Lazio vs Chievo – 20 aprile 2019




Dopo la vittoria sull’Udinese non c’è tempo per rifiatare per la Lazio, arriva il Chievo, già aritmeticamente retrocesso, all’Olimpico, in un’altra gara da vincere senza pensarci per la rincorsa all’Europa. Analizziamo l’avversario di turno.

giaccherini

L’ANALISI

Il primo verdetto di questa serie A da record è arrivato settimana scorsa e non è lo scudetto della Juventus ma la retrocessione aritmetica in serie B del Chievo, prossimo avversario della Lazio. I clivensi tornano così in serie cadetta dopo undici anni consecutivi in massima serie, e un totale di 17 tornei in A considerando anche quelli prima dell’unica retrocessione avvenuta nel 2007, con conseguente risalita l’anno successivo. Si tratta sicuramente del peggior Chievo di sempre in serie A, e la squadra dovrà giocare per evitare i primati negativi in termini di minimo di punti raccolti. Solo 11 fino ad oggi, 14 sul campo, al netto della penalizzazione di 3 punti per le plusvalenze fittizie che avevano condannato in primo luogo alla B i clivensi la scorsa estate. B arrivata comunque, una squadra a lungo zavorrata da quel “meno” in classifica, azzerato solo a novembre, quando la stagione era in un modo o nell’altra compromessa. Solo una vittoria in stagione, a fine anno contro il Frosinone (1-0) ma, in controtendenza con questi primati negativi, c’è quello positivo di aver fermato quasi tutte le grandi. Solo Juventus  e Milan hanno vinto entrambi gli scontri stagionali con i gialloblu, peraltro entrambe a fatica, con i bianconeri sotto 2-1 a pochi minuti dal termine, poi vincenti 2-3 nella partita inaugurale della stagione 2018/19 e i rossoneri spinti da qualche aiutino di troppo (e c’è anche chi a Milanello ha il coraggio di lamentarsi per i torti arbitrali…). Per il resto il Chievo ha fermato tutte le altre, soprattutto con l’avvento di Di Carlo, tra fine novembre e dicembre, dopo le esperienze di D’Anna e Ventura (durata un mese), nel momento di maggiore pericolosità stagionale per i veronesi, culminato con la vittoria sul Frosinone. Dallo 0-0 al San Paolo contro il Napoli all’1-1 contro l’Inter, passando, purtroppo, per l’1-1 dell’andata contro i capitolini. Non si dimenticano il 2-2 alla Roma in rimonta alla quarta giornata (con un miracolo di Olsen all’ultimo secondo su Giaccherini, vicino al ribaltone, se la palla fosse entrata chissà che non staremmo a parlare di un’altra stagione) e l’1-1 di Bergamo contro l’Atalanta. Settimana scorsa, dopo la sconfitta casalinga 1-3 contro il Napoli è arrivata la retrocessione matematica. Ma cosa non ha funzionato in una compagine che da anni conquistava salvezze con un blocco solido senza sudare più di tanto? Probabilmente gli uomini decisivi, la pochezza tecnica di questa stagione è stata negli uomini chiave, con pochi calciatori in grado di fare la differenza. Evergreen e bandiere come Sorrentino e Pellissier, entrambi ormai sui 40. Ma anche loro, soprattutto l’attaccante, hanno dovuto far fronte al peso dell’età. Acciacchi che hanno frenato anche Giaccherini, troppo discontinuo. Infine anche l’attaccante polacco Stepinski (stessa scuola di Lewandowski, Piatek e Milik) non è stato continuo. Confusione tattica, per una squadra passata troppo di frequente dal 4-4-2 al 4-3-1-2, per concludere con il 3-5-2.

I PRECEDENTI

Il Chievo è stato a lungo la bestia nera della Lazio all’Olimpico, e infatti sono avanti nei confronti diretti: 4 vittorie laziali, 7 pareggi e 5 clivensi. Incredibilmente i biancocelesti sono rimasti senza vittorie dal 2003 al 2013, periodo nel quale solo una volta (nel 2007-08) la gara non c’è stata. Tante delusioni nel corso degli anni, mitigate leggermente dagli ultimi precedenti. Dopo il 3-0 del 2013, arrivano il 4-1 e il 5-1 di gennaio 2016 e 2018. Nel mezzo l’ultimo blitz veronese: 0-1 nel 2017, sempre a gennaio, una gara stregata per gli uomini di Inzaghi che assediarono la porta avversaria, collezionando una miriade di palle-gol, fino alla rete-beffa di Inglese al 90′. L’ultimo pareggio è l’1-1 dell’aprile 2015, che frenò la rincorsa della banda Pioli al secondo/terzo posto: dopo un gran gol di Klose, fu Paloschi a pareggiare e andare vicino al blitz. L’anno scorso, come detto, finì 5-1: Luis Alberto aprì le marcature, Pucciarelli pareggiò nemmeno 1′ dopo, poi ci pensò Milinkovic a ristabilire le distanze. Al termine del primo tempo venne fischiato un rigore per il Chievo, ma il VAR corresse la decisione dell’arbitro. Nel secondo tempo non ci fu storia: ancora Milinkovic, Bastos e Nani chiusero il discorso.

LA STELLA E GLI EX

Il giocatore più rappresentativo del Chievo è Emanuele Giaccherini, talento con un passato anche importante tra Juve e Napoli, capace di grandi numeri. Duttile, può giocare sia sulla fascia che a centrocampo o trequartista, è il fantasista gialloblu, che però quest’anno non spesso ha dato il meglio, anche a causa di diversi infortuni. Da tenere d’occhio la voglia di stupire di Stepinski o le parate dell’ex Sorrentino. Ex a metà però, avendo fatto le trafila giovanili con la maglia della Lazio senza mai esordire in prima squadra. L’altro ex sarà Djordjevic, in biancoceleste dal 2014 al 2017. Protagonista di un buon inizio con la Lazio, tanto da scavalcare Klose nelle gerarchie di Pioli, dopo l’infortunio contro il Milan non sarà mai più lo stesso. Fino al mesto addio dopo il primo anno di Inzaghi. Tra i biancocelesti l’ex sarà Francesco Acerbi, al Chievo tra il 2011 e il 2013, a cavallo della parentesi al Milan e negli anni in cui scoprì di avere un tumore, poi fortunatamente sconfitto.

L’ANDATA

All’andata la gara terminò 1-1 al “Bentegodi” di Verona, una delle prove più opache della Lazio di Inzaghi e di questa stagione. I clivensi erano nel loro momento migliore e passarono in vantaggio con Pellissier. Solo nel secondo tempo, con l’avversario alle corde, arrivò il pareggio di Immobile che poco dopo colse anche uno sfortunato palo. Il ribaltone però non riuscì e anzi l’ultimo squillo fu clivense con Patric a spazzare sulla linea.

LA PROBABILE FORMAZIONE

Di Carlo giocherà per onore di firma ed è probabile l’innesto di qualche giovane da lanciare. Davanti a Sorrentino, linea a quattro con Depaoli, Bani (rientrato da una squalifica), Andreolli (in vantaggio su Cesar) e Barba. A centrocampo uno tra Leris e Kiyine, Dioussè ed Hetemaj. Con loro ci sarà Giaccherini che potrà giocare sulla fascia nel 4-4-2 o accentrarsi in una sorta di 4-3-1-2. Le punte saranno Pellissier e Stepinski, ma occhio alle chance del baby Vignato.
(4-4-2): Sorrentino; Depaoli, Bani, Andreolli, Barba; Leris, Dioussè, Hetemaj, Giaccherini; Pellissier, Stepinski.
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Antonio Sarnataro
Sono nato a Napoli il 19/06/1993, laureato in Scienze della Comunicazione. Ho una passione smisurata per il calcio (la Lazio), il wrestling e la musica (italiana, Nek). Sono Laziale dal 2001 semplicemente perché… la Lazio era nel mio destino!