Lazio vs Atalanta – 19 ottobre 2019




Finalmente la sosta giunge al termine e si torna in campo: sarà proprio la Lazio ad aprire l’8a giornata di serie A con uno scontro direttissimo per la Champions League contro l’ormai certezza Atalanta. Analizziamo l’avversario di turno.

papugomez

L’ANALISI

Parlare di scontro decisivo già ad ottobre sembra grottesco ma purtroppo questa è la situazione in cui si è andata a cacciare questa Lazio balbettante di inizio stagione. Se l’obiettivo è davvero la Champions League, quella di sabato sarà una gara da dentro o fuori, già ad ottobre. Juventus, Inter e Napoli (l’unica più vicina ai biancocelesti, ma alla lunga prenderà il largo) considerate prime tre di diritto. Con gli orobici a +5, un eventuale sconfitta significherebbe probabilmente addio ai sogni di gloria, uno strappo troppo ampio contro una squadra sempre fresca e forte, che fa dell’organizzazione e intensità la sua arma migliore, oltre alla cattiveria, il non arrendersi mai, l’entrare in campo determinati. Tutte caratteristiche che la Lazio non mette in ogni gara ma solo ad intermittenza, come dichiarato da Lotito in settimana. L’Atalanta non è superiore ai biancocelesti, anzi, eppure nell’ultimo anno solare gli ha dato quasi 20 punti di distacco in classifica. Questo dimostra la differenza di fame e motivazione tra le due compagini. Una sfida Gasperini-Inzaghi diventata quasi un classico per le posizioni nobili della classifica negli ultimi tre anni con la particolarità delle due vittorie biancocelesti nel 2016-17, i due pareggi del 2017-18, e le due vittorie bergamasche nel 2018-19. Questa sarà, soprattutto, anche il remake della finale di Coppa Italia dell’anno scorso, dove la Lazio si vendicò delle due sconfitte in campionato con il 2-0 firmato Milinkovic-Correa, che regalò la settima Coppa Italia della storia. Ottavo scontro tra i due tecnici in poco più di tre anni, si conoscono bene e le due squadre sono state spesso la nemesi dell’altra. Gli orobici sono costruiti ad immagine e somiglianza del proprio mister, un’intensità tipica della Premier League. Il 3-4-2-1 è il modulo di riferimento e tanti sono i calciatori esplosi in questi anni: dai record di Gomez e Ilicic, a quello di Zapata (il tridente titolare designato), record individuali che si sono tradotti in record di squadra. Miglior attacco, miglior punteggio nel 2019 (ha fatto anche meglio della Juventus!), un dominio che non si appresta a finire nemmeno quest’anno, dopo un clamoroso terzo posto, l’ingresso in Champions League e la finale di Coppa Italia della scorsa stagione. La massima competizione per club tanto inseguita dai capitolini è finita a Bergamo, anche se in campo internazionale le cose non vanno così bene, con due sconfitte nelle prime due gare e all’orizzonte il doppio confronto con il Manchester City. La domanda è, fin dove potranno spingersi gli orobici? Di nuovo in Champions, viene da dire, vedendo giocare loro e la concorrenza (sperando in una ripresa della Lazio in questo negativismo dilagante) ma di questo passo, dopo i numeri ottenuti nel 2019, non è utopistico sognare di più?! La forza atalantina è data dai tanti giovani lanciati e valorizzati in questi anni, uniti ad un mix di giocatori esperti, ma soprattutto dalla capacità di far bene di chiunque vada in campo, potendo attuare turnover senza troppi problemi. Da qui, dunque, che l’infortunio (un mese out) in Nazionale di Zapata, attuale vice-capocannoniere a 6 centri, dietro ad Immobile a 7, non è poi un grosso problema per una squadra che può sostituire l’ex Napoli e Samp con un certo Muriel. La Lazio è nelle condizioni di non poter sbagliare, guai a farlo. Sperando in una delle giornate no atalantine.

I PRECEDENTI

I precedenti a Roma sono equilibrati con 21 vittorie casalinghe, 17 pareggi e 13 blitz orobici. L’anno scorso, come detto, terminò con la vittoria esterna 1-3 in rimonta, dopo l’iniziale rete di Parolo. Era il 5 maggio, sul finale di stagione, una brutta scoppola per gli uomini di Inzaghi che diedero addio ad ogni speranza di Champions, agguantata dai lombardi, ma capaci di prendersi una rivincita dieci giorni dopo nella finale di Coppa Italia (2-0), nonostante un possibile rigore con conseguente espulsione di Bastos non concesso ai bergamaschi nel primo tempo sullo 0-0. Episodio che fa ancora discutere, soprattutto Gasperini. Nè l’arbitro Banti nè il VAR si accorsero di nulla. Al maggio 2018 risale l’ultimo pareggio (1-1), mentre l’ultima vittoria laziale è del gennaio 2017, 2-1 in rimonta con le reti di Milinkovic e Immobile su rigore. Gli ultimi risultati sono in controtendenza rispetto agli anni precedenti, dove erano arrivate ben 6 vittorie in 7 sfide.

LA STELLA

Il giocatore più rappresentativo dell’Atalanta è il suo Capitano: il “Papu” Gomez. Come il buon vino è capace di migliorare invecchiando, ha sempre saputo come far male alla Lazio. Ma basta vedere gli altri nomi della rosa orobica per capire che si tratta di una squadra di primissimo livello: Ilicic, Muriel, Freuler, Hateboer, Toloi, Gollini.

GLI EX

Non ci sono ex.

LA PROBABILE FORMAZIONE

Gasperini dovrà fare a meno di Zapata, ma come già detto, riesce a sopperire alle assenze grazie alla larghezza della propria rosa, modificando i protagonisti il risultato non cambia. Da qui i tanti ballottaggi che da sempre affliggono il tecnico orobico. Si parte dalla certezza del 3-4-2-1. Davanti a Gollini ci saranno tre tra Toloi, Palomino, Masiello, Djimsiti e Kjaer, con i primi tre favoriti. Sulle fasce Hateboer e Gosens partono avanti, ma quest’ultimo è insidiato da Castagne. Nel mezzo De Roon-Freuler. In avanti Gomez e Ilicic a supporto di Muriel. Possibili sorprese? Pasalic, Malinovsky e Barrow.
(3-4-2-1): Gollini; Toloi, Palomino, Masiello; Hateboer, De Roon, Freuler, Gosens; Gomez, Ilicic; Muriel
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Antonio Sarnataro
Sono nato a Napoli il 19/06/1993, laureato in Scienze della Comunicazione. Ho una passione smisurata per il calcio (la Lazio), il wrestling e la musica (italiana, Nek). Sono Laziale dal 2001 semplicemente perché… la Lazio era nel mio destino!