Lazio vs Napoli – 18 agosto 2018




Dopo tre mesi esatti torna il campionato e la Lazio è chiamata subito ad un banco di prova importante, contro uno dei tabù assoluti degli ultimi anni. Il Napoli si presenta all’Olimpico, analizziamo il primo avversario di turno di questa stagione!

ancelotti

L’ANALISI

Il Napoli è cambiato molto in questi tre mesi, se non tanto negli uomini, quanto nella fisionomia della squadra. Il cambio principale è stato quello dell’allenatore: via Sarri dopo tre stagioni, ecco Ancelotti. L’attuale tecnico del Chelsea ha lasciato tanto in eredità agli azzurri, se non in termini di palmares, quanto di gioco e spessore internazionale per una squadra che giocava a memoria e ha sfiorato almeno due volte lo scudetto, soprattutto nella passata stagione. Oltre ai tanti record stabiliti, anche il merito di aver lanciato alcuni giovani (Zielinski, Milik), di aver consacrato calciatori (Koulibaly, Insigne, Ghoulam), rilanciato altri in fase calante (il primo Higuain, poi Callejon, Albiol) e cambiato ruolo e virtù ad un altro (Mertens) scoprendo in lui doti da bomber vero. Insomma, a Napoli sono tante le “vedove” di Sarri, ma De Laurentiis per non farsi mancare nulla ha preso il miglior allenatore possibile sul mercato, il vero top player di quest’estate azzurra: Carlo Ancelotti, che rientra in Italia dopo nove anni di vittorie, trionfi e Coppe Campioni all’estero. L’ex tecnico del Milan, ha subito messo la sua mano nello scacchiere azzurro, cambiando ruolo ad Hamsik (convinto a restare proprio dal mister) e trasformandolo in regista, come fatto con Pirlo più di quindici anni fa. Il mercato ha portato tanti giovani di qualità: da Meret a Fabian Ruiz, passando per quel Verdi tanto inseguito dalla piazza partenopea. Eppure, probabilmente, contro la Lazio a parte il portiere, sarà il Napoli di Sarri per 10/11, almeno negli uomini. Tatticamente no. La piazza non vive un momento di esaltazione, illusi forse dall’ingaggio dell’allenatore. In tanti sognavano l’arrivo di un top player come Cavani, Benzema, Di Maria, ma il presidente De Laurentiis (che ha sempre smentito tali voci) alla fine ha acquistato solo giovani di prospettiva. E questo ha portato ad un’aspra contestazione nei suoi confronti e tanti malumori, contando anche il rinforzo delle altre big, in particolare di Cristiano Ronaldo alla Juve. Forse così sarà davvero difficile ripetersi, sognare di nuovo lo scudetto. Ma resta una squadra di tutto rispetto, che deve però ancora assestarsi. Ancelotti chiede tempo, lo stesso fa la dirigenza azzurra. Che sia il momento migliore per la Lazio per cercare di spezzare il sortilegio partenopeo? Se Sparta piange però, Atene non ride. Visto che anche Inzaghi e i suoi stanno trovando alcune difficoltà in questo periodo pre-campionato, con una preparazione anni luce distante da quella folgorante che l’anno scorso culminò con la vittoria in Supercoppa.

I PRECEDENTI

Parliamo di tabù, infatti, perché gli ultimi cinque scontri diretti a Roma sono stati tutti vinti dal Napoli. In ordine dalla stagione 2013/14: 2-4, 0-1, 0-2, 0-3, 1-4. Partite sfortunate, episodi dubbi, formazioni falcidiate dagli infortuni, hanno portato a questo score negativo. Basta pensare all’ultimo precedente dell’anno scorso quando, con la Lazio in vantaggio nel primo tempo per 1-0 (risultato stretto), si infortunarono ben tre difensori, oltre ad un quarto calciatore che nel corso della ripresa costrinse i biancocelesti a giocare in 10. Il crollo verticale e i quattro gol subiti furono solo una conseguenza. Le uniche gioie in qusti anni sono arrivate al San Paolo (ma neppure tante). L’ultimo punto raccolto risale al 2012-13, quando al vantaggio laziale di Floccari rispose nel finale Campagnaro con tanto di traversa capitolina, sempre di Floccari, in pieno recupero. All’anno prima risale l’ultima vittoria biancoceleste in casa contro il Napoli: 3-1 con la magnifica rovesciata di Mauri, una partita nel ricordo di Giorgio Chinaglia, scomparso pochi giorni prima. Anche l’anno precedente fu gioia laziale con un 2-0 firmato Zarate-Floccari. In totale i precedenti in terra capitolina parlano di 27 vittorie biancocelesti, 18 affermazioni azzurre e 20 pareggi.

LA STELLA

Il Napoli ha un gioco di squadra e tante stelle nella propria rosa. Scegliere un solo calciatore tra Hamsik, Koulibaly, Callejon, Mertens, Insigne, Milik non è facile. Citiamo allora il vero top player di questo mercato azzurro e probabilmente dell’intera squadra, il valore aggiunto: Carlo Ancelotti. Probabilmente il miglior allenatore esistente, tre Champions League nella propria bacheca, di certo non è andato a Napoli per farsi una ricca pensione…

GLI EX

Non ci sono ex.

LA PROBABILE FORMAZIONE

Come dicevamo, probabilmente, il Napoli sarà in campo con 10/11 della squadra dell’anno scorso. Cambieranno però alcune posizioni in campo. L’unica variazione sarà in porta con Karnezis a difendere i pali azzurri, anche perchè non c’è altra scelta. Meret è infortunato e il neo-arrivato Ospina non è ancora disponibile. E il pre-campionato del portiere greco non è stato fenomenale, anzi, le sue prestazioni hanno convinto De Laurentiis ad acquistare un terzo portiere di valore. In difesa ecco i “titolarissimi” del passato dopo il KO di Ghoulam: Hysaj, Koulibaly, Albiol e Mario Rui. A centrocampo Allan, Hamsik in regia e uno tra Zielinski (favorito) e Fabian Ruiz. In attacco Callejon e Insigne ai fianchi di Milik. Mertens, inizialmente, sarà probabilmente in panchina. Anche se Ancelotti sta ancora decidendo.

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Antonio Sarnataro
Sono nato a Napoli il 19/06/1993, laureato in Scienze della Comunicazione. Ho una passione smisurata per il calcio (la Lazio), il wrestling e la musica (italiana, Nek). Sono Laziale dal 2001 semplicemente perché… la Lazio era nel mio destino!