Lazio vs Juventus – 7 dicembre 2019




La Lazio, forte di sei vittorie consecutive, riceve la visita dei pluri-campioni d’Italia della Juventus, in una gara che ha i canoni del big-match. Terza contro seconda, e una sfida che non sembra così impari come negli anni scorsi. Analizziamo l’avversario di turno.

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L’ANALISI

La Juventus è passata da Allegri a Sarri, cambiando pelle e modo di giocare a calcio…almeno in teoria. Perché sul campo non solo non si sono visti progressi (tranne quelli di passare dal vincere le partite 1-0 a 2-1) ma il gioco fatica a farsi vedere. Sarà che per cambiare occorre tempo, sarà che la vera Juve di Sarri la vedremo in primavera, ma al momento bisogna dare ragione a chi diceva che l’ex tecnico del Napoli non è tecnico “da Juve”. Che nonostante tutto è imbattuta ed è lì sopra, a testimoniare della forza dell’organico bianconero. Ma di sicuro la squadra non brilla per bel gioco (il vero motivo dell’ingaggio di Sarri), e anzi, non essendo più solida come prima dietro, si ha l’impressione che prima o poi, a furia di andare in svantaggio e subire reti, qualche partita non vinta ci sarà. Come già capitato domenica scorsa in casa contro il Sassuolo (2-2), con perdita anche del primo posto a favore dell’Inter. A questo quadro, aggiungiamo il non perfetto rapporto tra Sarri e Cristiano Ronaldo, o forse semplicemente il momento negativo di quest’ultimo. Nell’ultima settimana ha dovuto incassare anche la vittoria dell’eterno rivale Messi del pallone d’Oro e l’allungo nella personale sfida tra i due (6 a 5). Anche la Juventus dimostra di essere umana, dunque. I 6 punti di vantaggio sulla Lazio non sono pochi ma nemmeno troppi considerando il passato recente juventino. Lo scudetto verrà vinto lo stesso magari, per manifesta superiorità, ma al momento questa Juve non fa paura. Un motivo di fiducia in più per la Lazio, non solo in vista di questa gara, ma anche del remake in Supercoppa Italia tra quindici giorni. Non è una Juve imbattibile, anche se il campo per ora la vede imbattuta. Ma non c’è più quella sensazione di impenetrabilità. “No, non avere paura” canta il lazialissimo Tommaso Paradiso, ed è proprio questo il leit-motiv che deve accompagnare Inzaghi e i suoi. Forse mai come questa volta si può provare a fare qualcosa, a fronte del tabù assoluto (vedi precedenti). La pressione dell’Inter, inoltre, si fa sentire, e conoscere già il risultato dei nerazzurri, impegnati contro la Roma, non va a vantaggio di CR7 e compagni. Si può sognare, dunque, ma è ben tenere i piedi per terra. Punto primo perchè è sempre la Juventus. Punto secondo, perché dopo il pareggio contro il Sassuolo di domenica scorsa, adesso sarà imperativo vincere. Chi pensa che la Juve possa staccare per due partite consecutive?! Punto terzo, l’organico parla da solo. La Juve in pratica ha due squadre adatte a lottare per i vertici della serie A. Una stellare, l’altra ottima per vincere in Italia. La Champions è l’obiettivo principale, ma il nono scudetto consecutivo non verrà messo in secondo piano. Il gioco di Sarri si dispiega con il 4-3-1-2 e il rombo di centrocampo. Uno tra Dybala e Higuain, a rotazione, è panchinaro. Chiellini, Khedira e Ramsey sono infortunati, ma a loro posto ecco mister 90 milioni De Ligt, Bentancur e Bernardeschi. Giusto per dire la cifra tecnica di cui dispongono i bianconeri.

I PRECEDENTI

Dicevamo di un tabù assoluto in terra capitolina. Infatti è dal dicembre 2003 che la Lazio non batte in casa la Juventus. Dopo di allora 3 pareggi e ben 11 sconfitte, di cui le ultime 5 consecutive. Urge cambiare registro, anche un pareggio può essere ben accettato ma il sogno sarebbe tornare al successo. Quest’anno la Lazio ha già dimostrato di saper infrangere i tabù assoluti (vedi quello di Milano), Inzaghi deve riprovarci. Il computo totale, comunque, recita 25 vittorie casalinghe, 18 pareggi e 34 blitz ospiti. L’anno scorso, una gara sfortunatissima, 1-2 bianconero con il gol vittoria su rigore di Cristiano Ronaldo a due passi dal 90′, dopo il pareggio di Cancelo e una gara in pratica dominata dalla Lazio, passata in vantaggio con un’autorete e incapace di chiudere il match con un paio di occasioni clamorose. L’ultimo pareggio, 1-1 nel 2013-14, con le reti di Candreva e Llorente. Mentre la vittoria, dicevamo, 2-0 nel dicembre 2003.

LA STELLA

Cristiano Ronaldo è sicuramente la stella juventina, capace di essere decisivo anche quando gioca al 50%. Ma se CR7 è il marziano, gli altri non sono da meno: Szczesny, Bonucci, Alex Sandro, Pjanic, Higuain, Dybala. Continuiamo o bastano?

GLI EX

Non ci sono ex nelle fila bianconere. L’unico della sfida sarà Ciro Immobile, ha esordito in serie A proprio con la Juventus, dando il cambio al suo idolo Del Piero.

LA PROBABILE FORMAZIONE

Sarri deve ovviare agli infortuni di Khedira, Chiellini, Douglas Costa e Ramsey. La difesa è fatta con il ritorno di Sczesny in porta e Buffon in panchina. Cuadrado, De Ligt, Bonucci e Alex Sandro dietro. Bentancur è in pole su Emre Can per sostituire Khedira, con lui Pjanic e Matuidi. Vertice basso del rombo sarà Bernardeschi, in avanti CR7 e uno tra Dybala e Higuain con la “Joya” favorito.
(4-3-1-2): Szczesny; Cuadrado, De Ligt, Bonucci, Alex Sandro; Bentancur, Pjanic, Matuidi; Bernardeschi; Cristiano Ronaldo, Dybala.

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Antonio Sarnataro
Sono nato a Napoli il 19/06/1993, laureato in Scienze della Comunicazione. Ho una passione smisurata per il calcio (la Lazio), il wrestling e la musica (italiana, Nek). Sono Laziale dal 2001 semplicemente perché… la Lazio era nel mio destino!