Lazio vs Inter – 21 maggio 2017




La stagione giunge al termine e la Lazio, con la qualificazione ai gironi di Europa League certa e ad un passo dal quarto posto matematico, affronta nell’ultimo impegno all’Olimpico l’Inter. Andiamo ad analizzare l’avversario di turno!

candreva

L’ANALISI

L’Inter probabilmente è la sorpresa in negativo di questa stagione. In estate tutti la davano come una delle tre pretendenti alle spalle della Juventus per giocarsi i posti Champions, insieme a Napoli e Roma. I nomi in rosa e la campagna acquisti faraonica spingevano in questa direzione ma sin dall’inizio in campo si è capito che non sarebbe stato proprio così. Anzi, con de Boer arrivano più sconfitte che vittorie, più delusioni che gioie (tra cui la vittoria in rimonta sulla Juventus). Ecco arrivare così il benservito all’olandese e sulla panchina nerazzurra si siede una vecchia conoscenza laziale: Stefano Pioli. L’intento è quello di risalire in classifica e portare l’Inter in Champions League e i primi mesi sono a dir poco esaltanti. Tolti il pari nel derby all’esordio e il KO di Napoli per 3-0, arrivano ben 7 vittorie consecutive tra cui quella contro la Lazio nella gara di andata. Una squadra che procede spedita verso la Champions League, tanto da far sembrare un’impresa la vittoria della Lazio nei quarti di Coppa Italia a San Siro per 2-1, avvenuta in questo periodo. I giocatori ritrovano fiducia, moduli e vittorie grazie anche all’ex tecnico della Lazio. L’unico rammarico è che le avversarie corrono troppo, rendendo quasi vana questa striscia-record. Lo stop allo “Juventus Stadium” non fa scattare l’allarme, cosa che invece fa la sconfitta casalinga nello scontro diretto contro la Roma. A questo punto per andare in Champions bisognerebbe vincerle tutte e potrebbe non bastare, e anche se l’inizio è più che soddisfacente (vittorie per 1-5 a Cagliari e 7-1 casalingo contro l’Atalanta dei record), dalla bellissima partita di Torino contro i granata (terminata 2-2) si spegne qualcosa, come se la squadra sfumata la Champions, si fosse arresa. Da allora inizia una serie negativa, tutt’oggi ancora in corso, fatta di 2 pareggi e ben 6 sconfitte. Allucinanti in tal senso le sconfitte di Crotone (2-1), Firenze (5-4) o in casa contro la Sampdoria (1-2) o anche il pareggio nel derby (2-2) avvenuto in rimonta rossonera al 97′. Confusione tattica e di gioco senza precedenti, fino all’esonero di Pioli, avvicendato dal tecnico della Primavera Vecchi la scorsa giornata che però non ha portato risultati (sconfitta 1-2 casalinga contro il già salvo Sassuolo). Una squadra che non ha un gioco, troppo individualista e dove ognuno bada al proprio orticello: non ci sono altri modi per spiegare una debacle simile visti i presupposti. L’Europa ormai è sfumata anche se non ancora matematicamente (ottavo posto a -3 dalla Fiorentina e a -4 dal Milan a due turni dal termine) ma la squadra vorrà chiudere nella maniera più dignitosa possibile quest’altra stagione fallimentare, anche se dovrà fare a meno del Capitano e bomber Mauro Icardi infortunatosi in settimana.

I PRECEDENTI

I precedenti in terra romana tra Lazio e Inter vedono i capitolini in vantaggio con 27 vittorie a 19, con 28 pareggi. Negli ultimi anni la sfida ha spesso sorriso ai colori biancocelesti con Klose sempre protagonista come la vittoria per 2-0 ell’anno scorso o il doppio 1-0 del 6 gennaio 2014 e del dicembre 2012. Due vittorie, arrivate dopo splendide partite e solo nel finale, tra le più belle di quelle annate. Così come il 3-1 del dicembre 2010, quando la Lazio tornò a vincere contro l’Inter dopo anni. La più celebre, invece, rimane il 4-2 del 5 maggio 2002, che consegnò lo scudetto alla Juventus togliendolo all’Inter di Ronaldo. Il pareggio manca dal 2008, finì 1-1. Due anni fa, invece, l’ultima vittoria interista per 2-1 in rimonta grazie ad una doppietta di Hernanes: gara che però fu ampiamente condizionata dalla direzione inadeguata e a senso unico di Massa tra rigori ed espulsioni (ben due). Sconfitta che costò molto in ottica secondo posto finale.

LA STELLA E GLI EX

La stella dell’Inter è ovviamente Mauro Icardi, ma in sua assenza segnaliamo uno che è anche un ex o forse l’ex per eccellenza di questa gara: Antonio Candreva. Le sue qualità le abbiamo conosciute e ammirate per quattro anni e mezzo (da gennaio 2012 a maggio 2016). Quest’anno a Milano ha trovato qualche difficoltà di troppo, e soli 6 gol realizzati anche per posizioni in cui ha giocato non troppo adatte a lui ma si tratta sempre di un grande calciatore che a Roma sarebbe potuto diventare capitano e trascinatore ma che qualcuno (che poi guarda caso si è ritrovato anche a Milano…) purtroppo non ha voluto, ma il popolo biancoceleste deve essergli grato per quanto fatto in biancoceleste. Domenica sera saranno applausi o fischi? Si spera i primi, ma l’ultima parola sarà data solo domenica. Altri ex sono i portieri Handanovic (sì, anche lui vestì il biancoceleste, ma solo per 6 mesi ad inizio carriera anche se nessuno se lo ricorda, troppo acerbo e nel ruolo di terzo portiere), Carrizo (sbarcato a Roma come predestinato nel 2008, finì per fare da secondo a Muslera prima e Marchetti poi, anche se di tanto in tanto si ricorda qualche sua prodezza come nei rigori contro il Siena nella Coppa Italia 2012-13, quella poi vinta in finale contro la Roma) e Berni (lui sì che per tanti anni ha fatto il terzo portiere e a volte il secondo).

L’ANDATA

All’andata la Lazio uscì sconfitta per 3-0 dalla Milano nerazzurra, una delle sconfitte più nette di quest’annata nel miglior momento nerazzurro, ma non meritata in maniera così ampia. Anzi il primo tempo più che equilibrato, fu a senso unico ma a favore della Lazio! Tante le occasioni biancocelesti, soprattutto in contropiede con lo slalom di Felipe Anderson che non riesce solo al momento del tiro. Uno 0-0 all’intervallo che stava strettissimo ai biancocelesti e che invece, nella ripresa capitolano subito. Prima Banega, poi una doppietta di Icardi sbrigano la pratica in circa 10′, con tanto di palo del Capitano interista preso poco dopo. Almeno il 4-0 non arriva, ma basta la sconfitta per 3-0 per rendere amaro il Natale biancoceleste.

LA PROBABILE FORMAZIONE

Stefano Vecchi schiererà il 4-2-3-1 con D’Ambrosio, Murillo (non al meglio, è pronto Andreolli nel caso), Medel e Nagatomo davanti ad Handanovic. In mediana Gagliardini e complice la squalifica di Kondogbia ci sarà uno tra Brozovic e Banega. Poi Candreva, Joao Mario e Perisic dietro ad Eder che farà il vice-Icardi e sarà preferito probabilmente a Palacio e Gabigol.

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Antonio Sarnataro
Sono nato a Napoli il 19/06/1993, laureato in Scienze della Comunicazione. Ho una passione smisurata per il calcio (la Lazio), il wrestling e la musica (italiana, Nek). Sono Laziale dal 2001 semplicemente perché… la Lazio era nel mio destino!