L’insostenibile leggerezza nei big-match: a Napoli tra ricordi e tabù


Laziocinio-LazRomDici Napoli e ricordi.
Il capoluogo campano, per tutti i tifosi laziali (figuriamoci per noi!), non è una città come le altre.
Se poi si aggiunge 5 luglio 1987, allora, un cuore biancoceleste non troppo esperto potrebbe anche non reggere.
Si, perché proprio in quella calda giornata d’estate l’eroica Lazio di Fascetti, Poli e Fiorini si salvò dal baratro della Serie C, in uno spareggio all’ultimo sangue con il Campobasso.
Era la stagione dei 9 punti di penalizzazione per il secondo scandalo calcioscommesse che rese eterno il ricordo della splendida maglia con l’aquila stilizzata sul petto, il cui motivo è stato ripreso proprio in questa stagione.

Uno spareggio decisamente diverso da quello che la Lazio si appresta ad affrontare domenica sera al San Paolo, contro i padroni di casa. Stavolta non c’è da decidere chi andrà all’inferno, bensì si dovrà capire chi potrà ancora sperare nel paradiso della Champions (perché poi ci sarebbe comunque un difficile preliminare da affrontare).
Ai biancocelesti basterebbe un pareggio per poter esultare, ma (il derby insegna) difficilmente la banda di Pioli verrà a Napoli per difendere lo 0-0.
Allo stesso tempo, però, avere due risultati su tre (seppur in trasferta, contro una squadra di livello) mette i biancolesti in una posizione di forza che raramente avevano avuto in passato in situazioni simili.

Basti pensare, infatti, ai precedenti poco rassicuranti con l’Udinese, impensabile rivale per la Champions mai abbattuto durante la prima Repubblica di Reja. Se nella stagione 2010-2011 la Lazio fu beffata dalla classifica avulsa (servì addirittura la differenza reti per mettere i friulani davanti ai capitolini), l’anno dopo i biancocelesti persero i preliminari per soli due punti di svantaggio, frutto della sconfitta (con annesso sorpasso) subita al Friuli a quattro giornate dal termine del campionato.

Stavolta, però, tifosi e società sperano in un epilogo diverso.
L’avversario, il Napoli, in caso di vittoria con qualsiasi differenza reti, scavalcherebbe la Lazio grazie agli scontri diretti (all’andata fu 0-1 all’Olimpico), ma la squadra di Pioli ha già dimostrato di poter tener testa ai partenopei nel doppio confronto di Coppa Italia, grazie al quale i capitolini avevano conquistato l’accesso alla finale (poi persa mercoledì scorso contro la Juve) grazie ad un pareggio casalingo e ad una vittoria in trasferta.

Un precedente favorevole che può sicuramente aiutare il morale dei giocatori, messo a dura prova dalla doppia batosta subita tra derby e finale di coppa nazionale.
Per aiutarli a superare brillantemente il momento, senza far subentrare sfiducia e scoramento, il mister Pioli (insieme a staff e società) ha optato per una doppia soluzione: oggi, a Formello, ci sarà un allenamento a porte aperte, durante il quale i tifosi sicuramente faranno sentire il proprio appoggio ai biancocelesti (componente importantissima, soprattutto considerando che, per le disposizioni di sicurezza, i sostenitori provenienti dalla capitale non potranno giungere in massa allo Stadio San Paolo), poi comincerà un mini-ritiro che servirà a cementare ancora di più il gruppo ed a mantenere altissima la concentrazione per l’ultimo sforzo stagionale richiesto.

D’altra parte, non va trascurato, comunque, il tabù “grandi” con cui la Lazio si è scontrata durante questo campionato.
Se contro la Fiorentina, infatti, sono arrivate ben due vittorie (0-2 e 4-0), contro le altre quattro squadre posizionatesi tra le prime 6 della graduatoria, i biancocelesti hanno guadagnato la miseria di un punto (pari nel derby d’andata), poi tutte sconfitte (addirittura due su due con Genoa e Juventus).

La stracittadina di lunedì ha confermato l’andamento negativo in queste situazioni, ma adesso non è più tempo di sbagliare ed i ragazzi di Pioli dovranno sovvertire per tempo (almeno in parte) questo trend negativo per agguantare il sogno di tornare a giocare i preliminari di Champions dopo 8 anni d’assenza.

Dona Online

Andrea Uttieri
Sono nato a Napoli il 14/12/1988. Studio Ingegneria Civile, ma coltivo la mia passione per il giornalismo sportivo. Mi sono innamorato della Lazio a circa 6 anni e da allora non ho mai smesso di seguirla. Essere laziale significa vivere col fiato sospeso, non essere disposti a scegliere la strada più facile.