Milan vs Lazio – 28 gennaio 2018




Archiviato il turno di recupero contro l’Udinese, la marcia prosegue senza sosta verso la prossima giornata di campionato, contro quello che è il tabù assoluto: il Milan a San Siro. Analizziamo l’avversario di turno!

suso

L’ANALISI

Il Milan è la delusione più grande di questa stagione. Pronosticata come tra le pretendenti allo scudetto, subito dietro o addirittura alla pari di Napoli e Juventus in estate, dopo il mercato faraonico che ha visto arrivare alla corte del club rossonero giocatori come Bonucci, Kessiè, Biglia, Andrè Silva, Kalinic, Calhanoglu, Ricardo Rodriguez e tanti altri, la squadra prima di Montella, ora di Gattuso, si è rivelata un fuoco di paglia e staziona nella parte medio-alta della classifica, e ha come obiettivo massimo, al momento, la qualificazione all’Europa League con il sesto posto. Una delusione in pieno, se prendiamo in considerazione i pronostici della vigilia. La prima avvisaglia arrivò proprio nella gara d’andata, quando un Milan proveniente da tutte vittorie nelle prime gare ufficiali (compresi i preliminari di Europa League) fu travolto 4-1 all’Olimpico. KO a cui seguirono quelli con la Sampdoria, Roma, derby e tanti altri che hanno portato la squadra a centro-classifica e l’esonero di Montella, sostituito da Gattuso. Ma il debutto del nuovo tecnico non è stato dei migliori visto il pareggio-beffa al 95′ contro il Benevento (al suo primo storico punto in A) o la clamorosa sconfitta per 3-0 contro il Verona. Nelle ultime giornate, però, il trend sembra essere cambiato con un pari prezioso a Firenze e due vittorie, di cui la prima della stagione in rimonta, a Cagliari. La squadra sembra aver girato positivamente, soprattutto dopo la vittoria nel derby di Coppa Italia. Già, la coppa Nazionale: mercoledì sarà di nuovo Milan-Lazio, nella semifinale d’andata. I rossoneri, infatti, stanno dando il meglio nelle coppe: promossi ai sedicesimi di Europa League come primi del girone e senza affanni, più la semifinale di Coppa Italia. Una squadra da temere, dunque, per tanti motivi: dalla cabala nefasta (vedi precedenti) ad una squadra in ripresa, passando soprattutto per i nomi importanti che compongono la rosa milanista. Bonucci, Kessiè, Bonaventura, Suso…non sono poi calciatori da centro-classifica. Obiettivamente la Lazio fino ad oggi ha dimostrato molto di più, ma nella partita secca tutto può accadere. Il modulo usato da Gattuso è il 4-3-3, cambio necessario, dopo che il 3-5-2 era stato accantonato. Da temere, quindi, il gioco sulle fasce. E da tenere d’occhio la situazione Immobile, che al massimo partirà dalla panchina.

I PRECEDENTI

“San Siro” rossonero è un autentico tabù per la Lazio, che in campionato non vince addirittura dal 3 settembre 1989: 0-1 il risultato finale, su autogol di Maldini. Nessuna Lazio dopo, è riuscita nell’impresa ed intere generazioni aspettano ancora di vedere il primo successo nella Milano rossonera. Nè quella di Cragnotti nè quella di Lotito, nemmeno quella scudettata di Eriksson o quelle vincenti di Mancini, Petkovic o Delio Rossi. Dopo le vittorie allo Stadium, nel “Marassi” genoano e contro il Chievo in casa, si può parlare davvero dell’ultimo tabù da sfatare per questa Lazio, quello più grande e duraturo. Comunque le vittorie laziali sono in totale 9, i pareggi sono 23, le vittorie casalinghe ben 43, di cui l’ultima l’anno scorso per 2-0. L’ultimo pareggio risale a due stagioni fa, 1-1. Uno stadio ricco di delusioni, che negli anni scorsi ha dato al massimo qualche “gioia” con qualche pareggio: 0-0 e 2-2 nel 2011, 1-1 nel 2014.

GLI EX E LA STELLA

L’unico ex è Lucas Biglia, ex centrocampista e capitano della Lazio. La sua storia con la maglia biancoceleste è recente e conosciuta da tutti: arrivato nel 2013, come sostituto di Ledesma, è rimasto a Roma per quattro stagioni, andando via nella scorsa estate. Dall’estate 2015 è stato anche Capitano, fascia datagli da Pioli e dalla società, quasi per convincerlo a sposare a lungo la causa biancoceleste, cosa riuscita a metà, perché l’argentino pur rimasto altre due stagioni, non aveva mai fatto mistero che la fascia non gli facesse nè caldo nè freddo e non cambiava i suoi pensieri e decisioni. Le sue doti erano fuori discussione e spesso era lui a fare la differenza, anche battendo i rigori. Ma ora la Lazio è nelle mani di un altro Lucas, questa volta brasiliano: Leiva, e non sta facendo rimpiangere per nulla l’argentino. Anzi, visto come stanno andando le cose a Formello e Milanello, e viste le tanti finali perse tra club e Nazionale, forse era lui a portare sfortuna… Una vera e propria stella in questo Milan non c’è: nessuno ha segnato più di 6 gol in campionato e ci sono tanti campioni che vanno a fasi alterne, uno su tutti è sicuramente Suso. La sua specialità è il tiro dalla distanza, anche la Lazio ne sa qualcosa, essendo stata trafitta lo scorso febbraio proprio da un suo siluro (1-1 all’Olimpico).

L’ANDATA

All’andata ci fu una delle gare più sorprendenti e belle di questa prima parte di stagione dei biancocelesti. Finì 4-1, con tripletta di Immobile e gol di Luis Alberto. A nulla servì il gol di Montolivo. La gara fu giocata in una Roma invasa dall’acqua del maltempo e i nubifragi, nonostante fosse inizio settembre. A lungo in bilico, fu anche ufficiosamente rinviata, per poi cambiare idea e posticiparla solo di un’ora. Scelta azzeccata visto che durante la gara non cadde mezza goccia d’acqua, e per come è andata la sfida. Il Milan veniva da tutte vittorie e si parlava di una squadra da scudetto, era il primo test della verità stagionale. Fallito dal Milan, superato brillantemente della Lazio. Aprì Ciro su rigore e raddoppio a stretto giro di posta, sul finire del primo tempo. Poi ad inizio ripresa ancora l’ex Torino e Luis Alberto in 2′ calarono il poker. Il gol della bandiera di Montolivo servì solo a rendere meno amare la sconfitta agli uomini di Montella.

LA PROBABILE FORMAZIONE

4-3-3 per Gattuso. Davanti a Donnarumma (non sempre impeccabile quest’anno), ci saranno Bonucci e Romagnoli al centro mentre sulle fasce spazio a Calabria e uno tra Abate e Antonelli, con Rodriguez squalificato e Conti infortunato. A centrocampo Kessiè, Biglia e Bonaventura. Mentre davanti Suso, Kalinic e Calhanoglu, con quest’ultimo che vive il solito ballottaggio con Borini.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Dona Online

Antonio Sarnataro
Sono nato a Napoli il 19/06/1993, laureato in Scienze della Comunicazione. Ho una passione smisurata per il calcio (la Lazio), il wrestling e la musica (italiana, Nek). Sono Laziale dal 2001 semplicemente perché… la Lazio era nel mio destino!