Lazio vs Fiorentina – 26 novembre 2017




Si torna in campo e l’umore non è al meglio, vista la sconfitta nel derby settimana scorsa. Bisognerà sicuramente ripartire, anche perché non vincere domenica significherebbe inizio di crisi. Analizziamo l’avversario di turno, la Fiorentina dell’ex Pioli!

Chiesa

L’ANALISI

La Fiorentina che sbarcherà domenica pomeriggio all’Olimpico è una squadra che non se la passa al meglio, anzi, viene da un pareggio e due sconfitte nelle ultime tre. Una squadra troppo altalenante, da pieno centro-classifica (è nel gruppone a quota 17) per una compagine del blasone come i gigliati. Il momento non è tra i più favorevoli, dopo quanto successo la scorsa estate che ha visto lasciare Firenze giocatori come Kalinic, Bernardeschi, Gonzalo Rodriguez, Borja Valero e Vecino. Insomma una rivoluzione non da poco, con innesti sì forti (come Simeone, figlio del Cholo) ma troppo giovani e comunque con una squadra in divenire, con tanti giovani interessanti, ma che chiederà tempo per emergere. E si sa, nel calcio di oggi, soprattutto in Italia, c’è poca pazienza. Tanto che è sempre protesta tra i tifosi viola e la dirigenza capitanata dai Della Valle. Ad ogni modo, è una squadra da prendere con le pinze. Ha qualità, talento, sa giocare al calcio, è discontinua ma se è in giornata sì può essere micidiale. Anche perché prima di questi risultati negativi, veniva da tre vittorie consecutive. Per poi perdere a Crotone e pareggiare una partita presa per i capelli a Ferrara contro la Spal. Il gioco, in pieno stile Pioli, che abbiamo imparato a conoscere bene, è dinamico, d’attacco, fresco, giovane. La difesa non è sempre impeccabile, ma l’attacco quando in forma, è micidiale. Non solo Simeone e il figlio d’arte Chiesa, ma anche gli inserimenti dei centrocampisti, come Benassi (spesso in gol), o la freschezza di una sorpresa come Gil Dias. Altro calciatore che stava andando alla grande è Thereau, nell’insolito ruolo di ala nel 4-2-3-1 di Pioli (che a volte si trasforma in 4-3-3), per poi fermarsi per infortunio e forse anche per questo motivo c’è stato il calo di risultati della Viola. Domenica, però, l’ex Chievo e Udinese ci sarà, e (se dovesse scendere in campo) potrà essere un vero spauracchio per la difesa biancoceleste. Inzaghi farà bene a guardarsi da questa Fiorentina, per una partita da vincere a tutti i costi.

I PRECEDENTI

I precedenti all’Olimpico tra Lazio e Fiorentina vedono i biancocelesti in vantaggio con 35 vittorie a 14, con 21 pareggi a completare il quadro. L’anno scorso a sorridere fu la banda Inzaghi che vinse la gara 3-1, ma non fu semplice: dopo essersi trovata in doppio vantaggio nel primo tempo con i gol di Keita e Biglia, nel secondo ci fu la riscossa Viola con il gol dell’ex Zarate che riaprì tutto ma i problemi vennero anche da un rigore fortunatamente parato da Marchetti a Ilicic e da un gol annullato a Sanchez. Solo nel finale il sigillo di Radu chiuse i giochi. Da ricordare le due sontuose vittorie nel 2008, per 3-0, e nel 2015, per 4-0 proprio con la Lazio di Pioli, che oggi siede sulla panchina avversaria. La vittoria gigliata manca dall’ultima giornata del campionato 2015-16, quando i Viola sbancarono l’Olimpico per 2-4, nella giornata d’addio di Klose. L’ultimo “X” risale allo 0-0 ad ottobre 2013.

LA STELLA

E’ una Fiorentina in erba, in fasce quasi, visti i tanti baby presenti in rosa. Uno di essi è colui che sta trascinando i Viola, uno dei migliori prospetti italiani: Federico Chiesa, classe ’97, e figlio di Enrico, che tante fortune ha fatto in serie A (anche della stessa Lazio). Il talento dell’Under 21, è capace di giocate balistiche di pregevole fattura. Gioca ala, ma all’occorrenza può fare anche il trequartista. Da quelle parti potrebbero nascere i pericoli maggiori per la retroguardia biancoceleste domenica.

GLI EX

L’unico ex non giocherà in campo ma siederà in panchina: Stefano Pioli, che nella Capitale è stato luci e ombre. Arrivato nell’estate 2014, fu l’artefice della scalata conclusasi con il terzo posto e il preliminare di Champions, autore dell’esplosione di Felipe Anderson e di partite memorabili come il 2-4 di Napoli. Una squadra che volava con la fantasia del brasiliano e di Candreva sulle fasce, con Biglia in regia, Mauri trequartista e Klose punta. Anche se alcuni difetti erano la troppa predisposizione offensiva della squadra, che portò i biancocelesti a perdere tanti match, quando potevano accontentarsi del pareggio, e a fine anno quei 3-4 punti furono fatali in ottica secondo posto preso dalla Roma. Dall’estate 2015 le cose cambiarono, a partire dalla vicenda della fascia da Capitano, assegnata senza un motivo apparente (o forse solo quello di convincerlo a restare) a Biglia e non a Candreva, cosa che spaccò il gruppo e diede l’inizio della fine della storia in biancoceleste del giocatore adesso all’Inter. Poi il crollo verticale della squadra fu solo una conseguenza: dall’eliminazione dei priliminari di Champions contro un non irresistibile Bayer Leverkusen, alle sconfitte roboanti contro Chievo (4-0) e Napoli (5-0), per finire in Primavera con l’uscita dall’Europa League contro lo Sparta Praga (0-3) e la debacle del derby (1-4) che costarono l’esonero al tecnico e al suo posto venne chiamato l’attuale mister, Simone Inzaghi!

LA PROBABILE FORMAZIONE

Il modulo di riferimento è il solito 4-2-3-1, che potrebbe variare anche in 4-3-3: tutto dipenderà dalla posizione di Benassi, se mezzala o avanzato trequartista. Davanti a Sportiello ci saranno uno tra Laurini (appena recuperato) e Bruno Gaspar, il centrale della Nazionale Argentina Pezzella, Astori e Biraghi. A centrocampo Veretout, Badelj con Benassi ago della bilancia per il modulo. Davanti ci sarà Simeone, ali Chiesa e forse il recuperato Thereau, altrimenti sarà confermato Gil Dias.

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Antonio Sarnataro
Sono nato a Napoli il 19/06/1993, laureato in Scienze della Comunicazione. Ho una passione smisurata per il calcio (la Lazio), il wrestling e la musica (italiana, Nek). Sono Laziale dal 2001 semplicemente perché… la Lazio era nel mio destino!