Lazio vs Torino – 30 ottobre 2019




Non c’è tempo per gioire dopo la vittoria di Firenze, si torna in campo per il turno infrasettimanale contro il Torino. Analizziamo l’avversario di turno.

belotti-desilvestri

L’ANALISI

Situazione di fuoco quella in casa Torino: Walter Mazzarri è sulla graticola, dopo un inizio di campionato non tra quelli che l’ambiente si aspettava. 11 punti conquistati, il pareggio contro il Cagliari di domenica che sa di mancata svolta e un involuzione sul piano del gioco rispetto l’anno scorso hanno portato il tecnico ex Napoli e Inter ad essere messo in discussione. Si giocherà la panchina proprio contro la Lazio prima e nel derby di sabato poi. Eppure la stagione era partita, in campionato, nel migliore dei modi con 6 punti nelle prime due gare e l’impresa, unica squadra a riuscirci, di aver battuto l’Atalanta (2-3). Sulla squadra pende il risultato dei sei turni preliminari di Europa League giocati in estate, con l’eliminazione ad un passo dai gironi per mano del Wolverhampton. Gli 11 punti sono un bottino forse deludente, ma la squadra è pur sempre lì, in un inizio di stagione difficile per tutti. C’è troppa depressione nell’ambiente granata dunque? Probabilmente sì, dimenticando anche cosa ha fatto Mazzarri l’anno scorso. Settimo posto finale, la conquista (seppur tramite preliminari) dell’Europa, un gioco pragmatico, il record di imbattibilità difensivo di Sirigu, l’altro record di una sola sconfitta esterna (a Roma contro i giallorossi) in tutto il campionato. Una squadra che per lunghi tratti ha sognato anche la Champions League. Insomma la riconoscenza, questa sconosciuta. Anche la rosa attuale, seppur priva di innesti (e questo si contesta al presidente Cairo) nel mercato estivo ad eccezione di Verdi ma confermando in toto i big, non sembra poi così malvagia, di sicuro da primi dieci posti. Sarà solo un momento, che si speri duri almeno un’altra partita. Mazzarri schiera la squadra con il suo marchio di fabbrica, il 3-5-2, e tanta spinta dalle fasce. E in avanti Belotti (con Zaza) non ha bisogno di presentazioni. Bisognerà fare attenzione ad una squadra che ha necessità di fare punti, forte fisicamente e tecnicamente, bestia nera delle ultime stagioni specialmente in casa. Inzaghi è avvisato.

I PRECEDENTI

I precedenti in terra capitolina sono tutto sommato equilibrati con 22 vittorie casalinghe, ben 31 pareggi e 12 blitz ospiti. La Lazio non vince da tre stagioni, quando nel 2016-17 vinse 3-1 grazie ad una prodezza di Keità nel finale (dell’ex Immobile e Felipe Anderson gli altri sigilli). Prima di allora i biancocelesti venivano da altre due affermazioni consecutive, 2-1 nel 2014 e 3-0 nel 2015. Gli ultimi due precedenti sono sfortunati, con gli arbitraggi nel mirino: nefasto e celebre quello del dicembre 2017, con la vittoria 1-3 granata e il celebre disastro di Giacomelli. Per chi non ricorda: Iago Falque commette un clamoroso fallo di mano in area di rigore, l’azione prosegue, Immobile sbaglia un gol fatto innervosito dall’episodio e ha un accenno di rissa con Burdisso. L’arbitro richiamato al VAR non per il rigore ma per l’espulsione all’attaccante campano per una presunta testata (inventata) all’avversario. Ma anche l’anno scorso non si è mica scherzato: l’1-1 finale, vide il rigore conquistato e segnato da Belotti praticamente inesistente (anche qui, e il VAR?) così come altre decisioni nel corso della sfida alquanto pro-granata. La bellissima rete di Milinkovic-Savic pareggiò i conti ma non riuscì ad avviare una più che meritata rimonta.

LA STELLA

Il giocatore più rappresentativo e forte è sicuramente Andrea Belotti. Il “Gallo”, rivale in Nazionale e allo stesso tempo grande amico di Immobile, è un attaccante di primissimo livello, tra i big del campionato. Anche quest’anno sono già 5 i gol realizzati. Ma non sarà l’unico pericolo: occhio ad Izzo e N’Koulou che oltre ad essere ottimi in difesa, sono anche bravissimi negli inserimenti offensivi dai piazzati. Così come la spinta delle ali (Ansaldi, Aina, De Silvestri) o la spinta offensiva di Zaza, Iago Falque, Verdi o Berenguer. Mentre in porta c’è Salvatore Sirigu, che quando vede biancoceleste spesso si esalta, come successo nel giorno del suo debutto assoluto in massima serie, lanciato in un Lazio-Palermo del 2009 (dieci anni fa esatti) in cui fu gran protagonista.

GLI EX

Il grande ex della sfida sarà Ciro Immobile, arrivato alla Lazio dopo due passaggi al Torino con tanto di titolo da capocannoniere. Il tifo granata non gli ha mai perdonato questo trasferimento. L’ex tra le fila ospiti sarà Lorenzo De Silvestri, prodotto delle giovanili biancocelesti, là dove la sua carriera è esplosa. In biancoceleste fino al 2009, dove non gli è mai stata data tanta fiducia, quando lascia la Capitale anche per qualche divergenza di troppo con la dirigenza.

LA PROBABILE FORMAZIONE

Il modulo di riferimento di Mazzarri, dicevamo, è il 3-5-2, ma con varianti nel 3-4-3, nel 3-4-1-2 o nel 3-4-2-1. Il tecnico sta iniziando a pensare già al derby di sabato ed è probabile che qualche titolare venga lasciato inizialmente in panchina in vista del big match, a favore di un ragionato turnover. Davanti a Sirigu ci saranno Izzo, N’Koulou e probabilmente Lyanco. Sulle fasce Ola Aina e Laxalt partono in avanti rispetto ai titolari Ansaldi e De Silvestri. A centrocampo anche ci sarà qualche cambio: rifiaterà uno tra Baselli, Rincon e Meitè. In campo Lukic oppure uno tra Berenguer e Iago Falque, con passaggio al 3-4-2-1. Confermati Verdi e Belotti, ma scalpita Zaza, autore del gol da subentrato domenica contro il Cagliari.
(3-4-2-1): Sirigu; Izzo, N’Koulou, Lyanco; Aina, Lukic, Rincon, Laxalt; Verdi, Iago Falque; Belotti

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Antonio Sarnataro
Sono nato a Napoli il 19/06/1993, laureato in Scienze della Comunicazione. Ho una passione smisurata per il calcio (la Lazio), il wrestling e la musica (italiana, Nek). Sono Laziale dal 2001 semplicemente perché… la Lazio era nel mio destino!