Milan vs Lazio – 13 aprile 2019




Dopo i passi falsi con SPAL e Sassuolo, la Lazio torna a Milano, questa volta contro i rossoneri dov’è chiamata di nuovo ad un’impresa dopo i punti persi nelle ultime giornate. Analizziamo l’avversario di turno.

piatek

L’ANALISI

Il Milan di Gattuso, attualmente al quarto posto, è la principale antagonista della Lazio nella corsa al piazzamento Champions. La squadra rossonera è una delle più attrezzate, ma non sempre sul campo ha risposto in modo convincente. E’ in un periodo di crisi, con 1 punto conquistato nelle ultime 4 (sconfitte nel derby, Genova contro la Samp e Torino contro la Juve, oltre al deludente pareggio casalingo contro l’Udinese), ed è chiamato all’assoluto riscatto contro la Lazio. Una gara che sembra essere perfetta per risalire: scontro diretto per la Champions, tabù per l’avversario che qui non vince da 30 anni (vedi i precedenti). Ai biancocelesti il compito di ribaltare pronostici e ricorrenze. Le difficoltà dell’ultimo periodo, sono di natura tecnica e un po’ fisica, come già successo ad inizio anno quando Gattuso era dato prossimo all’esonero. Colpa anche degli infortuni (Bonaventura su tutti). Il tecnico ha resistito, si è rilanciato, anche grazie ad un mercato di gennaio che gli ha regalato Paquetà e Piatek, ed è rinato con una serie di vittorie interrotta solo dal derby. Il quarto posto è lì, ma l’Atalanta è una minaccia per tutti. La vera svolta è stato l’arrivo del centravanti polacco, per raccogliere l’eredità di Higuain, un flop in rossonero. E’ paradossale, ma Piatek è di tutt’altra categoria dell’Higuain visto a Milano. Oltre al centrocampo e alla qualità del centrocampista brasiliano (che a tratti ricorda Kakà), il gioco di Milan si sviluppa con il 4-3-3 e l’ampiezza sulle fasce. Suso e Calhanoglu (retrocesso a mezzala nelle ultime partite) danno la spinta e i cross che servono a Piatek, anche se non è una stagione memorabile per i due esterni. A centrocampo ci sono la sostanza e i muscoli di Bakayoko e Kessiè, mentre dietro il cuore biancoceleste Romagnoli guida difesa e l’intera squadra, da vero capitano. Una compagine di assoluto rispetto, che però come scritto ha alti e bassi. Anche loro hanno un tabù: i pochi punti strappati negli scontri diretti. Tra le prime 8 della graduatoria, sono arrivate vittorie solo contro la Roma nel finale ad inizio stagione e l’1-3 di Bergamo contro l’Atalanta. La speranza è che il tabù continui…

I PRECEDENTI

Ecco il dato che più di tutti va agli occhi, il tabù San Siro rossonero. La Lazio non vince lì dal 1989 (0-1 autogol di Maldini, vittoria comunque fortunosa), quasi trent’anni, non ci è riuscita nemmeno quella di Cragnotti negli anni d’oro e dello scudetto (arrivò una sconfitta, anche nell’anno tricolore). Sembra una maledizione, probabilmente è il tabù più grande del calcio italiano, contando che in questi trent’anni è una sfida che c’è sempre stata. Negli ultimi anni hanno vinto qui squadre come Bologna, Sassuolo, anche il Frosinone ci andò vicino. La Lazio no, questo rende l’idea della portata di questo tabù. Nel complesso sono 44 vittorie milaniste, solo 9 laziali, 23 pareggi. L’anno scorso, naturalmente, vinsero i padroni di casa: 2-1 con Cutrone (il famoso gol di…gomito), Marusic e Bonaventura. L’ultimo pareggio è datato marzo 2016 (1-1).

LA STELLA E GLI EX

Abbiamo già accennato della stagione da urlo di Krzysztof Piatek, arrivato dalla Polonia in Italia in estate al Genoa. Incredibile il suo exploit: si presenta con un poker nella prima gara ufficiale giocata contro il Lecce in Coppa Italia. Poi l’escalation continua in campionato, con tanti gol realizzati nelle prime giornate. Si ferma solo allo Juventus Stadium alla nona (con il Genoa che comunque strappa un punto). Con un girone d’andata monstre, arriva al Milan dopo la cessione di Higuain. Anche in rossonero conferma i suoi numeri, sfata il tabù dell’attaccante rossonero che durava da quando Inzaghi è andato via (ma non con la 9…), ed è attualmente in testa alla classifica cannonieri con 21 reti insieme a Quagliarella, due in più di un certo Cristiano Ronaldo. Piatek meglio di CR7 nella stagione di debutto in A di entrambi. C’è un solo ex: Lucas Biglia, in biancoceleste dal 2013 al 2017, stagioni in cui è diventato anche capitano del club capitolino, prima dell’addio “per crescere ed essere più ambizioso”. L’altro ex della gara è Francesco Acerbi.

L’ANDATA

All’andata la gara terminò 1-1. Correa al 95′ riprese Kessiè, in gol al 77′ con una decisiva e sfortunata deviazione di Wallace. Due punti persi e tanta amarezza più che uno guadagnato per gli uomini di Inzaghi per come era andata la partita e per le tante defezioni nei rossoneri, arrivati a questa sfida in emergenza totale. Una partita solo da vincere per come arrivò l’avversario a questa sfida. Ma non ci fu verso per venirne a capo e il gol di Correa fu salutato come una liberazione dall’Olimpico.

LA PROBABILE FORMAZIONE

Gattuso si schiererà con il classico 4-3-3. Out gli infortunati Paquetà e Donnarumma, in porta ci sarà l’ex Napoli Reina. In difesa Calabria, Musacchio, Romagnoli e Rodriguez. A centrocampo Calhanoglu (retrocesso mezzala da qualche settimana), Bakayoko e Kessiè. Davanti Piatek con Suso e probabilmente Borini ai suoi lati. L’unico dubbio sembra essere questo dell’ex Roma, con Castillejo, Cutrone (passaggio al 4-3-1-2) e Biglia (avanzamento di Calhanoglu sulla fascia) a sperare.
(4-3-3): Reina; Calabria, Musacchio, Romagnoli, Rodriguez; Kessiè, Bakayoko, Calhanoglu; Suso, Piatek, Borini

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Antonio Sarnataro
Sono nato a Napoli il 19/06/1993, laureato in Scienze della Comunicazione. Ho una passione smisurata per il calcio (la Lazio), il wrestling e la musica (italiana, Nek). Sono Laziale dal 2001 semplicemente perché… la Lazio era nel mio destino!