Lazio vs Genoa – 5 febbraio 2018


Dopo la parentesi della Coppa Italia lunedì torna il campionato con Lazio-Genoa, e l’imperativo sarà rialzarsi dopo la sconfitta di Milano. Non sarà un’impresa facile: analizziamo l’avversario di turno!

Perin

L’ANALISI

All’Olimpico arriverà il Genoa di Ballardini, un ex tra l’altro. La squadra rossoblu viene da due sconfitte di misura nel dopo-sosta, con la prima onorevole e immeritata in casa della Juventus, mentre la seconda casalinga contro l’Udinese. Queste due sconfitte interrompono una serie sì che durava da tante giornate, da quando cioè la squadra era passata da Juric a Ballardini, con un cambio di passo netto. La risalita dalla piena zona-retrocessione ad una zona di margine e tranquillità era avvenuta con il nuovo allenatore, frutto dei tanti buoni risultati, soprattutto in trasferta. Il rendimento di marcia tra casa e trasferta è ben diverso, ma a favore dei match fuori. Se in casa sono arrivati tante, troppe delusioni, con tanti gol subiti e la prima vittoria solo a fine novembre in pieno recupero contro il Benevento, in trasferta il rendimento è di tutto rispetto con 3 vittorie, 4 pareggi e 4 sconfitte con 5 gol fatti e solo 6 subiti. Già, ci sarà da tenere d’occhio questo dato, non da poco. Forse la squadra rossoblu farà difficoltà a segnare, ma non subisce nemmeno poi così tanto, soprattutto in trasferta sebbene la difesa schierata a 3 lasci indicare il contrario. Gara difficile, ostica, contando anche le assenze di Lulic e Milinkovic-Savic. Il gioco dei liguri non è cambiato tanto, si basa sempre sul 3-5-2 con una forte spinta sulle fasce. Laxalt e l’ex romanista Rosi sulle ali mettono in difficoltà la retroguardia avversaria e anche la velocità di Taarabt non è facile da marcare così come gli inserimenti costanti degli altri centrocampisti, Rigoni su tutti.

I PRECEDENTI

E’ bene guardare i precedenti tra “Aquile” e “Grifoni” a Roma, non tanto in numero di vittorie perché essi dicono 24 successi casalinghi, 16 pareggi e 10 vittorie ospiti. Ma, ben 4 di queste ultime, sono arrivate dal 2011 al 2015, quando il Genoa ha battuto per quattro stagioni di seguito la Lazio sia in casa che in trasferta, tabù assoluto con 8 sconfitte su 8. E proprio all’ultima sconfitta della serie, risale anche l’ultimo “Monday Night” tra Lazio e Genoa, giocato, coincidenza, nello stesso lunedì (e quindi periodo) di tre anni fa. Vinse il Genoa 0-1, con un rigore di Perotti, tra le polemiche biancocelesti con l’espulsione di Marchetti. Con questo Genoa che subisce poco fuori casa, di nuovo nel “Monday night”, qualche scongiuro è d’obbligo. Anche perché giocare di lunedì sera non fa poi così bene alla Lazio, l’ultima volta che è successo la Lazio ha perso 1-3 contro il Torino nella gara dello scandalo di Giacomelli. Comunque negli ultimi anni la gara se l’è aggiudicata la Lazio, per 3-0 nel 2015-16 con la vittoria scaccia-tabù, e 3-1 l’anno scorso. Il pareggio, invece, manca addirittura dal novembre 2008.

LA STELLA E GLI EX

Questo Genoa non ha un vero e proprio giocatore decisivo, che trascina la squadra ed è temuto da tutti. Forse è il collettivo l’arma più letale. Indicando un nome, sicuramente tra i più pericolosi c’è Andrea Bertolacci, centrocampista, ex Roma e cognato di Murgia, essendo sposato con sua sorella! Mentre il vero top player lo ha in porta: Mattia Perin, autore di veri e propri miracoli in molte partite. E’ anche merito suo se il Genoa subisce poco. Su di lui ci sono gli occhi di molte big e sarà difficile per i rossoblu trattenerlo la prossima estate. E’ una sfida ricca di ex. Ad iniziare dalla panchina: Davide Ballardini fu allenatore della Lazio nel 2009-10, il tempo per vincere una Supercoppa Italiana contro l’Inter di Mourinho che a fine anno avrebbe vinto il Triplete, per poi iniziare una lenta e inesorabile discesa fino alla piena zona retrocessione a febbraio, quando fu inevitabilmente esonerato. Mai amato dal popolo biancoceleste, si ricorda anche per la sua decisione di non far giocare i dissidenti Ledesma e Pandev. Quest’ultimo, scherzo del destino, l’ha ritrovato adesso a Genova, impiegandolo con continuità. Il macedone è stato nella Lazio dal 2004 fino, proprio, al gennaio 2010, quando Ballardini era alla Lazio. Fu protagonista nella coppia d’attacco insieme a Rocchi, che mandarono la Lazio in Champions League, per l’ultima volta, ormai dieci anni fa. Come spiegato sopra, non è finita benissimo con i biancocelesti, e ogni volta che gioca contro non manca occasione per segnargli ed esultare: chiaro intento di colpire il “nemico” Lotito, ma in realtà mancando di rispetto ai suoi ex tifosi! Un altro ex è Santiago Gentiletti, difensore, alla Lazio dal 2014 al 2016. Titolare insieme a De Vrij, fu fermo a lungo a causa di un infortunio, patito proprio contro il Genoa.

L’ANDATA

All’andata a “Marassi” finì 2-3 per la Lazio, che infranse un tabù lungo 8 anni. Il gol del vantaggio, firmato da Bastos, fu pareggiato dal giovane Pellegri ad inizio ripresa. Ma la partita fu bellissima, ricca di occasioni da una parte e dall’altra e nella ripresa fu spettacolo: la doppietta di Immobile, inframezzata dal pareggio ancora di Pellegri, chiuse l’incontro, favorito anche da uno svarione di Gentiletti proprio sul gol decisivo che spalancò la porta a Ciro.

LA PROBABILE FORMAZIONE

Solito 3-5-2: davanti a Perin, ecco Izzo, Rossettini e Zukanovic con Spolli squalificato. Sulle fasce certo del posto Laxalt mentre Rosi dovrebbe vincere il solito ballottaggio con Lazovic e Biraschi. Al centro Omeonga, Bertolacci e Rigoni con Miguel Veloso KO, anche se il neo-arrivato Bessa scalpita. In attacco Taarabt e Pandev partono davanti a Lapadula, che reclama spazio lì davanti. Infortunato anche Giuseppe Rossi.

Antonio Sarnataro
Sono nato a Napoli il 19/06/1993, laureato in Scienze della Comunicazione. Ho una passione smisurata per il calcio (la Lazio), il wrestling e la musica (italiana, Nek). Sono Laziale dal 2001 semplicemente perché… la Lazio era nel mio destino!