Lazio vs Udinese – 1 dicembre 2019




Archiviata la parentesi dell’Europa League, la Lazio si rituffa in campionato dove arriva da cinque vittorie consecutive e domenica all’Olimpico è di scena l’Udinese. Analizziamo l’avversario di turno.

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L’ANALISI

L’Udinese è in piena confusione tecnica, non di gioco, ma sul vero significato del termine “tecnica”: non si sa chi è l’allenatore e chi lo sarà a breve. Spieghiamoci meglio: a fine ottobre, dopo le due sconfitte per 7-1 e 0-4 con Atalanta e Roma fu esonerato Igor Tudor. Al suo posto, momentaneamente, Luca Gotti, vice-allenatore e collaboratore tecnico. Scelta legittima, essendo nel pieno del turno infrasettimanale, con una partita da giocare dopo tre giorni a quella contro la Roma che è costata l’esonero all’ex giocatore della Juve. Ma poi succede che Gotti vince quel match e viene preso tempo, all’allenatore chiesto di essere in panchina anche per la successiva sfida con la SPAL che si conclude con un pareggio. Da qui la sosta e il tempo necessario per annunciare un nuovo mister, e invece Gotti viene confermato dalla società fino al termine della stagione. La situazione grottesca? Che il tecnico non vuole fare l’allenatore in prima. Continua a dichiarare di essere solo una soluzione temporanea e non voler assolutamente essere confermato! E’ lì solo per dare alla società il tempo necessario per trovare un degno sostituto. Questo ha portato nel caos la dirigenza friulana, con una situazione incerta, in cui davvero nessuno sa come stanno davvero le cose. La sensazione è che prima o poi un nuovo tecnico arriverà, magari dopo la sosta natalizia, magari quel Donadoni che deve liberarsi dalla Cina. Tutto questo preambolo per spiegare che a Roma arriverà una squadra incerta (come non può esserlo, se per prima lo è il proprio allenatore?), da troppi alti e bassi, con un calendario difficilissimo (Lazio, Napoli e Juve) alle porte ma nonostante tutto capace di galleggiare sempre al di là della zona rossa, spesso medio-bassa, ma senza rischiare troppo. Ora, che questa Udinese non sia più quella dei tempi di Di Natale, Sanchez e Guidolin è risaputo, la cifra tecnica è bassa e si salva solo un calciatore di gran caratura tecnica, Rodrigo De Paul. Le ultime salvezze sono state sofferte e anche quella di quest’anno si preannuncia difficile. Il gioco passa, manco a dirlo, dai piedi del fantasista argentino: palla a De Paul e preghiamo. Il 3-5-2 dà ampio risalto alle fasce con Stryger Larsen altra stella della squadra. Davanti Lasagna, Okaka e Nestorovski si alternano per portare in dote quei gol che servono. Tra gli acuti quest’anno si ricordano le vittorie della prima giornata contro il Milan (1-0) e quella a “Marassi” con il Genoa (1-3). La classica buccia di banana su cui non scivolare: i friulani hanno lavorato tutta la settimana in vista di domenica, preparando al meglio il match.

I PRECEDENTI

21 successi capitolini, 8 pareggi, 11 blitz ospiti a Roma. Sei successi biancocelesti nelle ultime sette gare, di cui quattro consecutivi e senza subire reti: 2-0, 1-0, 3-0 e 2-0. Questi ultimi due, curiosità, sono arrivati entrambi in match rinviati (la prima occasione per pioggia, la seconda già concordata per…calendario troppo affollato per i biancocelesti) e successivamente recuperati. L’ultimo gol friulano risale alla vittoria del 2014-15, con la rete di Thereau (0-1). Il pareggio non esce su questi schermi dal 2011-12, 2-2 il finale con i sigilli di Lulic e Klose per la Lazio, Floro Flores e l’ex Pinzi per i friulani: era l’Udinese stellare ed europea di Guidolin.

LA STELLA

Come già detto il giocatore più rappresentativo dell’Udinese è sicuramente Rodrigo De Paul: mezzala, centrocampista, regista, trequartista, ala, seconda punta. Sono tantissimi i ruoli che in questi anni gli abbiamo visto fare, sicuramente non sfigurerebbe in un top club. Il faro, la stella dei friulani.

GLI EX

Non ci sono ex.

LA PROBABILE FORMAZIONE

Gotti dovrà rinunciare allo squalificato Jajalo e all’infortunato Sema. Al loro posto ci sono due ballottaggi. Ma andiamo con ordine: davanti a Musso (ne sentiremo parlare, questo portiere ha tutto per sfondare), difesa a tre composta dal rientrante Rodrigo Becao, Troost-Ekong e Samir (in vantaggio su Nuytinck e De Maio). Sulle fasce Stryger Larsen e uno tra Opoku e Ter Avest al posto di Sema. Nel mezzo l’altro ballottaggio Fofana-Walace con Mandragora e De Paul. In avanti due maglie per tre: Okaka, Nestorovski e Lasagna a contendersele. Rischia di restare fuori l’ex Carpi.
(3-5-2): Musso; Becao, Troost-Ekong, Samir; Opoku, Fofana, Mandragora, De Paul, Stryger Larsen; Okaka, Nestorovski.

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Antonio Sarnataro
Sono nato a Napoli il 19/06/1993, laureato in Scienze della Comunicazione. Ho una passione smisurata per il calcio (la Lazio), il wrestling e la musica (italiana, Nek). Sono Laziale dal 2001 semplicemente perché… la Lazio era nel mio destino!