Lazio vs Inter – 29 ottobre 2018




Lunedì sera, dopo la grande serata di Europa League, la Lazio ospiterà l’Inter per una vera e propria rivincita dopo la sconfitta che costò la Champions League nello scorso campionato. Analizziamo l’avversario di turno.

icardi

L’ANALISI

La rivincita perfetta dopo la partita perfetta: questo chiede Inzaghi ai suoi ragazzi, dopo aver fatto una grandissima prova contro il Marsiglia. Brucia ancora il ricordo dell’ultima gara dell’anno scorso contro i nerazzurri di Spalletti, con l’errore di De Vrij (che ora è con l’Inter) che causò il rigore trasformato da Icardi e in successione l’espulsione di Lulic e il gol-Champions di Vecino in poco più di 5′, che ribaltarono gara e gerarchie, mandando gli interisti in Champions. E’ ancora vivissimo il ricordo di quella nefasta sera, con i nerazzurri che scipparono la qualificazione alla massima competizione europea ai biancocelesti, immeritatamente. La Lazio oltre ai tanti torti arbitrali subiti dal Var (si contano circa 8 punti sottratti ai capitolini) ci mise del suo nel finale di campionato, quando a Crotone (con una squadra poi retrocessa) arrivò solo un pareggio (2-2). In caso di vittoria la Lazio era matematicamente in Champions. Una rivincita da prendersi non solo sportiva nei confronti della squadra ma anche di alcuni singoli, come Spalletti, ex romanista, che dopo la vittoria dello scorso maggio disse alla stampa un poco edificante e signorile “Se la so pigliati ‘ner c**o”. O come la società meneghina che molto scorrettamente prima prese De Vrij a parametro zero (inducendo quest’ultimo a non rinnovare) e poi fece trapelare la notizia dell’ingaggio poche settimane prima della fine del campionato e dello scontro diretto, in piena lotta-Champions. O come lo stesso De Vrij. Al di là dell’errore che costò il rigore e le sue successive lacrime (si può credere alla sua buona fede), il comportamento dell’olandese è stato scorrettissimo, non rinnovando con la squadra che l’ha valorizzato. Poteva farlo e poi andare via, facendo incassare alla Lazio. Per lui lunedì si prevedono forti fischi. Una rivincita in toto, quindi, ma l’impresa non sarà per nulla facile. La squadra nerazzurra, terza in classifica, con un punto di vantaggio sui biancocelesti è dietro a Juventus e Napoli sicuramente tra le migliori nel calcio italiano. Una rosa di primissimo piano, che dopo un inizio così così (sconfitta a Sassuolo, pareggio e sconfitta casalinghi contro Torino e Parma) ha iniziato a inanellare una serie di vittorie consecutive, arrivate a 5 in campionato, 7 in totali contando anche la Champions League, dove però è arrivata una sconfitta, mercoledì scorso contro il Barcellona. Il 4-2-3-1 è il modulo che Spaletti predilige, e la qualità delle sue stelle è molto alta.

I PRECEDENTI

I precedenti in casa biancoceleste parlano di 27 vittorie casalinghe, 28 pareggi e 21 sconfitte. Gli ultimi anni sono stati spesso favorevoli agli ospiti con 3 vittorie nelle ultime 4 sfide, ribaltando la serie di 5 successi in 6 anni per i laziali. Una sfida che però, in tutti gli ultimi 4 scontri, cadeva a maggio, sempre a fine campionato. Quest’anno è già un evento che la sfida sia solo alla 10a giornata! L’ultima vittoria biancoceleste è datata maggio 2016, successo firmato Klose, ai suoi passi d’addio con la Lazio: 2-0 il finale. Negli anni precedenti si ricordano due successi per 1-0 tra il 2012 e il 2014. Il pareggio manca addirittura dal 2008, 1-1 in quel caso. Mentre l’ultima sconfitta, è purtroppo quella nefasta di maggio scorso, finita 2-3.

LA STELLA

L’Inter è ricca di stelle, basta scorrere la rosa: Handanovic, Skriniar, De Vrij, Vrsaljko, Perisic, Nainggolan. Presi singolarmente, i calciatori nerazzurri sono superiori a qualsiasi altra squadra italiana eccetto la Juventus. Il giocatore più rappresentativo è il capitano Mauro Icardi. Il bomber argentino non ha bisogno di presentazioni: una minaccia costante per le difese avversarie e la Lazio è purtroppo una delle sue vittime preferite. Ci sarà da faticare per tenerlo a bada, sperando che incappi in una delle sue giornate storte.

GLI EX

Sfida ricca di ex. Iniziamo in porta: Samir Handanovic, ad inizio carriera, giocò per sei mesi nella Lazio. Tommaso Berni, terzo portiere nerazzurro, ha rivestito per anni lo stesso ruolo anche in biancoceleste, alle spalle di Marchetti e Bizzarri. Passando alla difesa, c’è naturalmente il tanto citato Stefan De Vrij. Arrivato alla Lazio dopo esser stato eletto il miglior difensore del mondiale brasiliano nel 2014, è stato protagonista per quattro stragioni (anche se una passata in pratica interamente ai box per un infortunio) diventando un pilastro della retroguardia capitolina, crescendo anche lui tantissimo. Per quello che ha dato sul campo (tranne per l’ultimissimo capitolo…) sarà sempre ricordato come uno dei più grandi difensori passati a Roma, ma dal punto di vista umano ha sbagliato molto, nel non rinnovare il contratto facendo guadagnare alla sua ex squadra con la cessione, la stessa squadra che l’ha valorizzato e reso difensore di spessore internazionale. Capitolo diverso per i due esterni Keita e Candreva. Insieme a De Vrij formavano i 3/11 della formazione di Pioli. Proprio quest’ultimo (ironia della sorte passato anch’egli in nerazzurro) fu una delle principali cause di addio alla maglia laziale di Candreva che amava questi colori, dopo un inizio complicato, era diventato un punto di riferimento in campo e per la tifoseria. Meritava quella fascia da Capitano che invece finì sul braccio di Biglia (un altro che appena ha potuto è emigrato a Milano…sponda rossonera), scelta molto discutibile di un sempre opinabile Pioli. Il risultato di questa nefasta vicenda fu lo spogliatoio spaccato, Candreva col piede di guerra in partenza, una Lazio perdente sul campo e il buon Antonio che salutò tutti, ma mantenendo un buon rapporto con la tifoseria e l’ambiente laziale che hanno compreso il suo addio, dopo 4 anni e mezzo a Roma. A Milano però non saà mai più lo stesso, quel calciatore che vinceva da solo le partite e capace di realizzare 12 gol e altrettanti assist ogni stagione. Tra l’addio di Candreva e quello di De Vrij, si colloca quello di Keità, cresciuto da quando aveva 16 anni alla Lazio ed esploso letteralmente. Anche per lui i tifosi impazzivano e anche lui, come De Vrij, non si fece troppi problemi ad abbandonare la Lazio, nell’estate 2017 dopo aver debuttato in prima squadra nel 2013. Quest’anno è tornato in Italia dopo la parentesi al Monaco. C’è da dire che però almeno lui andò via ad un’ottima cifra, facendo incassare molto alle casse laziali, e non in scadenza come De Vrij. Occhio agli ex, dunque, con una nota a margine: chi passa dalla Lazio ad una squadra milanese non ha mai riscontri positivi.

LA PROBABILE FORMAZIONE

Formazione in alto mare per Spalletti, che ha diversi dubbi e ballottaggi da sciogliere, anche grazie ad una rosa molto ricca. Il modulo, comunque, è il 4-2-3-1. Davanti ad Handanovic ci saranno Skriniar e De Vrij centrali (qualche chance per Miranda) con sulle fasce Vrsaljko (insidiato da D’Ambrosio) e Asamoah (insidiato da Dalbert). A centrocampo non al meglio Brozovic e Vecino, si candida ad una maglia da titolare Gagliardini. Insieme a lui uno dei due citati prima, anche se non è da escludere l’ipotesi Borja Valero. L’ex Fiorentina potrebbe però giocare anche trequartista, al posto dell’infortunato Nainggolan. Ruolo per il quale scalda i motori Lautaro Martinez. Ai suoi fianchi Politano e Perisic, insidiato dall’ex Keità. Davanti ecco Icardi.
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Antonio Sarnataro
Sono nato a Napoli il 19/06/1993, laureato in Scienze della Comunicazione. Ho una passione smisurata per il calcio (la Lazio), il wrestling e la musica (italiana, Nek). Sono Laziale dal 2001 semplicemente perché… la Lazio era nel mio destino!