Lazio vs Fiorentina – 7 ottobre 2018




La Lazio deve riprendersi dopo il doppio KO tra derby ed Europa League e l’avversario che arriva all’Olimpico domenica è tutt’altro che semplice: la Fiorentina dell’ex Pioli, una delle squadre più brillanti di questo inizio di stagione. Analizziamo l’avversario di turno!

Chiesa

L’ANALISI

La Fiorentina di Pioli è una delle squadre più in forma del campionato e che più si candidano al ruolo di sorpresa del campionato. 13 i punti in classifica, uno in più della Lazio, e un gioco “spumeggiante” come richiesto dall’ex tecnico della Lazio unito ad un gruppo affiatato e ricco di entusiasmo, fanno della Viola una delle serie candidate ad un posto in Europa League e la principale avversaria della Lazio nella corsa (almeno) al sesto posto. Quello di domenica, dunque, sarà uno scontro diretto a tutto tondo, e con quello che si profila all’orizzonte con la “solita” Lazio incapace di sognare qualcosa in più al piazzamento europeo, è probabilmente lo scontro diretto più importante dell’anno per i biancocelesti. Peccato che ci arrivino dopo la sconfitta del derby e la debacle di Francoforte, che fanno male all’umore degli uomini di Inzaghi. Inoltre la gara sarà giocata di domenica alle 15, nonostante la trasferta in Germania alle 21 di giovedì e un ritorno a Roma solo di venerdì mattina. Non era mai successo prima e fa bene Inzaghi a sottolineare la cosa: era consigliabile un posticipo almeno alla domenica sera. Insomma la Lazio si trova catapultata in una delle sfide più importanti dell’anno senza un minimo di preparazione, fisica e mentale, mentre gli avversari hanno avuto una settimana tipo per arrivare alla sfida. La Viola, comunque, è guidata sapientemente da Pioli in campo e soprattutto da Davide Astori in cielo: dopo la tragica scomparsa del Capitano, l’ambiente si è compattato arrivando ad un ottimo finale di stagione lo scorso anno, proseguito con l’inizio di questo campionato. E’ come se fosse che quella tragedia abbia unito in maniera indissolubile la città a questa squadra. Quell’entusiasmo che l’anno scorso aveva la Lazio, bella da vedere e che si divertiva, oggi sembrano caratteristiche della squadra gigliata. Certo la rosa biancoceleste è più completa, ma l’entusiasmo e l’assenza delle Coppe possono ribaltare i pronostici. C’è da dire che i Viola vanno meglio in casa, dove hanno sempre vinto (4 vittorie su 4), mentre in trasferta è arrivato solo un punto e due sconfitte. La freschezza e forza degli uomini di Pioli è data dall’attacco giovane e di qualità Pjaca-Simeone-Chiesa, con a centrocampo due ottimi elementi quali Benassi e Veretout. E’ un giusto mix tra giovani ed esperti, con un’età media molto bassa. Gioventù scapestrata fiorentina.

I PRECEDENTI

In casa Lazio i precedenti dicono 35 vittorie casalinghe, 22 pareggi e 14 “blitz”, l’ultimo dei quali nel maggio 2016 nell’ultima gara della carriera di Klose che salutò il calcio e il pubblico biancoceleste  con un gol su rigore, nonostante la sconfitta (2-4). L’anno scorso la gara terminò in pareggio, con l’1-1 segnato da Babacar in pieno recupero su rigore discusso concesso dal Var: fu l’inizio del calvario Var per i biancocelesti. Anche in quell’occasione la gara fu giocata dopo Roma-Lazio, diverso solo il periodo: a fine novembre. Due anni fa, invece, l’ultima vittoria laziale per 3-1 nel dicembre 2016. Si ricorda, inoltre, il 4-0 della Lazio di Pioli nel marzo 2015.

LA STELLA

E’ una Fiorentina con tante stelle: dal portierino classe ’99 Lafont al nuovo Capitano German Pezzella, finendo con il trio d’attacco composto da Pjaca, Simeone e soprattutto Federico Chiesa. Probabilmente l’esterno più forte italiano oggi in circolazione e che nei prossimi anni può diventare davvero un campione di livello internazionale. Anche se su di lui ci sono varie critiche come il fatto che sia un “simulatore” e proprio per un rigore contestato nella scorsa giornata è stato a rischio prova tv per questa gara.

GLI EX

In campo non ci saranno ex nella Fiorentina, nella Lazio Milan Badelj che è stato alla Viola fino lo scorso giugno. L’unico ex dei Viola sarà Stefano Pioli, che ha allenato i biancocelesti dal 2014 all’aprile 2016, esonerato dopo un derby perso con l’arrivo in panchina dell’attuale mister, Simone Inzaghi. Di Pioli è l’ultimo grande piazzamento biancoceleste: il terzo posto del 2014-15, ma ciò portò solo un preliminare di Champions League perso malamente, e un crollo verticale nella seconda stagione che gli costò l’esonero.

LA PROBABILE FORMAZIONE

Pioli si affiderà al solito 4-3-3 con Lafont in porta, linea difensiva composta da Milenkovic, Pezzella, Vitor Hugo e Biraghi. A centrocampo se recupera Benassi sarà della partita, con Veretout e Gerson. Altrimenti spazio a Edmilson al posto dell’italiano. In avanti Pjaca, Simeone, Chiesa: resta solo un piccolo dubbio sulla titolarità del croato, visto che spingono anche Eysseric e Mirallas.

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Antonio Sarnataro
Sono nato a Napoli il 19/06/1993, laureato in Scienze della Comunicazione. Ho una passione smisurata per il calcio (la Lazio), il wrestling e la musica (italiana, Nek). Sono Laziale dal 2001 semplicemente perché… la Lazio era nel mio destino!