Lazio vs Verona – 5 febbraio 2020




Non c’è tempo per rifiatare in casa Lazio, arriva l’Hellas Verona di Juric per il recupero della 17a giornata di serie A. Un jolly da sfruttare per gli uomini di Inzaghi, che in caso di successo possono addirittura arrivare al secondo posto, a -2 dalla Juve. Si chiude, in realtà, il girone d’andata della Lazio, con la chance di salire a quota 45 punti e ritoccare il record di punti già stabilito da questa Lazio con la vittoria sul Napoli. Sarà comunque un impegno molto difficile. Analizziamo l’avversario di turno.

veloso

L’ANALISI

La sorpresa del campionato, eccola. Non è la Lazio, non è l’Atalanta nè tanto meno Cagliari o Parma ma l’Hellas di Juric. 30 punti conquistati in 21 giornate, a -2 dall’Europa e con una condizione spaventosa. La Lazio se la trova di fronte per la prima volta solo a febbraio, non un bene. Forse era meglio affrontarla da calendario, ma se in cambio si è avuti una Supercoppa in più in bacheca, lo “scambio” può mettere tutti d’accordo. A patto di vincere questo recupero, e in quanti si aspettano una passeggiata, è meglio che non guardino nemmeno il match. Ad agosto era indicata dagli addetti ai lavori come la squadra più indiziata, insieme al Lecce, ad un immediato ritorno in serie B dopo la miracolosa promozione ai play-off con tanto di benservito all’artefice Aglietti. Alzi la mano chi, individuava in questo gruppo formato da giovani sconosciuti e al massimo qualche giocatore di categoria ormai in là con gli anni, una squadra da centro classifica. Probabilmente nessuno. La panchina, affidata a Juric, secondo gli addetti al lavoro e non, era la prima a rischiare di saltare. E invece è nata una favola. Paragonabile a quella della Lazio, o forse è più giusto dire all’Atalanta, in quanto questo Verona la ricorda bene. Non a caso Juric è un discepolo di Gasperini. In effetti l’Hellas è una mini-Atalanta, gioca a tutto campo ed è micidiale nell’uno contro uno. Tanta intensità, ma anche solidità difensiva e pragmatismo. E i protagonisti sono letteralmente esplosi: dalle scoperte Kumbulla, Rrahmani, Amrabat (tutti destinati alle big l’anno prossimo) alle rivincite di Silvestri, Lazovic, Faraoni, Zaccagni e Verre fin qui protagonisti di carriere promettenti ma non all’altezza delle loro promesse. Per finire con Miguel Veloso, Pazzini e Di Carmine protagonisti di una seconda giovinezza nella città di Romeo e Giulietta, specialmente il centrocampista ex faro del Genoa. Dove può spingersi? L’obiettivo resta la salvezza, ma ormai è ad un passo e si guarda anche all’Europa. Il 3-4-2-1 di Juric è l’anticamera del successo. La certezza è che la squadra può anche uscire sconfitta, ma mai senza dare tutto in campo, facendo giocare male gli avversari. La squadra non ha mai perso nettamente, nemmeno con le grandi, dando filo da torcere a tutti. Sono 6 i risultati utili consecutivi (3 vittorie, 3 pari di cui l’ultimo domenica a Milano contro il Milan), serie cominciata con l’incredibile rimonta contro il Torino da 0-3 a 3-3, un po’ come la Lazio con l’Atalanta. L’insieme di tutto deve far capire l’ostile avversario che arriverà all’Olimpico.

I PRECEDENTI

La Lazio è in netto vantaggio negli incontri all’Olimpico contro gli scaligeri: 14 vittorie, 7 pareggi e 2 sconfitte. L’ultimo precedente, esattamente due anni fa, terminò 2-0 grazie alla doppietta di Immobile. E anche il penultimo match fu giocato a febbraio, 5-2 per l’allora Lazio di Pioli (2015-16). Il pareggio più recente è datato maggio 2014, un pirotecnico 3-3 con il pareggio biancoceleste arrivato nel recupero. Completano il quadro delle cinque sfide più recenti il 2-0 del marzo 2015 e il clamoroso 5-4 del 2002. Il Verona non vince dall’anno dello scudetto, 0-1 nel dicembre 1984.

LA STELLA

La forza dell’Hellas è data dal gruppo plasmato da Juric. Probabilmente indicheremo come nel gioco dell’ex tecnico del Genoa la vera “stella”. Dovendo indicare un uomo, andiamo con Miguel Veloso. Letteralmente esploso quest’anno, nelle prime giornate tra gol e assist aveva i numeri di un centrocampista top. Ma tutta la stagione è di altissimo livello.

GLI EX

Non ci sono ex, se non si considera tale Davide Faraoni, cresciuto nelle giovanili biancocelesti, prima di andare via senza mai essere impiegato in prima squadra.

LA PROBABILE FORMAZIONE

Juric dovrà fare a meno di Amrabat a centrocampo, espulso domenica contro il Milan. Assenza non da poco per il peso del marocchino nell’economia della squadra scaligera. Ma la squadra di Juric ha dimostrato di far bene con chiunque scenda in campo. Davanti a Silvestri, che a lungo, è stato uno dei portieri meno battuti dell’intera serie A, la retroguardia sarà composta da Rrahmani, Kumbulla e uno tra Gunter e Dawidowicz. Sulle fasce Faraoni e Lazovic, nel mezzo Veloso e Pessina che prenderà le redini di Amrabat. Davanti è un rebus: Borini, Verre e Zaccagni si giocano due maglie con Stepinski, Di Carmine e Pazzini in lizza per fare l’attaccante, ma non è escluso che alla fine giochino i primi tre senza una prima punta di ruolo come già accaduto a Milano.
(3-4-2-1): Silvestri; Rrahmani, Kumbulla, Gunter; Faraoni, Pessina, Veloso, Lazovic; Borini, Zaccagni; Verre. All. Juric

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Antonio Sarnataro
Sono nato a Napoli il 19/06/1993, laureato in Scienze della Comunicazione. Ho una passione smisurata per il calcio (la Lazio), il wrestling e la musica (italiana, Nek). Sono Laziale dal 2001 semplicemente perché… la Lazio era nel mio destino!