Lazio vs Torino – 29 dicembre 2018




Ultimo dei tre turni natalizi, con la Lazio che ospita il Torino all’Olimpico per l’ultima giornata del girone d’andata. Analizziamo l’avversario di turno.

iagofalque

L’ANALISI

Il Torino è stato costruito ad immagine e somiglianza del proprio allenatore, Walter Mazzarri. Proprio come l’ex tecnico di Napoli e Inter, i granata sono una squadra solida, difficile da battere e incredibilmente ancora imbattuti in trasferta con 2 vittorie e 7 pareggi. Questi ultimi sono stati ottenuti su campi difficili come Milano (doppio “X” sia con Milan che con l’Inter), Bergamo. E la vittoria 1-4 ottenuta a “Marassi” contro la Sampdoria è l’esposizione massima del Toro quest’anno. Le sconfitte sono arrivate tutte in casa contro compagini del calibro di Roma, Juventus e Napoli, di cui almeno le prime due immeritatamente. Solo con il Parma è stata meritata e inattesa. 26 i punti in classifica, l’Europa è il sogno dichiarato da almeno due stagioni, e dopo due deludenti noni posti consecutivi questo potrebbe essere l’anno giusto. Il passaggio da Mihajlovic a Mazzarri, lo scorso anno, ha dato qualcosa in più ai granata. A partire dal 3-5-2, il suo marchio di fabbrica. Iago Falque e Belotti in avanti, e un centrocampo di qualità guidato da Baselli con la spinta degli esterni che spesso variano di partita in partita.  Sirigu in porta è una certezza, anche se nelle ultime gare è out per un infortunio subito nel derby contro la Juventus. Compattezza, solidità, tanta qualità sono le armi di una squadra durissima da battere. Basti pensare che in panchina vanno due giocatori come Soriano e Zaza (anche se deludenti fin qui). Nell’ultima gara è arrivata una convincente vittoria contro l’Empoli (3-0), dopo un pari a Sassuolo (1-1) e la sconfitta nel derby contro la Juventus (0-1). Alla Lazio servirà una prestazione importante, molto di più di quanto fatto con il Bologna mercoledì, per uscire al meglio da questi tre turni natalizi.

I PRECEDENTI

I precedenti in terra capitolina vedono il segno “X” essere predominante: ben 30. La Lazio ha vinto 22 sfide, il Toro 12, di cui l’ultima l’anno scorso nella gara simbolo dello scandalo VAR che flagellò i biancocelesti per l’intera stagione casalinga. 1-3 il finale, maturato nel secondo tempo, con una squadra nervosa dopo che sul finire della prima frazione Iago Falque deviò nettamente e volontariamente di mano una palla in area di rigore, l’azione proseguì con Immobile che sbagliò una grossa chance e poi ebbe un alterco con Burdisso. L’arbitro Giacomelli e Di Bello al monitor compirono il loro “capolavoro” non dando il rigore ma espellendo Immobile per una preseunta spallata a Burdisso. Una cosa assurda, ancora di più con il VAR, che a fine anno costerà la Champions ai biancocelesti. L’anno precedente finì 3-1 con le reti di Immobile, Keita e Felipe Anderson con gli ultimi due arrivati nel finale a riportare la Lazio avanti dopo il pari di Maxi Lopez. Anche nei precedenti due anni era finita con una gioia laziale (3-0, 2-1). L’ultimo pareggio è del 2013-14, con un pirotecnico 3-3 firmato Immobile in maglia granata: era il Torino che sarebbe arrivato in Europa.

LA STELLA

Il Torino è ricco di calciatori di qualità: da Sirigu a Baselli, passando per N’koulou (difensore bomber) e Belotti, uno dei migliori attaccanti italiani, grande amico di Immobile, ma con prestazioni in ribasso nell’ultimo anno e mezzo. Mazzarri ha anche in panchina giocatori affidabili e in grado di cambiare le partite come Zaza e Soriano. Tra gli uomini più decisivi, c’è Iago Falque. Fantasista che può fare l’esterno, l’ala, la seconda punta. Micidiale nei tiri dalla distanza, sarà sicuramente da tenere d’occhio.

GLI EX

Tra i granata c’è un ex: Lorenzo De Silvestri, prodotto delle giovanili della Lazio, con cui ha debuttato in serie A e ha giocato fino al 2009, lasciando poi il suo club d’origine anche per qualche divergenza di troppo con la società che l’ha liquidato senza troppi problemi. L’altro, se non il principale, grande ex di giornata è Ciro Immobile consacratosi proprio al Torino, con il titolo di capocannoniere arrivato nel 2013-14, gli aprì le porte del grande calcio e del Borussia Dortmund. E’ tornato in granata nella seconda parte della stagione 2015-16, rifiutando però il prolungamento del contratto: c’era la Lazio a volerlo. Di qui il suo rapporto d’amore e odio, soprattutto con la tifoseria, del Torino. Bene nel 2016-17 quando tra andata (2-2) e ritorno (3-1) arrivarono due reti, splendida quella all'”Olimpico Grande Torino” in rovesciata. Male l’anno scorso, il Torino è stato per lui stregato: l’espulsione ingiusta subita nel match d’andata (vedi i precedenti) e l’infortunio patito nel capoluogo piemontese che lo costrinsero a saltare le ultime gare di campionato, fatali nella volata Champions e in quella per la corsa alla Scarpa d’oro.

LA PROBABILE FORMAZIONE

Mazzarri si affiderà al solito 3-5-2, variabile con il 3-4-1-2 durante la gara con il raggio d’azione di Baselli spostato in avanti. In porta il primo dubbio: Sirigu è sulla via del recupero, è stato convocato e potrebbe essere in campo dal 1′, anche perché pure il secondo portiere Ichazo non è al meglio. Deciderà Mazzarri domani, qualche chance l’ha anche il terzo portiere Rosati, messo meglio dal punto di vista fisico. In difesa ecco l’ex Genoa Izzo, N’Koulou e Djidji. Sulle fasce De Silvestri e Ansaldi (spera anche Ola Aina), a centrocampo Meitè, Rincon e Baselli. Davanti Iago Falque e Belotti. In panchina scalpita Zaza.
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Antonio Sarnataro
Sono nato a Napoli il 19/06/1993, laureato in Scienze della Comunicazione. Ho una passione smisurata per il calcio (la Lazio), il wrestling e la musica (italiana, Nek). Sono Laziale dal 2001 semplicemente perché… la Lazio era nel mio destino!