Lazio vs Bologna – 22 agosto 2015


La gara Lazio-Bologna apre le danze a questo nuovo campionato…chissà chi la spunterà!

Quest’anno penso ci riuscirà un po’ difficile scoprire campani che tifano, oltre al Napoli e alle “grandi”, altre squadre di serie A.

I protagonisti della prima giornata di campionato sono Irene ed Antonio.
Irene, ventottenne, laureata in musica contemporanea, bolognese ma con un cuore campano, la genetica trasmessa dal suo caro nonno, napoletano DOC, non mente.
E’ appassionata di sport, in modo particolare di calcio e pallacanestro e, quando ne ha la possibilità, è sugli spalti a fare il tifo per le squadre della città.
Alla bolognese risponde il napoletano Antonio, di fede biancoceleste.
Antonio, ventiseienne, si occupa della gestione di magazzino, tutto ciò che riguarda la fatturazione e la spedizione della merce per i clienti di tutta Europa, per un noto marchio italiano, Kocca srl.
E’ fidanzato con una ragazza tifosissima del Napoli…purtroppo non si può avere tutto nella vita.

 

IRENE MARSIGLI – BOLOGNAIrene Marsigli

  1. La passione per il Bologna da chi le è stata trasmessa?

Amando così tanto lo sport e, abitando a Bologna,  l’equazione è semplice.  Ho iniziato ad andare allo stadio da piccolina seguendo mio padre che è tutt’ora anche lui tifoso dei rossoblù.
Ero estasiata da tutti quei tifosi che applaudivano e facevano cori per sostenere la propria squadra del cuore.  Quando ero piccola era questo ad attirarmi, lasciando poi il posto, con il proseguire della età, ad una vera e propria passione per la squadra della mia città.

  1. Essendo bolognese, va spesso allo stadio a sostenere i rossoblù?

Di recente assolutamente si.  Ho avuto la fortuna di poter lavorare presso le biglietterie dello stadio Dall’Ara, quindi, trovandomi lì ad ogni partita in casa, il passo per attraversare la strada ed entrare allo stadio è stato relativamente breve durante l’ultimo anno.
Spero di poter continuare la mia collaborazione con il Bologna anche per questa stagione alle porte.

  1. Roberto Mancini, Beppe Signori, Igli Tare, Julio Ricardo Cruz, Marco Di Vaio, Rolando Bianchi, sono calciatori che hanno militato in entrambe le squadre: chi le è rimasto impresso e perché?

Beh, sicuramente Mancini è un grande nome del calcio italiano, ma quando esordì nel Bologna era all’ inizio della sua carriera (aveva davvero pochi anni, un adolescente, insomma) e di ricordi ne ho davvero pochi perché non ero ancora nemmeno nata (il che mi fa sembrare fare una persona molto giovane! ) (ride).   Signori, probabilmente il migliore giocatore che ha militato nel Bologna durante gli ultimi 25 anni! Se penso al Bologna penso a Beppe.
Marco Di Vaio, invece, è rinato con i rossoblù, si è dimostrato capitano in campo e soprattutto fuori dal campo, quando la società non se la passava granché bene, infine si è fatto da parte quando non era più all’altezza sul campo ed è rimasto con noi tutt’ora come dirigente.

  1. Due allenatori che si incrociano sulla panchina della Lazio e del Bologna e che, quest’anno, hanno raggiunto un bel traguardo: Stefano Pioli ha riportato la Lazio ad accarezzare la Champion’s League e Delio Rossi ha riportato il Bologna in serie A. Che ricordi ha del primo che è stato esonerato nel 2014?

Pioli è stato un grande allenatore, una bella persona e ha portato, a mio avviso, risultati degni di nota. Esonero non meritato assolutamente, qualche traballamento può sempre capitare, e lui è stato immediatamente e ingiustamente punito perché per una stagione non è stato all’altezza di ciò che la società, ed evidentemente i tifosi bolognesi, si aspettavano. Con la Lazio è riuscito a raggiungere il terzo posto nel campionato passato ed una probabile qualificazione alla Champion’s League.

  1. Che aspettative ha sul nuovo campionato?

Lo scorso anno per noi è stato un po’ burrascoso, con una buona partenza e una discreta permanenza nella parte alta della classifica per la maggior parte della stagione.
Purtroppo all’ultimo abbiamo allentato la presa e siamo finiti a giocarci i playoff con il Pescara dove, anche grazie ad una buona dose di fortuna, inutile negarlo, ci siamo salvati e aggiudicati la promozione.
Per questa serie A mi aspetto una buona partenza di campionato, anche se sicuramente con una promozione appena avvenuta faccio fatica ad immaginare la mia squadra nella parte alta della classifica. Direi che mi accontenterei di vederli giocare bene per la categoria in cui sono e che mantengano dei buoni standard per tutto l’anno…e questo significa quantomeno non doversi “salvare” dalla serie B.
Vorrei finire un campionato in tranquillità…speriamo!!!

 

ANTONIO CASILLOLAZIO Antonio Casillo

  1. Come è nata la sua passione per la Lazio?

La mia passione per la Lazio nasce nel lontano 1995, a soli sei anni, quando allora l’ex Presidente del Foggia, Pasquale Casillo, in una trattativa con Zeman, mi regala la maglia di Beppe Signori della Lazio e quella di Di Vaio della Salernitana, ma la passione cade subito sui colori del cielo.

  1. Napoletano con cuore biancoceleste, riesce a seguire la sua Lazio in “trasferta”?

Seguo la Lazio quasi tutte le domeniche in casa, all’Olimpico e, quando mi è possibile, anche in trasferta.      Sono stato a Bari, Madrid, Milano, Brema, Firenze e Pechino. Spero di arricchire il Palmares con qualche trasferta nell’Europa che conta.

  1. Roberto Mancini, Beppe Signori, Igli Tare, Julio Ricardo Cruz, Marco Di Vaio, Rolando Bianchi, sono calciatori che hanno militato in entrambe le squadra: chi le è rimasto impresso e perché?

Beh, la risposta la trovate nella prima domanda: Beppe Goal, l’artefice della mia passione laziale. Vi svelo anche un aneddoto: per la maglia indossata da lui, sono arrivati ad offrirmi, insieme a quella di Nedved del centenario (indossata contro l’Arsenal in Champions nel 2000), quasi 4000€, ma non potrei mai vendere la scintilla che ha acceso il mio fuoco biancoceleste.

  1. Due allenatori che, nella loro carriera, si incrociano sulla panchina della Lazio e del Bologna.Entrambi hanno conquistato il preliminare di Champion’s League sulla panchina biancoceleste,  le emozioni, le sensazioni provate sono le stesse? La rosa è molto cambiata, crede che quest’anno si possa sognare di più?

Avere la possibilità di entrare nell’Europa che conta, considerando le dimensioni attuali della Lazio, è una cosa che non capita tutti i giorni. Delio Rossi resterà sempre uno dei miei allenatori preferiti,  ma le emozioni provate quest’anno, grazie al gran lavoro di Pioli, non sono da meno.
La rosa è differente, ma penso che sognare più di questo sia impossibile, anche alla luce dei movimenti della società,  alquanto scoordinati per chi vuol sognare in grande.

  1. Che aspettative ha sul nuovo campionato?

Penso che quest’anno sarà una bella lotta, si sono rinforzate tutte, e quasi tutte più della Lazio. A differenza dello scorso anno che giocavamo una volta a settimana e, alla luce del triplo impegno che avremo, penso che la Lazio potrà piazzarsi al massimo tra il 5° e il 7° posto.

Grazie ad Irene ed Antonio per la loro disponibilità.

 

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Giovanna Campagna
Sono nata il 09/04/1986 a San Gennaro V.no. Amo la Lazio grazie a Nesta; penso sia nata con l’aquila sul petto e, come dice Di Canio, “essere laziali finisce con il diventare uno stile di vita, un modo di sopportare e superare ogni tipo di difficoltà”.