei veri e propri miracoli, poi, negli ultimi venti minuti Pioli cercò di vincere il match e, con l’ingresso di Lulic, la Lazio ebbe una scossa tale che fu proprio lui a segnare la rete del vantaggio biancoceleste, per poi salvare un gol già fatto, sulla linea di porta, nei minuti di recupero. Per quanto riguarda la seconda, invece, il Napoli si giocava la stagione in 90 minuti (una rara crudeltà dello sport), ma devo ammettere che la Lazio, alla fine, meritò di accedere ai preliminari di Champions per il gioco espresso durante tutto il campionato. Ricordo ancora il primo tempo da dimenticare, con un Napoli sceso in campo privo di grinta e di cuore che subito va sotto di due reti; il secondo tempo, invece, iniziò probabilmente nel migliore dei modi, con i padroni di casa che iniziarono ad imporre il proprio gioco con una strepitosa doppietta di Higuain. Poi, al 30° minuto, l’arbitro Rocchi assegnò un rigore a favore della squadra partenopea che fece impazzire i tifosi già pronti a canticchiare la canzoncina della Champions ma, come un fulmine a ciel sereno, colui che doveva essere incoronato “Man of the Match” mandò il pallone in Curva. A quel punto la squadra perse tutte le “forze” e Onazi e Klose decreterano la fine del sogno con il 2-4 finale.
  4. De Laurentiis – Lotito, due modi completamente diversi di fare il Presidente: lei fa parte del gruppo di contestatori? Cosa apprezza di entrambi e cosa invece non sopporta?
    La data che probabilmente il tifoso partenopeo non dimenticherà mai è il 4 agosto 2004, ovvero il giorno del fallimento del Calcio Napoli. Nelle settimane successive cominciò l’era De Laurentiis e, dopo la promozione in Serie B soltanto sfiorata il primo anno, finalmente, con l’arrivo di Edoardo Reja, arrivò il salto di categoria e, poi, con la riacquisizione della denominazione originaria di Società Sportiva Calcio Napoli, i partenopei tornarono in Serie A. Dopo il breve interregno di Donadoni, nel 2011, arrivò Walter Mazzarri: con il tecnico toscano tornammo in Champions League dopo 21 anni d’assenza e il 20 maggio 2012 arrivò il trionfo in Coppa Italia (indimenticabile il 2-0 all’Olimpico nella finale contro la Juve), 25 anni dopo l’ultima affermazione. Ebbene, questi sono i veri trionfi che nessuno può negare al presidente De Laurentiis. Tuttavia, specialmente negli ultimi due anni, con l’ingaggio dell’allenatore Benitez, il nostro presidente ha pronunciato parole importanti come Scudetto, Champions League e “grandi colpi di mercato”, senza però realizzare nessuno di questi sogni. Io non faccio parte di quel gruppo di contestatori accaniti, ma devo ammettere che di colpe il nostro presidente ne ha molte: prima di tutto non è riuscito a trovare una soluzione al problema della difesa, perché probabilmente ha privilegiato il bilancio rispetto alla competitività squadra.
    Purtroppo dobbiamo entrare nell’ottica che De Laurentiis, nonostante sia il presidente del Napoli, non è un tifoso e che in questi anni abbiamo avuto la “fortuna” di vincere con una rosa che vantava pochi talenti. Ora che abbiamo l’appellativo di “grande” bisognerebbe dimostrarlo.
    Non basta far quadrare due conti per poter essere accettati dai tifosi napoletani; bisogna immedesimarsi con loro perché vincere ormai non deve essere solo una possibilità, bensì una prerogativa.
    Su Lotito, invece, ho poche parole: il presidente della Lazio è probabilmente uno degli uomini più influenti nella Lega Calcio; basta andare su Wikipedia per scoprire tutti i reati imputatigli, eppure è ancora lì.
  5. Maurizio Sarri ha preso le redini della panchina azzurra dopo una buona annata con l’Empoli: cosa si aspetta dal nuovo mister?
    Nonostante queste prime tre gare non felici, Maurizio Sarri, secondo me, è un buon allenatore e bisogna dargli tempo come abbiamo fatto con Benitez. Per l’ex tecnico dell’Empoli, in fondo, è la prima vera esperienza in una GRANDE squadra, quindi necessiterà di tempo e fiducia; poi, magari, i risultati arriveranno.

DANIELE BELLOFATTO – LAZIO

  1. Napoletano dalla nascita ma con cuore biancoceleste: come mai questa scelta?12004055_10207020527663547_9108148451389787974_n
    Questa è una domanda che mi viene posta ogni qualvolta mi presento come tifoso della Lazio! La risposta è sempre la stessa: ”di Lazio ci si ammala inguaribilmente” ed io ne sono malato; ne sono follemente innamorato dal giorno in cui ho posto gli occhi, per la prima volta, su quell’aquila fiera! Me ne sono innamorato come quando ci si innamora dello sguardo della donna più bella del mondo… ed ora non ne posso fare più a meno! (che romantico!)
  2. Quale vittoria e quale sconfitta contro i partenopei ricorda in maniera particolare?
    Sicuramente l’ultima vittoria al San Paolo; la vittoria che, ahimè, è servita a poco per i sogni Champion’s League. Ha segnato Onazi, rido ancora…(ride)
  3. La Lazio ha fallito il play-off di Champion’s League proprio come il Napoli lo scorso anno, dunque, in molti immaginano un campionato difficile per i biancocelesti come fu lo scorso per gli azzurri: anche lei la pensa così o crede che le due situazioni siano differenti?
    Sarà un campionato difficile perché si è rotta quella magia, quell’armonia dello scorso anno, ma a differenza dei partenopei abbiamo una squadra giovane ed in crescita!
  4. De Laurentiis – Lotito, due modi completamente diversi di fare il Presidente: lei fa parte del gruppo di contestatori? Cosa apprezza di entrambi e cosa invece non sopporta?
    Faccio fatica ad apprezzare qualcosa di quei due. Lotito, ogni volta che può fare un passo in avanti per migliorarci e svoltare, ne fa due indietro!
  5. Stefano Pioli, lo scorso anno, ha messo a lucido una squadra facendola brillare rispetto agli anni precedenti, pensa che possa ripetersi anche nel campionato appena iniziato?
    Pioli può diventare un grande tecnico, è in crescita come i nostri tanti ‘baby talenti’, se non si farà condizionare da gerarchie, spogliatoio e presidente, riuscirà a ricaricare l’ambiente con nuove motivazioni e allora sì che si ripeterà alla grande!

 Grazie a Luigi e Daniele per la loro disponibilità.

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Giovanna Campagna
Sono nata il 09/04/1986 a San Gennaro V.no. Amo la Lazio grazie a Nesta; penso sia nata con l’aquila sul petto e, come dice Di Canio, “essere laziali finisce con il diventare uno stile di vita, un modo di sopportare e superare ogni tipo di difficoltà”.