Lazio vs Genoa – 23 settembre 2018




Dopo la vittoria in Europa League, la Lazio si rituffa in campionato. Domenica all’Olimpico arriva il Genoa e l’imperativo sarà continiuare a fare bene, magari convincendo di più sul piano del gioco, contro un avversario ostico, per scalare la classifica dopo il difficile inizio. Analizziamo l’avversario di turno!

Piatek

L’ANALISI

Il Genoa di Ballardini è la classica squadra di medio-bassa classifica che riesce ad ottenere la salvezza senza problemi, ma non può sognare di più. Forse questo è già tanto, visto che i rossoblu gli anni scorsi vivacchiavano alle spalle della zona retrocessione (salvezze conquistate ai danni della Lazio…vedi i precedenti) mentre quest’anno la squadra sembra essere più rodata. Merito di Ballardini, che da quando è arrivato è riuscito a conquistare un’ottima media-punti, portando il “Grifone” dalla zona rossa alla salvezza tranquilla. I punti sono 6, proprio come la Lazio, ma il Genoa ha una partita in meno: quella rinviata la prima giornata contro il Milan a causa del crollo del Ponte Morandi. La vera forza della squadra sono le gare casalinghe, dove sono arrivate due vittorie su due, mentre soffre un po’ di più le trasferte: sconfitta 5-3 contro il Sassuolo due giornate fa, con una pesantissima cinquina incassata in poco tempo. Domenica sicuramente vorranno smentire questo dato, e la Lazio dovrà stare attenta per non farsi beffare, per l’ennesima volta, dai rossoblu. Ballardini gioca con un 3-4-1-2, e ha scoperto in Piatek un bomber micidiale. Già 4 gol in 3 giornate, capocannoniere del torneo, e se si sommano i 4 gol contro il Lecce in Coppa Italia (in una sola partita!) le cifre fanno 8 in 4 gare. Non ha mai giocato una gara senza timbrare il cartellino: alla difesa biancoceleste il compito di fermarlo. Dietro di lui agisce Pandev, ex dal dente avvelenato. Il gioco si sviluppa anche sulle fasce dove la partenza di Laxalt è stata sopperita dall’arrivo di Criscito, un ritorno da queste parti. Nuovo anche il centrocampo con Romulo e Hiljemark, più Sandro. Insomma c’è tanta qualità.

I PRECEDENTI

Tabù: è questa la parola quando si pensa al Genoa. Ben 5 le vittorie negli ultimi 7 incroci all’Olimpico dei rossoblu, di cui le prime 4 addirittura consecutive che sommate alle 4 a “Marassi” fanno un totale di 8 sconfitte consecutive. Un tabù vero e proprio sfatato nel 2015 grazie a Djordjevic e Felipe Anderson (2-0) e nel 2016 con le reti di Biglia, Wallace e Felipe Anderson (3-1). Questa resta l’ultima vittoria della Lazio in casa contro il Genoa. L’anno scorso, invece, la gara fu vinta “naturalmente” dagli ospiti, per 1-2 con le reti dell’ex Pandev e Laxalat al 92′ (al cui il var aveva annullato un gol poco prima). A nulla servì la rete del momentaneo pareggio di Parolo. Quel punto, perso all’ultimo minuto, alla fine è stato decisivo per la Champions mancata. L’ultimo pareggio, invece, risale addirittura al novembre 2008. In quell’occasione finì 1-1.

LA STELLA

Krzysztof Piatek è la nuova stella nascente del calcio italiano: già sopra abbiamo spiegato del suo impatto sulla serie A e i suoi numeri. Sarà il pericolo numero uno per la difesa biancoceleste. Chissà quanti gol potrà fare entro fine anno! Il polacco, se continuerà così, potrà diventare sicuramente una stella assoluta nei prossimi anni.

GLI EX

Ci sono due ex in campo e uno in panchina. Quest’ultimo, Davide Ballardini, arrivò alla Lazio nel 2009-10, vinse una Supercoppa Italiana contro l’Inter che poi avrebbe vinto il Triplete ma poi crollò in campionato, portando la squadra addirittura in piena zona retrocessione. Inevitabile l’esonero, con Lotito che si affidò a Reja che riuscì a risollevare la squadra e portarla l’anno successivo a lottare per le prime posizioni. Federico Marchetti, invece, è storia recente: è stato alla Lazio dal 2011 all’anno scorso, giocando sempre titolare fino al 2016. Tante le sue imprese che si ricordano, come alcune parate straordinarie contro Napoli (2011) e Juventus (2012) in due sfide esterne terminate entrambe 0-0. E’ stato lui il portiere del 26 maggio 2013. La sua storia in biancoceleste però non è finita bene: l’anno scorso è stato l’intero anno fuori rosa. Ma lui non ha fatto mai una polemica e anzi al momento dei saluti ha ringraziato con una lunga lettera tutto l’ambiente Lazio. Meritava sicuramente ben altro trattamento. Il suo neo erano i tanti infortuni. Anche la storia di Goran Pandev con la Lazio è finita in malo modo, anche lui da fuori rosa (proprio nell’annata di Ballardini, nel 2009-10, scherzo del destino). Il macedone, a differenza del portiere, ha sempre dichiarato guerra alla Lazio, e ogni volta che gioca contro la Lazio riesce a metterci qualcosa in più. E spesso è decisivo, segnando come l’anno scorso. Il gol di Pandev, con tanto di esultanza smodata, è una tassa da pagare tutti gli anni, per un giocatore che segna non più di 5 gol all’anno. Magari avrà pure ragione nella sua battaglia contro Lotito, ma ci sono modi e modi per esternarlo anche per rispettare tifosi e ambiente in che l’hanno consacrato.

LA PROBABILE FORMAZIONE

Il Genoa si presenterà all’Olimpico con il 3-4-1-2. Davanti a Marchetti, difesa a 3 con Biraschi, Spolli e uno tra Gunter (buono il suo esordio nella scorsa gara) e il più esperto Zukanovic. Sicuri del posto, nei 4 di centrocampo (tra fasce e mediana) Criscito, Romulo e Hiljemark. Per l’altro posto è lotta tra Mazzitelli (favorito), Sandro, Lazovic e Pedro Pereira. Nel caso giochi uno di questi ultimi due, Romulo giocherebbe in mediana. Dietro al confermatissimo Piatek altro dubbio tra Bessa e Kouamè. Se gioca quest’ultimo, Pandev scalerà sulla trequarti, altrimenti l’ex Lazio affiancherà Piatek con Bessa trequartista.

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Antonio Sarnataro
Sono nato a Napoli il 19/06/1993, laureato in Scienze della Comunicazione. Ho una passione smisurata per il calcio (la Lazio), il wrestling e la musica (italiana, Nek). Sono Laziale dal 2001 semplicemente perché… la Lazio era nel mio destino!