Lazio vs Napoli – 11 gennaio 2020




Il Napoli si staglia all’orizzonte per la Lazio che arriva a questo match da 9 vittorie consecutive, record di sempre eguagliato. Napoli tabù assoluto per i biancocelesti e Inzaghi (vedi i precedenti), in un anno che ha infranto tutti gli altri. Per la decima e il nuovo record, per infrangere questi tabù, per continuare a sognare: è questo l’ultimo tabù per entrare nella Storia. Analizziamo l’avversario di turno.

NAPLES, ITALY - SEPTEMBER 25: Lorenzo Insigne of SSC Napoli during the Serie A match between SSC Napoli and Cagliari Calcio at Stadio San Paolo on September 25, 2019 in Naples, Italy. (Photo by Francesco Pecoraro/Getty Images)

NAPLES, ITALY – SEPTEMBER 25: Lorenzo Insigne of SSC Napoli during the Serie A match between SSC Napoli and Cagliari Calcio at Stadio San Paolo on September 25, 2019 in Naples, Italy. (Photo by Francesco Pecoraro/Getty Images)

L’ANALISI

Napoli e Lazio hanno una data in comune: 19 ottobre 2019. Quel sabato pomeriggio segnò la svolta della squadra capitolina, con la pazzesca rimonta contro l’Atalanta (da 0-3 a 3-3) e le nove vittorie consecutive più la Supercoppa nelle successive dieci sfide. Ma quel giorno rappresenta anche l’ultimo successo del Napoli in campionato (2-0 al Verona), prima dell’inizio di un periodo che definire nero è un eufemismo. Segue un ammutinamento dei giocatori ad andare in ritiro dopo le prime avvisaglie di crisi, un involuzione di gioco e risultati, zero vittorie, l’esonero di Ancelotti, l’arrivo di Gattuso che fin qui ha raccolto una vittoria e due sconfitte. L’unica gioia, negli ultimi tre mesi, è l’1-2 in trasferta contro il Sassuolo, dove tra l’altro i tre punti sono arrivati in maniera fortunata e sofferta all’ultimo minuto di recupero (in pieno stile Lazio). Il passaggio del turno in Champions League addolcisce la stagione, con un brusco ritorno alla realtà quando si scopre il nome dell’avversario agli ottavi: il Barcellona. L’attuale ottavo posto in classifica, a -11 dal quarto, rende l’idea della stagione disastrosa fin qui operata dagli azzurri. Palcoscenici che da queste parti non erano vissutti da oltre un decennio, passato stabilmente a lottare per lo scudetto o quanto almeno tra le prime quattro. Non andare in Champions sarebbe un vero e proprio disastro a cui a Castelvolturno non vogliono ancora pensarci. Alzi la mano chi ad agosto si aspettava questo scenario dopo un’estate passata a parlare di scudetto e lotta alla Juve. Anche l’organico partenopeo lasciava presagire una lotta per le prime due-tre posizioni. Cosa ha portato alla rottura? La saturazione del gruppo, la voglia dei senatori magari di emigrare via, rottura dello spogliatoio soprattutto con la società, e qualche scelta scellerata operata da Ancelotti. Mertens, Koulibaly, Callejon, Allan, Insigne ovvero tutti i senatori che hanno contribuito a fare la storia recente del Napoli, erano tra i principali ad essersi rivoltati la notte dell’ammutinamento e tra i primi ad essere pronti ad andare via. Vien da sè che i problemi del Napoli, più che tecnici, sono mentali, con una squadra in netta difficoltà psicologica durante i match e incapaci di reagire alle avversità. Squadra fragile mentalmente. Sul campo la situazione non varia, anche a causa dei troppi infortuni, con troppi svarioni dietro e un centrocampo a cui manca un regista. I problemi sono nel mezzo, spesso il Napoli ha dimostrato di non avere centrocampisti adeguati alle gare. Negli ultimi anni sono partiti Jorginho, Hamsik, Diawara e Rog senza essere in pratica sostituiti. I tre centrocampisti attuali Fabian, Allan e Zielinski hanno caratteristiche diverse. Ecco correre in soccorso del Napoli il mercato di gennaio: già sbarcato Demme dal Lipsia, è in arrivo anche Lobotka del Celta Vigo. Ma non faranno in tempo per la Lazio. Gattuso ha deciso di puntare sul 4-3-3 di sarriana memoria, ma ora c’è da rendere corta e aggressiva questa squadra, compatta e solida difensivamente, come la carriera di Ringho allenatore insegna. Senza riuscirci fino ad oggi, ma meglio toccare ferro. Al Napoli serve una scintilla per riaccendere il campionato e fare un filotto di risultati, sperando non cominci ancora contro la Lazio…

I PRECEDENTI

Parlavamo di Napoli tabù assoluto per la Lazio, quasi una maledizione. 6 sconfitte consecutive nei confronti in casa (nemmeno con la Juve si sono raggiunti questi risultati), unica squadra mai battuta da Inzaghi da quando è sulla panchina biancoceleste nè in casa nè in trasferta (tutte le altre sono state sconfitte sia in casa che fuori, ad eccezione del Bologna all’Olimpico), 5 sconfitte di fila tra Roma e Napoli nei confronti diretti. Bastano questi numeri per parlare di bestia nerissima? Forse occorre aggiungerci che Gattuso, quando incontra la Lazio, sa sempre come imbrigliare i biancocelesti: solo una sconfitta (tra l’altro in Coppa Italia, lo 0-1 firmato Correa nella semifinale di Milano lo scorso aprile) in 7 precedenti. Non solo forza del Napoli di questi anni, ma anche una vera e propria sfortuna, una macumba in salsa partenopea con i capitolini spesso costretti a giocare rimaneggiati questa sfida. I risultati delle 6 sconfitte consecutive: 2-4, 0-1, 0-2, 0-3, 1-4, 1-2. L’ultimo punto fu raccolto nel febbraio 2013 (1-1). Le gioie più recenti sono del novembre 2010 (2-0) e aprile 2012 (3-1) con la rete in rovesciata di Mauri. Quello che è stato eletto il gol più bello del decennio appena finito. Senza paura, i tabù sono fatti per essere battuti come Inzaghi ha insegnato. Davanti c’è l’ultimo tabù per la Storia, sebbene pure un pareggio è utile sia per spezzare la serie negativa sia per una questione di classifica. Ma la sensazione è che bisognerà lottare prima contro la cabala, poi contro gli infortuni (Correa, Lulic, Cataldi non al meglio) e infine contro la voglia di rivalsa e forza del Napoli. In totale si contano 26 vittorie biancocelesti, 19 pareggi e 18 sconfitte.

LA STELLA

Il Napoli è ricco di stelle, almeno sulla carta. Da Meret (vero e proprio predestinato) a Milik, passando per l’ex Roma Manolas, il candidato pallone d’Oro Koulibaly (infortunato), l’esplosione di Di Lorenzo (tra le uniche note positive stagionali), Fabian Ruiz e l’evergreen Callejon. Tutti calciatori di primo piano a cui quest’anno è stato contestato molto. Il principale, e forse anche calciatore di maggior talento, è Lorenzo Insigne. Capitano e napoletano, troppo spesso è stato il capro espiatorio dello scontento popolo azzurro, ma una cosa è certa: se in giornata è capace di numeri importanti e in passato ha già fatto male più volte alla Lazio.

GLI EX

Non ci sono ex. Immobile giocherà contro la squadra della sua città, dove però non ha mai militato, nemmeno a livello giovanile.

LA PROBABILE FORMAZIONE

Gattuso deve convivere con alcuni problemi, soprattutto in difesa. Out Maksimovic, Malcuit, Koulibaly e Mertens. Anche Meret non è al meglio ed è in preallarme Ospina. Restano due centrali di ruolo: l’ex Roma Manolas e Luperto. Non è escluso però l’accentramento di Di Lorenzo con Hysaj sulla fascia, come già avvenuto contro l’Inter. Dunque il ballottaggio è Luperto-Hysaj. Dall’altra parte Mario Rui. A centrocampo scelte obbligate con Fabian Ruiz, Allan e Zielinski, in panchina c’è solo Elmas. Sulle fasce ci sono Callejon e Insigne con Milik prima punta. Dalla panchina pronti a subentrare Lozano e Llorente.
(4-3-3): Meret; Di Lorenzo, Luperto, Manolas, Mario Rui; Fabian Ruiz, Allan, Zielinski; Callejon, Milik, Insigne.
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Antonio Sarnataro
Sono nato a Napoli il 19/06/1993, laureato in Scienze della Comunicazione. Ho una passione smisurata per il calcio (la Lazio), il wrestling e la musica (italiana, Nek). Sono Laziale dal 2001 semplicemente perché… la Lazio era nel mio destino!