Lazio sei lassù, fin dove osano le Aquile. Ma che caos in serie A…




Lazio-Bologna 2-0

La Lazio batte il Bologna 2-0 e vola in testa alla classifica, venti anni dopo l’ultima volta nel girone di ritorno. Un dato, seppur momentaneo, meritato, segno della grandissima stagione fatta dagli uomini di Inzaghi, arrivato a 21 risultati utili di fila, 17 vittorie (le ultime 4 consecutive) e 4 pareggi. In serie A però è caos: l’allarme Coronavirus, dopo i rinvii dell’ultima settimana, fa rinviare altre cinque partite di questo weekend tra cui l’attesissima Juve-Inter. Recupero fissato addirittura a maggio. Porte aperte o chiuse, si doveva giocare. Così è tutto falsato, una vergogna e pasticcio all’italiana di cui dovranno rispondere i vertici della Lega, in quanto la decisione è stata solamente loro. Ci troveremo asterischi, partite in meno e doppie partite in meno fino a fine campionato, con alcune (Inter-Samp su tutte) senza una data. Meglio non guardarla dunque la classifica. A questo punto viene difficile fare pronostici sulla gara di Bergamo con l’Atalanta, in programma sabato prossimo. Si giocherà? A porte chiuse? Nel frattempo i 40mila dell’Olimpico esultano ad un primato conquistato. Una squadra che va avanti e vince per inerzia, pur soffrendo, quasi come se fosse automatico prima o poi trovare la via della rete. Uno spettacolo. Luis Alberto (pur zoppo, si spera nulla di grave all’adduttore…) e Correa i mattatori.

Inzaghi sceglie Patric e Luiz Felipe in difesa, Vavro dalla panchina. Emergenza sulle fasce, disponibili solo Jony e Lazzari. Mihajlovic torna all’Olimpico, applaudito con tanto di giro sotto la Nord e striscione dalla Curva, si affida ad alcuni rientri importanti come Sansone alle spalle di Palacio. L’arbitro fischia l’avvio della partita, e come mai accade da qualche tempo, scatta l’ora X della Lazio. “Subito gol”, come vuole Inzaghi. E la Lazio lo cerca con tutte le sue forza. Aggressiva, arriva prima su ogni palla, i giocatori si trovano a memoria. Correa si divora il vantaggio dopo un numero su due avversari al 3′, fa tutto bene ma come al solito non inquadra la porta, la cosa più facile dell’azione. Poi tocca ad Immobile sciupare una ghiotta occasione. Palla fuori di un soffio. Alla terza vera occasione (dopo un altro spreco del “Tucu”), i biancocelesti passano. Immobile per il “Mago” spagnolo, che zoppicando, calcia in porta e trafigge imparabilmente Skorupski. Luis Alberto non sta bene, soffre all’adduttore, ma resta in campo e serve dopo 3′ Correa per la conclusione del 2-0, deviata da Danilo. Nel mezzo una grande parata di Strakosha salva il vantaggio su Soriano. Il resto del primo tempo è un’accademia biancoceleste, il vantaggio di due gol sta strettissimo agli uomini di Inzaghi.

La ripresa si apre con tutt’altro spirito, il Bologna non si arrende proprio come il suo allenatore e ci prova sin da subito. Sarà così per tutti i 45′, con una Lazio troppo passiva, che dietro pasticcia troppo e solo il VAR, ben due volte salva i biancocelesti. Annullate le reti di Denswil per fallo di mano e di Tomiyasu per fuorigioco di Palacio ad inizio ripresa. La tecnologia questa volta viene in aiuto agli uomini di Inzaghi, che altrimenti avrebbe rischiato tantissimo. Dietro l’assenza di Acerbi si è sentita eccome e un campanello d’allarme per questo secondo tempo deve suonare. Ci sono stati momenti in cui non si riusciva ad uscire dalla propria metà campo. Solo una chance, fallita in contropiede da Immobile. Gli ingressi di Parolo, Cataldi e Caicedo provano a portare maggiore dinamismo. I minuti trascorrono, Inzaghi e tutti gli spettatori dell’Olimpico tirano un sospiro di sollievo. A fine partita i biancocelesti crollano a terra stremati, un’altra battaglia è stata vinta. Quella del primato (momentaneo), adesso ce ne saranno altre dodici.

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Antonio Sarnataro
Sono nato a Napoli il 19/06/1993, laureato in Scienze della Comunicazione. Ho una passione smisurata per il calcio (la Lazio), il wrestling e la musica (italiana, Nek). Sono Laziale dal 2001 semplicemente perché… la Lazio era nel mio destino!