Lazio vs Parma – 17 marzo 2019




La Lazio è in ritardo, non solo per la Champions ma anche per le posizioni di Europa League. Da qui è fondamentale, vitale, battere il Parma domenica, e lo dovrà fare senza lo squalificato Ciro Immobile. Analizziamo l’avversario di turno.

gervinho

L’ANALISI

Il Parma di D’Aversa è (stata) la sorpresa di questa serie A. Arrivata dalla D alla A in tre anni dopo il fallimento del 2015, i ducali non si sono fermati e hanno disputato una prima parte di stagione straordinaria, iniziando a puntare anche all’Europa. Poi gli infortuni e soprattutto una dose di appagamento inconscio ha fermato i crociati, adesso nel limbo della classifica. Ma è già un grande risultato. Proprio nell’ultima giornata, in casa contro il Genoa, il Parma è tornato alla vittoria dopo 8 gare, decisivo l’ex Kucka. Ma anche in questa striscia negativa, i ducali hanno sempre messo in campo un’ottima prestazione, non sfigurando mai e mettendo i bastoni tra le ruota alle rivali di turno. Hanno fatto sudare chiunque nell’ultimo periodo, ad eccezione della sfida con il Napoli, sfida che però non fa tanto testo visto il passivo subito tra andata e ritorno (3-0, 0-4), la remissione con cui i ducali hanno giocato le due partite, nonchè gli ottimi rapporti tra le società con i tanti calciatori del Napoli passati in prestito proprio ai gialloblu. Insomma un atteggiamento troppo morbido che solo in due occasioni si è visto in tutto il campionato parmigiano, entrambe contro i partenopei. Ma non siamo qui a disquisire dubbi e sospetti su gare altrui, siamo qui, invece, a tessere le lodi di una squadra che sa esaltarsi, e che vanta di essere una delle tre squadre che fino ad oggi ha fermato la Juventus. Dopo aver fatto soffrire i bianconeri anche nella sfida in casa (1-2), all'”Allianz Stadium” arriva un insperato pareggio, addirittura per 3-3 con Gervinho e compagni capaci di rimontare due gol nel finale. Rivelazione e avversario tosto all’orizzonte, dunque, che si esalta maggiormente in trasferta. Già ben 5 vittorie e un passo da zona-Europa. Giusto mix tra esperti e calciatori in cerca di lancio o rilancio hanno scritto la storia di questo Parma, con un 4-3-3 di base e la fantasia di Gervinho davanti. E’ lui, l’ex romanista, che spesso è decisivo con le sue accelerazioni e tecnica: a volte è bastato affidarsi a lui per arrivare a punti. I cross per Inglese o gli inserimenti dei centrocampisti sono un altro dei modi di offendere preferiti dai ducali: tanti gol sono arrivati anche così. Dunque occhio alla velocità di Gervinho e soprattutto il gioco sulle fasce.

I PRECEDENTI

I precedenti all’Olimpico vedono la Lazio in netto vantaggio con 14 vittorie, 7 pareggi e 3 successi ospiti. I biancocelesti sono reduci da cinque successi consecutivi, nell’ordine: 2-0 nell’aprile 2011, l’1-0 del novembre 2011, il 2-1 del dicembre 2012, il sofferto 3-2 di fine marzo 2014, e infine il netto 4-0 dell’aprile 2015, ultimo precedente con una Lazio in scioltezza lanciata verso il terzo posto contro un ormai fallito Parma. Ma i precedenti di questa sfida vedono molti fatti storici: dal tacco di Mancini, al gol di Almeyda (sebbene entrambi gli avvenimenti siano avvenuti in trasferta) alla vittoria strappalacrime al 90′ di Firmani una settimana dopo l’uccisione di Gabriele Sandri nel novembre 2007 (1-0). L’ultima vittoria ospite risale alla brutta stagione 2009-10: 1-2 in un turno infrasettimanale a settembre 2009. L’ultimo pareggio è datato 20 maggio 2007: uno 0-0 dolcissimo per i biancocelesti, che valse il ritorno in Champions (l’ultima qualificazione) in una gara segnata dall’addio di Peruzzi al calcio giocato.

LA STELLA E GLI EX

La stella del Parma non può non essere Gervinho. L’ex Roma, come già detto sopra, è l’arma in più dei ducali. Non ci sono ex tra i gialloblu, l’unico del match sarà Marco Parolo, passato per Parma un paio di stagioni prima dell’approdo alla Lazio nel 2014-15.

L’ANDATA

All’andata la partita terminò 0-2 in favore dei biancocelesti, una gara bloccata, difficile e decisa solo nel finale grazie ad un rigore conquistato da Berisha e realizzato da Immobile. In pieno recupero ecco il raddoppio di Correa, smarcato proprio dal bomber di Torre Annunziata. Fino ad allora, però, era stata una gara dura ed equilibrata, con i ducali, privi di Gervinho, pericolosi in un paio di occasioni e la Lazio pronta a rispondere. L’impressione è con la loro stella, ci sarebbero stati problemi maggiori per i capitolini, che si fecero trovare scoperti e impreparati proprio sulle fasce in più di un’occasione.

LA PROBABILE FORMAZIONE

D’Aversa ha problemi soprattutto a centrocampo, dove non ci saranno l’infortunato Stulac (oltre al lungodegente Grassi), lo squalificato Scozzarella e molto probabilmente anche Barillà che non è al meglio. Il modulo di riferimento è il 4-3-3: davanti a Sepe, Iacoponi sulla sinistra e Bruno Alves (altro uomo di grande esperienza e importante per i ducali sia in fase difensiva che offensiva con tanti gol realizzati) al centro. Gli altri due posti se li giocano Bastoni, Gagliolo e Dimarco. Nel caso giochi quest’ultimo, sulla destra, in mezzo sarà ballottaggio tra gli altri due. Altrimenti con l’ex primavera dell’Inter in panchina, Gagliolo scalerà sulla fascia. In mezzo scelte obbligate: Kucka, Rigoni e Machin. Gervinho, Inglese e uno tra Biabiany e Siligardi (favorito) completeranno l’attacco.
(4-3-3): Sepe; Iacoponi, Bastoni, Bruno Alves, Gagliolo; Kucka, L.Rigoni, Machin; Gervinho, Inglese, Siligardi.

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Antonio Sarnataro
Sono nato a Napoli il 19/06/1993, laureato in Scienze della Comunicazione. Ho una passione smisurata per il calcio (la Lazio), il wrestling e la musica (italiana, Nek). Sono Laziale dal 2001 semplicemente perché… la Lazio era nel mio destino!