Lazio mediocre in una partita da sbadigli: 0-0 col Genoa


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Finisce con un noiosissimo 0-0 l’anticipo della 24a giornata di serie A tra la nostra Lazio e il Genoa a Marassi. Non una bella partita, che di certo non aiuta ad alzare lo spettacolo per un sabato sera soporifero. Almeno è interrotta la striscia di sconfitte consecutive con il Genoa a Marassi (dopo che all’andata era stata interrotta quella totale con una vittoria) ma questo non può essere un motivo di orgoglio. Secondo 0-0 consecutivo in trasferta, ma quello di Udine aveva fatto vedere qualche occasione in più. La classifica ora, mostra una Lazio sempre più nella terra di nessuno.

Pioli sorprende tutti schierando Djordjevic e Mauri (titolare dopo più di un girone e 5 mesi) al posto di Keità e Lulic e il solito 4-3-3. Gasperini risponde con il 3-4-3 preferendo Dzemail e Rincon a Rigoni, con Pavoletti terminale offensivo supportato da Cerci e Suso. Le due squadre si studiano troppo, ne nasce fuori una partita tattica, noiosa, con rare folate offensive da una parte e dall’altra. Da segnalare sicuramente un palo colto da Mauri nel cuore del primo tempo così come alcuni importanti interventi di Marchetti tra primo e secondo tempo che salvano il risultato. A tratti della partita la Lazio sembra averne di più, ad altri è il Genoa a dettare legge. Nel secondo tempo la Lazio prende campo ma spesso rischia, soprattutto nel cuore della frazione di gioco. S’infortuna Basta, intanto, a fine primo tempo ed è costretto ad essere sostituito da Patric, mentre solo nel finale entrano Keità e Lulic. Inoltre Parolo rimedia un’ammonizione ed era diffidato: salterà il Verona. Finisce 0-0 con due buone azioni nei minuti di recupero una da calcio d’angolo e una in contropiede negli ultimi quindici secondi non sfruttato da Felipe Anderson (sottotono, ed è un eufemismo, la sua prestazione).

E’ un pareggio specchio della Lazio di quest’anno: mediocre, senza sussulti e ormai abbandonata a se stessa. La tifoseria non sembra più interessata ai continui giochi societari e al pressapochismo della squadra, in un clima che piano piano sta andando a normalizzarsi verso la mediocrità assoluta. Non un bene di certo, ma che di questo passo rischia di essere realtà anche per i prossimi anni.

GENOA (3-4-1-2): Perin; Izzo, Burdisso, Muñoz; Ansaldi (dal 13’ s.t. Rigoni), Rincon, Dzemaili, Laxalt; Suso (dal 34’ s.t. Lazovic); Cerci (dal 24’ s.t. Tachtsidis), Pavoletti. (Lamanna, De Maio, Marchese, Fiamozzi, Gabriel Silva, Ntcham, Capel, Pandev, Matavz). All. Gasperini.
LAZIO (4-3-3): Marchetti; Basta (dal 1’ s.t. Patric), Mauricio, Hoedt, Konko; Cataldi (dal 33’ s.t. Lulic); Felipe Anderson, Milinkovic, Parolo, Mauri (dal 20’ s.t. Keita); Djordjevic. (Berisha, Guerrieri, Gentiletti, Braafheid, Klose). All. Pioli.
ARBITRO: Orsato di Schio
NOTE. Ammoniti: Suso, Munoz e Rincon per gioco scorretto, Parolo, Cataldi e Lulic per gioco scorretto. Spettatori paganti: 2.020, per un incasso di euro 37.735; abbonati 17.650, per una quota gara di euro 149.464. Recuperi: 2’ p.t., 4’ s.t.

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Antonio Sarnataro
Sono nato a Napoli il 19/06/1993, laureato in Scienze della Comunicazione. Ho una passione smisurata per il calcio (la Lazio), il wrestling e la musica (italiana, Nek). Sono Laziale dal 2001 semplicemente perché… la Lazio era nel mio destino!