Lazio vs Sassuolo – 24 novembre 2019




Sosta finita, voglia di campionato: torna la serie A con Sassuolo-Lazio. In attesa del match analizziamo l’avversario di turno.

REGGIO NELL'EMILIA, ITALY - SEPTEMBER 22: Francesco Caputo of US Sassuolo celebrates after scoring goal 2-0 during the Serie A match between US Sassuolo and SPAL at Mapei Stadium - Città del Tricolore on September 22, 2019 in Reggio nell'Emilia, Italy (Photo by Giuseppe Bellini/Getty Images)

REGGIO NELL’EMILIA, ITALY – SEPTEMBER 22: Francesco Caputo of US Sassuolo celebrates after scoring goal 2-0 during the Serie A match between US Sassuolo and SPAL at Mapei Stadium – Città del Tricolore on September 22, 2019 in Reggio nell’Emilia, Italy (Photo by Giuseppe Bellini/Getty Images)

L’ANALISI

Il Sassuolo di Roberto De Zerbi è una realtà consolidata della serie A, dove milita stabilmente da sette anni, unica squadra insieme all’Inter a non essere mai retrocessa dalla massima serie. Arrivata anche in Europa, grazie al lavoro del patron Giorgio Squinzi, scomparso recentemente. Grave perdita per il calcio italiano e soprattutto per il club emiliano, lanciato nell’elite proprio da Squinzi. Realtà consolidata del campionato, salvezze tranquille, gioco espresso, nessun timore contro qualsiasi avversario, uno stadio di proprietà (il gioiellino del “Mapei stadium” di Reggio Emilia, dove la Lazio sarà di scena domenica), crescita esponenziale del brand. Una classica favola tutta italiana, destinata con questi presupposti a restare a lungo nel grande calcio. Le ambizioni sono quelle di costruire costantemente una squadra che lotti per l’Europa. Obiettivo per ora lontano, ma non è lontana la tranquilla salvezza e soprattutto la capacità di lottare sempre e mettere il bastone tra le ruote a chiunque trovi sul proprio cammino. Poi il risultato, nella singola partita, può essere a favore o sfavore (anche con larghi punteggi) ma i neroverdi non mollano mai. Come le vittorie contro SPAL (3-0) e Sampdoria (4-1) o le sconfitte con Atalanta (1-4) e Roma (4-2). Capitolo a parte quella con l’Inter (3-4). Risultati altalenanti ma gioco offensivo sempre al massimo, spettacolo e tante difficoltà per gli avversari. Inoltre i ragazzi di De Zerbi sono in serie positiva da due gare con un pari (2-2 a Lecce) e una vittoria (3-1 sul Bologna). La squadra di Inzaghi è avvisata, si prospetta una partita difficile, con tanto lavoro per la difesa. Non saranno ammessi cali, il Sassuolo come già detto non si dà mai per vinto, pur restando tecnicamente inferiore. Per questo è una gara da vincere se si hanno ambizioni da Champions, senza poi dover andare a recuperare punti in partite più difficili. Il modulo di riferimento è il 4-3-3, gioco in verticale, pressing, tanta intensità. L’attacco è spesso supportato da una sola punta (che a volte si trasforma in un “falso nueve”) e due ali. De Zerbi nella sua breve carriera ha dimostrato di essere bravo, tanto da meritare in futuro la chiamata di una big. E ha sempre messo in difficoltà la Lazio, prima con il Benevento (sconfitto 6-2 ma dopo essersi trovato in vantaggio 1-2 in 10 contro 11) e l’anno scorso con il Sassuolo (doppio pareggio, con quello clamoroso all’Olimpico, deciso nel finale, una frenata decisiva per l’ambizioni di Champions). Una squadra che gioca bene a calcio, propositiva e affronta tutti a viso aperto: ci sarà da divertirsi al “Mapei Stadium” sperando di non mettere a rischio le coronaie dei tifosi biancocelesti.

I PRECEDENTI

I precedenti in Emilia, al “Mapei Stadium” vedono la Lazio in vantaggio 3 successi a 1 con 2 pareggi. 6 sfide giocate tutte nelle ultime sei stagioni. Le tre gioie laziali sono arrivate nel marzo 2015 (0-3), nell’aprile 2017 (1-2) e l’ultima nel febbraio 2018 (0-3). I due pareggi nel primo (2-2) e nel più recente confronto (1-1). Ferrari rispose a Parolo nei primi minuti, con la partenza biancoceleste sprint vanificata. Poi un palo per Immobile e altre occasioni, ma il parziale non si schiodò dal pari. Il successo neroverde nell’ottobre 2015 (2-1), seppur tra tante polemiche per una direzione arbitrale discutibile.

LA STELLA

La vera stella del Sassuolo è il gruppo e il gioco di squadra. Il giocatore più rappresentativo è Domenico Berardi, talento cresciuto in neroverde dov’è arrivato in serie A e spesso accostato alle big, ma troppo discontinuo anche per limiti caratteriali. Chi in serie A è arrivato troppo tardi, invece, è il giocatore più pericoloso che domenica la Lazio si troverà di fronte e a cui la difesa capitolina dovrà prendere le dovute distanze: Francesco Caputo. Esploso, dopo anni tra Bari ed Entella, ad Empoli dove ha sfiorato la salvezza dopo averlo condotto in A. Il “birraiolo”, nome non a caso del bomber di Altamura, produce davvero una birra, con tanto di esultanza tipica dopo ogni rete che mima di bere una birra, non ha perso la categoria finendo al Sassuolo dove si sta mettendo in luce.

GLI EX

Non ci sono veri e propri ex nei neroverdi. Federico Peluso ha fatto le giovanili con la Lazio, senza mai esordire però in prima squadra. L’unico grande ex del match è Francesco Acerbi, diventato grande proprio in Emilia.

LA PROBABILE FORMAZIONE

Tanti problemi per De Zerbi che tra gli altri dovrà rinunciare a Berardi, Defrel, Chiriches, Rogerio e Traorè. Pezzi da 90 per gli emiliani, tutti o quasi titolari. Qualche dubbio in difesa, dove si fatica a trovare una stabilità in questa stagione a causa dei tanti infortuni, prestazioni non esaltanti e condizione precarie dei singoli. Il perno della retroguardia, infatti, Ferrari, torna disponibile proprio in questo match, ma si può trovare le porte sbarrate da Romagna e Marlon. Anche sulle fasce c’è incertezza, con l’ex Borussia Dortmund Toljan discontinuo. Comunque sarà lui a presidiare l’out sinistro con Kyriakopoulos a destra. In mezzo e in attacco c’è meno scelta: Locatelli, Obiang e Duncan dal 1′ con Bourabia e capitan Magnanelli (in neroverde dal 2005 in C2, con tutta la scalata fino all’Europa vissuta da protagonista) unici ricambi. Il trio d’attacco certo con Djuricic, Caputo e Boga. In porta la sicurezza (e para rigori) Consigli.
(4-3-3): Consigli; Toljan, Romagna, Marlon, Kyriakopoulos; Locatelli, Obiang, Duncan; Djuricic, Caputo, Boga.
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Antonio Sarnataro
Sono nato a Napoli il 19/06/1993, laureato in Scienze della Comunicazione. Ho una passione smisurata per il calcio (la Lazio), il wrestling e la musica (italiana, Nek). Sono Laziale dal 2001 semplicemente perché… la Lazio era nel mio destino!