Lazio vs Inter – 01 maggio 2016




Nella terzultima partita di campionato la compagine biancoceleste incontra l’Inter di Mancini, un ex compagno di squadra di Inzaghi, quella squadra che, a pensarci, mette una certa malinconia; da compagni sul campo, si ritroveranno, dopo anni ed anni, ad avversari in panchina…chissà chi avrà la meglio!

I protagonisti di questa settimana sono Carlo Feola, casertano tifoso dell’Inter, e Niko La Porta, napoletano con il cuore biancoceleste.

Carlo, ventitreenne della provincia di Caserta, laureato in Economia Aziendale, sta completando gli studi con la specialistica in Finanza. E’ iscritto all’Interclub Caserta Marco Materazzi, un club che riunisce molti tifosi nerazzurri della zona. Ama molto il calcio e non rifiuta mai una partita con gli amici, si tiene in forma anche andando in palestra così ha modo di rilassarsi e scaricare lo stress. Adora la musica e stare in compagnia degli amici infatti, non a caso, è una persona dinamica, estroversa e che ama divertirsi.

Sponda biancoceleste, Niko è un massaggiatore che ama il calcio, oltre alla Lazio e, nel tempo libero, non può che organizzare qualche partita con gli amici.

 

INTER – CARLO FEOLA

  1. Campano ma interista, come è nata questa passione?
    E’ stata una passione nata per caso, dato che in famiglia sono tutti tifosi del Napoli: ai tempi avevo circa 8-9 anni, giocavo nella scuola calcio della mia città ed ero l’unico giocatore mancino della squadra; così visto che tra i miei compagni c’era chi si paragonava a Del Piero, chi a Totti, chi a Ronaldo, io mi paragonavo ad Alvaro Recoba, dato che era l’unico giocatore mancino che conoscevo e in quegli anni giocava nell’Inter…quindi devo dire che è stato grazie a Recoba che mi sono innamorato di questa grande squadra (e non vinceva nemmeno tanto in quegli anni), e da lì in poi, iniziando a seguire quelle partite “pazze”, mi sono appassionato sempre di più.
  2. Sente più la rivalità con i tifosi partenopei o con quelli milanisti con i quali si gioca il “derby della Madonnina”? Quali dei due match le suscita un miscuglio di sensazioni più accentuato? carlo_inter
    Beh, sono sentite entrambe chi per un motivo chi per un altro. Fino a 5-6 anni fa avrei detto senza ombra di dubbio la rivalità con i milanisti sia perché il derby è il derby, sia perché erano partite bellissime in cui si decideva il campionato. Oggi visto l’andamento delle due squadre suscita meno emozioni, ma resta comunque la prima partita che vado a cercare quando stilano il calendario a inizio campionato, per organizzare la trasferta al San Siro con i ragazzi dell’Interclub. Per quanto riguarda il Napoli, invece, è una rivalità che sento soprattutto per i miei familiari, perché c’è sempre lo sfottò per chi perde a fine partita. Proprio per questo tra le due partite non so scegliere quale da’ più emozioni, ma sono entrambe partite che voglio vincere.
  3. “5 maggio 2002” cosa le ricorda questa data?
    5 Maggio 2010 : Roma Inter 0-1 Milito
    5 Maggio 2002 non ricordo…
  4. Il 2010 è stato l’anno del “Triplete”, come ha vissuto quella stagione?
    Fu un anno fantastico…perfetto, anche perché fu il mio primo anno da iscritto nell’Interlcub e vedere le partite in compagnia rendeva tutto ancora più bello. Ricordo Siena – Inter 0-1, la vittoria in Champion’s League all’ultimo minuto con la Dinamo Kiev, la vittoria per 3-1 col Barcellona, il ritorno al Camp Nou come se fosse ieri e, in particolare, se ripenso alla finale di Madrid mi vengono ancora i brividi per il secondo goal di Milito…tutto magnifico. Spero che quei momenti ritornino presto, mi mancano un po’.
  5. Ad inizio campionato tutti si aspettavano una gran bella stagione da parte della squadra nerazzurra, ed invece è stata molto altalenante: cosa pensa sia stato sbagliato? Sono state riposte troppe aspettative affrettate in essa?
    Io vado un po’ in controtendenza. Rispetto a molti tifosi interisti che vorrebbero altri allenatori, io credo nel Mancio e nel progetto che sta portando avanti; indubbiamente anche io penso che ha commesso degli errori, però ho molta fiducia nel Mister. A inizio campionato non avevo grandissime aspettative visto il livello di Juventus e Roma, anche se ammetto che fino alla partita di andata con la Lazio (ed ero anche allo stadio) ho creduto in qualcosa di importante, però è andata così e dobbiamo farcene una ragione, ma sono convinto che dobbiamo continuare in questo progetto perché è la strada giusta. Non so cosa sia andato storto dopo quella partita, però qualcosa psicologicamente ha influito sui giocatori, infatti rispetto a molti tifosi che danno la colpa anche alla tournée invernale a Dubai, io credo che sia stato più un problema psicologico che fisico dei giocatori. Abbiamo giocatori importanti e siamo migliorati molto rispetto allo scorso anno. Sono sicuro che con due/tre acquisti importanti l’anno prossimo potremmo ritornare protagonisti.

 

LAZIONIKO LA PORTA

  1. Napoletano ma tifoso della Lazio, come mai questa scelta?
    Napoletano ma tifoso della Lazio non per scelta, perché al cuor non si comanda… La Lazio mi fa piangere di gioia e di dolore. Mio padre tifosissimo del Napoli non ha mai fatto pressione su questa mia scelta.
  2. Sente più la rivalità con i tifosi partenopei o con quelli romanisti con i quali si gioca il “derby della Capitale”? Quale dei due match le suscita un miscuglio di sensazioni più accentuato? Niko_lazio
    La rivalità più sentita sicuramente è quella con la Roma. Nessuna rivalità è più sentita…è sempre una partita a parte aldilà della posizione in classifica. Ma non le nascondo che anche le partite contro il Napoli hanno un fascino particolare perché la maggior parte dei miei amici e conoscenti sono tifosi partenopei.
  3. Molti giocatori della Lazio sono passati a vestire la maglia nerazzurra come Stankovic, Mihajlovic, Crespo, Cesar, Vieri, Favalli, Zarate, Rocchi fino ad Hernanes: quale cessione ha recato più dispiacere e perché?
    Tra questi elencati per motivi personali le dico Crespo ed Hernanes: Crespo perché è stato il mio attaccante preferito sin dai tempi di Parma; Hernanes perché credevo poteva essere un leader di questa Lazio ma la sua cessione comunque ha portato un entrata economia che ha permesso l’acquisto di ottimi giocatori.
  4. Lei pensa che il cambio sulla panchina sia stato un bene per la Lazio? In queste poche partite con il mister Inzaghi, ha notato qualche cambiamento rispetto alla gestione precedente?
    Penso che il cambio andava fatto prima perché quest’anno Pioli non ha saputo mantenere unito lo spogliato; ad Inzaghi bisogna dargli tempo per organizzare la squadra per vedere le sue idee, ma per ora si vede un gruppo già più tranquillo.
  5. Il campionato volge al termine e non nel migliore dei modi, cosa si aspetta dalla prossima stagione?
    Dalla prossima stagione mi aspetto ancora Inzaghi sulla panchina e qualche innesto in fase difensiva e mi aspetto che la società non venda i ‘big’, in primis Biglia. Mi dispiace che Klose ci lascerà, prima di essere un campione è un grande uomo!

 

Grazie a Carlo e Niko per la loro disponibilità.

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Giovanna Campagna
Sono nata il 09/04/1986 a San Gennaro V.no. Amo la Lazio grazie a Nesta; penso sia nata con l’aquila sul petto e, come dice Di Canio, “essere laziali finisce con il diventare uno stile di vita, un modo di sopportare e superare ogni tipo di difficoltà”.