Milan vs Lazio – 20 marzo 2016




Archiviata anche l’Europa League, ritorna il Campionato dove, ahimè, non siamo più competitivi e praticamente fuori dalle competizioni future…non ci resta che toglierci qualche soddisfazione, chissà…

I protagonisti di questa settimana sono due ragazzi napoletani Giuliano e Stefano.

Giuliano, trentasettenne di fede rossonera, è un impiegato bancario, sposato e papà di due splendidi gemelli di 2 anni e mezzo. Ama moltissimo il calcio internazionale e si dedica, a livello amatoriale, al calcio a 5 insieme ai suoi cari amici. Ama viaggiare alternando viaggi in Italia a esperienze all’estero.

Sponda biancoceleste c’è Stefano, ventiseienne, perito merceologico e navale. Grande appassionato di motori e tifoso sfegatato della Ferrari. Quando era piccolo simpatizzava per la Sampdoria, Bari e Lazio….ma quando vide giocare Nedved, fu amore a prima vista e la simpatia diventò amore per la Lazio (bell’affare! – ride- ). Alla tenera età di 10 anni aveva scommesso, con 2 amichetti delle elementari, che la Lazio avrebbe vinto lo scudetto…beh, i ricordi sono lontani ma molto nitidi, la Lazio vinse lo scudetto e riscosse il patrimonio di 6000 lire (ahhh, le care vecchie lire!). Oltre a seguire i motori ed il calcio, è appassionato di fumetti Marvel e ama molto andare ai concerti.

 

GIULIANO SARNOMILAN

  1. Come è nata la sua passione per la squadra rossonera?
    La mia passione nasce a Catania, dove vivevo i primi 11 anni della mia vita e nell’età in cui nasce e si consolida la fede calcistica. Il Catania, in serie minori, non era molto seguito e tutti gli amici tifavano Milan, Inter o Juve ed io fortunatamente ho scelto bene.
  2. Essendo campano, sente più il match contro il Napoli o contro l’Inter nel “Derby della Madonnina”?
    Essendo poi tornato, viste le origini, in Campania da ormai 26 anni sento molto più la rivalità con gli amici tifosi del Napoli principalmente per il rischio di sfottò senza limite. GIULIANO_milan
  3. Il Milan, negli ultimi due anni, si è posizionato rispettivamente all’ottavo ed al decimo posto: per una Società che ha sempre aspirato al massimo, che è sempre stata nei piani alti della classifica, essere considerata una squadra di metà classifica non è affatto piacevole: a chi attribuisce le colpe di questo scivolone?
    Assolutamente non è piacevole galleggiare a metà classifica e penso che la colpa principale sia da attribuire alla Presidenza per gli anni scorsi che non ha voluto investire le risorse necessarie a rinnovare una squadra completamente sventrata dopo lo scudetto 2011. Tuttavia, per la stagione in corso la colpa, visti i 100 mln a disposizione, è da attribuire anche alla dirigenza non capace di rifondare una squadra che necessitava di molto altro rispetto ai soli tre acquisti da 30 mln l’uno.
  4. Considerato il numero considerevole di vittorie e trofei vinti dai rossoneri, qual è stata la gioia più grande che il Milan le ha fatto vivere? E quale derby ricorda con immenso piacere?
    La gioia più grande è sicuramente stata la vittoria della Champions League nel 2003 contro la Juventus, dopo la vittoria in semifinale con l’Inter che per questo motivo ricordo con immenso piacere!
  5. Cosa si aspetta da questo finale di stagione? Riuscirà il Milan ad accedere almeno all’Europa League?
    Mi aspetto un campionato in linea con quello disputato finora ma sono fiducioso per un piazzamento in E.L. e speranzoso per la vittoria della Coppa Italia.

 

 

STEFANO ACCESO LAZIO

  1. Un aquilotto napoletano, come è nata la passione per la squadra biancoceleste?
    All’interno della mia famiglia nessuno seguiva il calcio, siamo devoti più alla Formula 1 (ovviamente Ferrari)! Io ascoltavo le partite alla radio, vedevo gli spezzoni a 90° minuto e fu così, senza influenza alcuna, che mi innamorai della Lazio! Era il ‘96-‘97 ed era la Lazio di Casiraghi, Signori, Marchegiani, Nesta, Favalli, Fuser, Venturin e del primo anno di Pavel Nedved, che sarebbe poi divenuto il mio calciatore preferito.
  2. Lei abita in Campania dove il tifo per la squadra partenopea è molto forte, come vive la rivalità con i suoi amici? Sente di più la partita contro il Napoli o con la Roma?  STEFANO_lazioHo sempre vissuto di più la rivalità con la Roma, anche perché da quando io ricordo, il Napoli saliva e scendeva dalla serie B per poi ripartire dalla serie C. Ovviamente negli ultimi anni, vista la rinascita della squadra partenopea sento molto anche questa partita, ma non provo odio come altri perché comunque Napoli è sempre un po’ la mia città! Però quando abbiamo vinto 4-2 al San Paolo, vedevo la partita con mio cognato (tifosissimo del Napoli) ed è stato bellissimo vederlo prima illudersi per la rimonta e poi disperarsi….però alla fine è una ruota che gira sempre e quest’anno abbiamo preso 7 palloni in 2 partite. La Roma, invece, visti anche alcuni giocatori ed i loro modi di fare da eterni campioni senza vittorie, direi che la posso vedere poco e quando perdiamo il derby è una cosa pesantissima…soprattutto vedere gente come Totti esultare è dura! Però alla fine mi ricordo sempre che è uno sport e cerco di superarlo quanto prima! Certo alzargli la Coppa in faccia è stato una gioia immensa!!! Grazie Senad!
  3. Alessandro Nesta, bandiera della Lazio dal 1993 al 2002, il capitano più vincente della storia biancoceleste con sette trofei, sin da giovane è stato considerato uno dei maggiori talenti del calcio italiano e uno dei più forti difensori della storia del calcio mondiale: come ha reagito alla sua cessione al Milan, in seguito a problemi finanziari per la squadra capitolina? Se Cragnotti non l’avesse ceduto, pensa che avrebbe giocato “a vita” nella Lazio?
    Quando Nesta fu venduto ci rimasi male, ma era inevitabile e credo che con il tempo comunque non sarebbe rimasto alla Lazio! Ma sono supposizioni e non possiamo sapere cosa sarebbe successo, io poi oramai ero preparato mentalmente perché avevo già superato 2 anni prima una botta come la cessione di Nedved, la più dolorosa per me! Comunque in generale mi faceva male vedere Nesta con la maglia del Milan, però d’altronde questo è il calcio.
  4. Fino a giovedì solo la competizione di Europa League ci sorrideva…ora è diventato un incubo anche quella: fuori dalla Coppa Italia e fuori dalla zona Europa, a chi attribuisce le colpe di questo anno catastrofico?
    Io credo che l’anno scorso è stata una “bella Pasqua”! E’ stato l’anno forse migliore di alcuni giocatori come Mauri, Anderson, Parolo, Candreva e forse anche l’ultimo a grandi livelli di Klose! Inoltre, l’anno scorso sono mancate 3 squadre che quest’anno ci sono e si fanno sentire, ovvero Inter, Milan e Fiorentina! Per quest’anno bisognava adeguare la rosa, bisognava fare il salto di qualità acquistando giocatori già maturi che ci avrebbero permesso di fare qualcosa di concreto, passare i preliminari Champions, tanto per dire! Invece no, si è pensato che con la rosa dell’anno scorso e qualche giovane innesto di belle speranze, che in alcuni casi (vedere Patric e Morrison) ancora non sappiamo chi siano, si potesse ripetere l’anno scorso (“non è sempre Pasqua”). Qui è cascato l’asino e si era capito sin dall’inizio, ma si è stati ciechi e non si è voluto rimediare a Gennaio, la difesa orfana di De Vrij doveva essere seriamente rinforzata, ma non con Bisevac, inoltre la scarsa capacità realizzativa avrebbe dovuto far capire che Klose, a 38 anni, non poteva ancora essere la prima scelta della Lazio! Poi ci sono stati evidenti errori nella gestione di giocatori che volevano andare via e di giocatori che erano rimasti solo perché speranzosi che la Presidenza avrebbe fatto finalmente il salto di qualità. Insomma, per quanto mi riguarda, imputo tutte le colpe a Lotito, gli allenatori che sceglie sono bravini ma vengono comunque alla Lazio, dove il mercato viene imposto, dunque devono tirare fuori il meglio con quello che hanno e sicuramente così non si possono fare grandi cose!!! Purtroppo mi sa che Lotito, con le sue scelte assurde sotto tutti i punti di vista (commerciali, con le tv e la stampa, con gli sponsor tecnici e con le vecchie glorie) abbia deciso di tenere la Lazio in una situazione di oblio, contro tutto e tutti! Ma comunque lui non molla, fermamente deciso a tenere la Lazio ed a condannarla ad una mediocrità che lascia qualunque speranza di salti di qualità o progetti per vincere! Perché se per una serie di combinazioni ci arriviamo pure vicini, è solo un momento fugace e non la normalità come per altre squadre. Se si vuole davvero vincere, si opera in altro modo! Per me Tare e Pioli sono solo vittime di un monarca al quale non si possono ribellare, un monarca che sta allontanando sempre di più la lazialità e formando invece la nuova “Lotitese”!
  5. Dal momento in cui il campionato della Lazio ormai è terminato con ben due mesi di anticipo (lontani dalla zona Europa e punti salvezza raggiunti), se lei fosse il Presidente della squadra biancoceleste, quali decisione prenderebbe per il prossimo anno?
    Premesso che non saremmo arrivati a questo se io fossi stato il Presidente (credo oggi saremmo al posto del Carpi – ride -); per il prossimo anno venderei chi vuole andare via. Non è giusto trattenere i giocatori contro voglia né tantomeno prenderli in giro promettendo innesti di qualità e di lottare per trofei difficilmente raggiungibili! Quindi direi sicuro via Candreva e Biglia su tutti, Candreva perché sta esagerando in campo e diciamo che se se ne va adesso ancora lo ringrazio, un altro anno così potrei passare ad odiarlo! Biglia perché è umile, ci mette faccia e cuore e francamente merita ben altro! Poi punterei su chi vuole bene alla Lazio e lo dimostra con la grinta in campo, Lulic su tutti! Tecnicamente tratterei Anderson sperando che si ritrovi perché ha un bel potenziale, Keita lo stesso sperando diventi più concreto sotto porta, poi terrei anche Kishna che quando si riprenderà farà buone cose! Credo poi sia il caso di cedere Bisevac, Gentiletti, Braafheid e Mauri, servono altri 3 centrali, dei quali almeno uno pari al migliore De Vrij, Hoedt crescerà ma ha bisogno di tempo! Sulle fasce oltre a Basta, che può fare il titolare, abbiamo 2 buone seconde scelte come Konko e Radu, ma serve almeno un altro terzino forte che giochi titolare se non 2. In attacco terrei Klose da utilizzare per massimo 25 partite ma come jolly nei minuti finali. L’attacco dovrebbe essere composto da altri 3 attaccanti sui cui stabilmente puntare, Keita, terrei anche Matri come terza scelta ma poi ci vorrebbe una prima punta forte, da almeno 15 goal sicuri! Ovviamente Biglia deve essere rimpiazzato se si vuole giocare con regista, se no tra Cataldi ed Onazi (che non sono registi), si può anche continuare così, sempre non sapendo Morrison com’è!

 

Grazie a Giuliano e Stefano per la loro disponibilità.

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Giovanna Campagna
Sono nata il 09/04/1986 a San Gennaro V.no. Amo la Lazio grazie a Nesta; penso sia nata con l’aquila sul petto e, come dice Di Canio, “essere laziali finisce con il diventare uno stile di vita, un modo di sopportare e superare ogni tipo di difficoltà”.