Lazio vs Bologna – 18 marzo 2018




La Lazio, dopo l’impresa di Kiev, torna in campionato domenica sera contro il Bologna. Una sfida da vincere assolutamente se si vuole mantenere almeno il quarto posto in classifica. Analizziamo l’avversario di turno!

verdi

L’ANALISI

Il Bologna di Donadoni è una squadra di alti e bassi che vive stazionaria a metà classifica da inizio anno o quasi. Salvezza ormai raggiunta, altre ambizioni impossibili. Una delle squadre, forse la principale, che è in un limbo di classifica e può dunque dormire sonni tranquilli già a marzo. Almeno sulla carta, perché la realtà dice tutt’altro. Ovvero di una piazza e dirigenza insoddisfatta, e la pressione sul club felsineo c’è tutta, maggiormente dopo gli ultimi risultati negativi della squadra. Due sconfitte consecutive contro Spal (in trasferta) e Atalanta (in casa). Soprattutto tra le mura amiche, quest’anno, il Bologna ha regalato più dispiaceri che gioie ai propri tifosi. Non pareggia da 13 partite, e in questo parziale sono arrivate 4 vittorie e 9 sconfitte. Bologna ascensore dunque, che non conosce mezze misure. I punti sono arrivati sempre contro squadre inferiori, mentre con le grandi al massimo è arrivato un pareggio contro l’Inter. In trasferta è ancora più marcata la differenza tra vittorie e sconfitte: non è ancora arrivato un segno “X”. L’organico felsineo ha nelle fasce i punti di forza: uno su tutti Simone Verdi. Non è un caso che la squadra abbia iniziato a perdere colpi dopo il suo infortunio. Così come Palacio. Anche il centrocampo è ben assortito con Dzemaili e il lavoro oscuro fatto da Pulgar. Mentre il problema è la punta vera e propria, con Destro che ha avuto un’involuzione pesante. Dunque, i pericoli maggiori, nascono dalle fasce con i cross, i tagli e le punizioni di Verdi e Palacio o Di Francesco, per una squadra che viene da troppi alti e bassi e vorrà dare una scossa al proprio campionato.

I PRECEDENTI

I precedenti in casa Lazio, tra biancocelesti e felsinei parlano di 35 vittorie casalinghe, 17 pareggi e 12 sconfitte. L’anno scorso la gara finì 1-1, una partita stregata per i biancocelesti che arrivarono al pareggio solo all’ultimo minuto di recupero, grazie ad un rigore (dubbio) conquistato da Wallace e realizzato da Immobile. Una gara davvero sfortunata per i biancocelesti che andarono sotto al 9′ per un gol di Helander, e costruirono tantissime occasioni, alcune clamorose, ma trovarono sulla propria strada un Da Costa in versione “Superman” che vinse tutti i duelli, specialmente con Immobile, tranne quello dal dischetto alla fine. L’ultima vittoria laziale risale alla prima di campionato del 2015-16, 2-1 con le reti di Biglia e Kishna che misero la gara in discesa dopo circa 20′. La vittoria che si ricorda con più clamore, tra le ultime, è quella del 2012-13, quando Klose rifilò addirittura una cinquina ai felsinei, con il finale per 6-0. Mentre all’anno prima risale l’ultima vittoria dei bolognesi: 1-3 il finale, con la Lazio costretta a finire la gara in 9, dopo una discutibile direzione arbitrale.

LA STELLA E GLI EX

La stella, come detto, è Simone Verdi, capace di grandi giocate. Tiri dalla distanza, cross tagliati e punizioni letali. L’ex Milan è balzato alle cronache lo scorso gennaio, per il suo rifiuto di andare a Napoli. Scelta di cuore o legate alla possibilità di una maggiore crescita? Forse entrambe, rimane un gesto insolito per il calcio moderno. Non ci sono ex.

L’ANDATA

All’andata finì 1-2 al “Dall’Ara”, con la vittoria della Lazio costruita nel primo tempo grazie ai gol (dopo pochi minuti dal via) di Milinkovic-Savic e il raddoppio a fine frazione di Lulic. Nel mezzo tanta, tantissima Lazio, con un rigore sbagliato da Immobile e tante occasioni sprecate. Nel secondo tempo ci fu il ritorno dei felsinei, che accorciarono grazie ad un autogol proprio di Lulic e fu sofferenza fino alla fine. La gara fu giocata di mercoledì in infrasettimanale, tra le polemiche del caso Anna Frank appena scoppiato.

LA PROBABILE FORMAZIONE

Donadoni sta meditando ad un cambio di modulo: dal 3-5-1-1 al 3-4-3. In difesa, ristabilito Gonzalez, dovrebbero esserci con lui Helander (bestia nera della Lazio…) e probabilmente De Maio (o Romagnoli). Poi Masina, Pulgar, Dzemaili e Di Francesco. Davanti sicuri del posto Verdi e Palacio. Rimane l’ultima maglia da scegliere che potrà essere di Donsah o Nagy con il 3-5-1-1 o di uno tra Destro e Avenatti in caso di 3-4-3. Non è nemmeno da escludere il 4-3-3 con Mbaye in difesa al posto di De Maio. Insomma ci sono ancora alcuni rebus per Donadoni, che scioglierà nelle prossime ore. Poli è KO.

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Antonio Sarnataro
Sono nato a Napoli il 19/06/1993, laureato in Scienze della Comunicazione. Ho una passione smisurata per il calcio (la Lazio), il wrestling e la musica (italiana, Nek). Sono Laziale dal 2001 semplicemente perché… la Lazio era nel mio destino!