Lazio vs Torino – 11 dicembre 2017




Lunedì, in posticipo, si gioca Lazio-Torino per la 16a giornata di serie A. Analizziamo l’avversario di turno!

Belotti

L’ANALISI

Il Torino di Mihajlovic è a centro-classifica, forte dei 20 punti dopo 15 giornate. Si può parlare di delusione granata, perché l’obiettivo non tanto nascosto era quello di essere nelle posizioni che contano di classifica. Certo il settimo posto (che potrebbe significare preliminari di Europa League) è distante solo un punto, ma le squadre in lotta sono tantissime (al momento sei) per un solo posto, che tra l’altro non garantisce la certezza dell’Europa. Insomma, l’ambiente granata si aspettava una conferma più netta, magari stile-Sampdoria, dopo quanto fatto nello scorso campionato. Quando Mihajlovic firmò con Cairo, l’obiettivo era quello di arrivare in Europa entro due anni; l’anno scorso per un periodo, il Toro era veramente in quelle posizioni lì. Con una buona solidità casalinga, che la portò a fare vittime illustri e a perdere poche partite. Il difetto era la fase difensiva, per una squadra che subiva costantemente ad ogni partita. Quest’anno qualcosa è cambiato, c’è più solidità dietro anche grazie all’arrivo dell’ex portiere della Nazionale e PSG, Salvatore Sirigu. Ma qualcosa si è inceppato anche davanti, con “il gallo” Belotti non al meglio e con pochi gol realizzati. Anche Ljajic sta patendo questa situazione, solo Iago Falque, quando in giornata, sta andando al massimo. La squadra sta pareggiando parecchio, e questo stona con la natura offensiva sia di Mihajlovic che dell’intera serie A: ben 8 pareggi in 15 giornate, solo 4 le vittorie. Insomma c’è delusione e il tecnico è spesso in discussione. Dopo il pareggio casalingo con l’Atalanta di settimana scorsa, ci sono nuove voci che vedrebbero l’ex Lazio in bilico, con la gara dell’Olimpico decisiva per le sue sorti. Una squadra ibrida, che passa da 4-3-3 al più offensivo 4-2-3-1, il tecnico sta alternando molto i due moduli. Forse è vero, l’anno scorso il Toro incuteva più timore, ma la rosa è la stessa, ed è un’ottima squadra che può dire la sua per l’Europa. Una gara simile a quella con la Fiorentina, si prospetta per la squadra di Inzaghi: guai a sottovalutarla.

I PRECEDENTI

I precedenti tra Lazio e Torino in terra romana, parlano di 22 affermazioni biancocelesti, 11 granata e 30 pareggi. Il segno “X” è quello che si è fatto più vedere, dunque, e infatti, sebbene la vittoria granata manchi dal novembre 1993 (1-2), per alcuni anni questa sfida finiva spesso con quel segno: vedi l’1-1 dell’ottobre 2012, o il 3-3 del 2014 (con Immobile in granata protagonista della sfida). Poi dopo di allora ci sono state tre affermazioni di fila laziali: 2-1 nell’ottobre 2014, firmata Klose, 3-0 un anno dopo e l’ultimo precedente, risalente a marzo scorso, finì 3-1 con la perla di Keità a mettere sui binari giusti la sfida solo a 3′ dal termine, dopo il pareggio di Maxi Lopez poco prima. Di Immobile e Felipe Anderson gli altri due gol.

LA STELLA

Il Torino è pieno di ottimi giocatori, soprattutto dal centrocampo in su: da Baselli a Iago Falque, passando per Ljajic. I due esterni sono passati entrambi per la Roma qualche anno fa. Il pericolo maggiore, però, ovviamente è “il gallo”, Andrea Belotti. Il giocatore della Nazionale non sta attraversando un grandissimo periodo, solo 3 le reti realizzate in questo campionato, ma rimane un giocatore di grandissima qualità e un bomber che può trovare il gol da un momento all’altro. Insomma sarà lui il pericolo numero uno per la retroguardia laziale, sperando che continui nel suo digiuno. In difesa spiccano i neo-acquisti Sirigu e N’Koulou.

GLI EX

Un ex della sfida è il tecnico Sinisa Mihajlovic, che a Roma ha vinto uno scudetto ed è stato parecchi anni. Lui, anche di recente, si è sempre detto laziale, ed è un idolo indiscusso del popolo biancoceleste. I suoi figli sono nati a Roma e il suo attaccamento ai colori biancocelesti è fuori discussione. L’ex, tra i giocatori, è invece Lorenzo De Silvestri, calciatore cresciuto nel settore giovanile laziale fino al debutto e all’affermazione in maglia biancoceleste. In prima squadra ha giocato dal 2005 al 2009, prima di una dolorosa separazione. Il secondo portiere, invece, è Milinkovic-Savic, fratello di Sergej.

LA PROBABILE FORMAZIONE

Ansaldi è indisponibile, mentre Niang e Obi sono in forte dubbio. Probabile comunque che vengano convocati, almeno per la panchina. La probabile formazione (4-3-3) vede davanti a Sirigu, De Silvestri, N’Koulou e poi i soliti ballottaggi: Burdisso-Lyanco e Molinaro-Barreca con i primi favoriti. A centrocampo tutto dipende dalle condizioni di Obi. Se non dovesse farcela, andrà in campo Acquah. Con lui Baselli e Rincon. In avanti Iago Falque, Belotti e Ljajic.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Dona Online

Antonio Sarnataro
Sono nato a Napoli il 19/06/1993, laureato in Scienze della Comunicazione. Ho una passione smisurata per il calcio (la Lazio), il wrestling e la musica (italiana, Nek). Sono Laziale dal 2001 semplicemente perché… la Lazio era nel mio destino!