Lazio da impazzire, vince anche a Genova e resta in scia della Juve




genoa-lazio 2-3

Una Lazio da impazzire vince la sua terza partita consecutiva a Genova, nell’ostica “Marassi” rossoblu contro il Genoa, 2-3. Una gara bella, vivace, aperta, tirata e soprattutto infinita. Una di quelle gare in cui devi lottare e se non sei forte mentalmente e tecnicamente non ne esci vivo. Oggi si è capito perché lì era arrivata una sola vittoria negli ultimi nove anni, ci voleva una Lazio fortissima per uscire ad espugnare questo campo, al netto del fatto che i rossoblu hanno giocato come se fosse la gara della vita. Chissà perché capita solo quando vedono la Lazio… Occasioni, proteste, rigori reclamati (alla fine ce l’hanno fatta ad averne uno), accerchiamenti all’arbitro, accenni di rissa, atteggiamento provocatorio e infuocato, così come il catino di “Marassi” tornato magicamente a tifare per la propria squadra, dimenticando per questa gara frizioni interne e dissidi con il presidente Preziosi. Fortuna che gli uomini di Inzaghi non erano da soli, sostenuti da circa 4000 tifosi giunti nell’impianto genovese. 20 risultati utili consecutivi, posto Champions consolidato, -1 dalla Juventus. Eguagliati i punti finali dello scorso campionato con tre(!) mesi d’anticipo! Fare previsioni con gare rinviate e altre possibili nelle prossime settimane adesso è difficile, l’allarme Coronavirus è forte in Italia e adesso diventa difficile capire cosa succederà nelle prossime settimane. La Lazio intanto va, con una vittoria emozionante.

Nicola deve fare fronte a diverse assenze, rientra Schone a centrocampo. In attacco con Sanabria c’è Favilli. Inzaghi nel riscaldamento perde Acerbi, c’è Vavro dal 1′ al suo posto. Marusic e Caicedo preferiti a Lazzari e Correa. Al primo affondo, la Lazio passa. Azione prepotente di Marusic che s’inserisce tra due centrali genoani, entra in area di forza, servito da Caicedo e trafigge Perin. Un grandissimo gol. La Lazio prova a far girare la palla e andare subito al raddoppio, ma il portiere ex Juve dice di no a Caicedo. La partita si fa subito cattiva, ricca di colpi duri e il clima di “Marassi” non aiuta in questo senso. Il clima da “Premier League” c’è tutto. I rossoblu iniziano a conquistare metri e vanno vicini al pareggio in due circostanze, anche clamorosamente, in cui centrano un palo con Favilli. Poco dopo sotto porta in due non riescono a trovare lo specchio della porta. C’è bisogno di rifiatare, meglio andare negli spogliatoi a fine primo tempo.

La Lazio dovrebbe aggredire il campo e non essere così timida concedendo possesso e campo agli avversari, un suicidio. Ed è ciò che fa ad inizio secondo tempo, ben messa in guardia da Inzaghi. Prima una giocata da far vedere alle scuole da calcio di Milinkovic per Immobile, al volo, finisce fuori di poco. Alla seconda occasione però il bomber di Torre Annunziata fa centro, infilando l’angolino basso dove Perin non può arrivare. 27 gol in campionato, 30 stagionali. Sembra essere il colpo del KO, con la Lazio che va in scioltezza e nei minuti successi potrebbe anche segnare il tris con l’ingresso di Cataldi e Correa per l’ammonito Leiva e Caicedo. Invece Cassata riapre il match con una stoccata dal limite che centra il sette, e qui inizia tutta un’altra partita. Marassi si infiamma, la Lazio perde metri e fiducia, e viene chiusa nella propria metà campo. E’ un vero e proprio assedio, con i biancocelesti che stringono i denti e resistono. Sarà il clima infuocato dello stadio, ma poche volte quest’anno la Lazio è stata messa sotto così per una decina, interminabili, di minuti. Il resto lo fanno i giocatori di casa che reclamano rigori e contestano l’arbitro ad ogni fallo fischiato seppur legittimo alla Lazio. Come nel caso della punizione di Cataldi, infilata in rete senza discussioni. Il Genoa non si arrende al 90′ accorcia di nuovo per un rigore concesso dal VAR per un presunto fallo di mano di Lazzari: Criscito spiazza Strakosha. I 5′ di recupero sono una sofferenza infinita, ma i biancocelesti resistono e portano tre punti pesantissimi in classifica.

IL TABELLINO
GENOA-LAZIO 2-3

GENOA (3-5-2): Perin; Biraschi, Soumaoro, Masiello; Ankersen (13′ st Iago Falque), Behrami, Schöne, Cassata, Criscito; Sanabria (29′ st Destro), Favilli (13′ st Pandev). A disp.: Ichazo, Marchetti, Zapata, Barreca, Goldaniga, Jagello, Rovella, Eriksson. All.: Davide Nicola.

LAZIO (3-5-2): Strakosha; Patric, Vavro, S. Radu; Marusic, Milinkovic, Leiva (9′ st Cataldi), Alberto, Jony (17′ st Lazzari); Immobile, Caicedo (9′ st Correa). A disp.: Proto, Guerrieri, Acerbi, Bastos, A. Anderson, Parolo, Minala, Lukaku, Adekanye. All.: Simone Inzaghi.

ARBITRO: Maresca di Napoli

MARCATORI: 2′ pt Marusic (L), 6′ st Immobile (L), 12′ st Cassata (G), 26′ st Cataldi (L), 45′ st Criscito (G, su rig.)

NOTE: Ammoniti: Masiello, Soumahoro (G); Leiva, Strakosha (L). Recupero: 5′ st.

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Antonio Sarnataro
Sono nato a Napoli il 19/06/1993, laureato in Scienze della Comunicazione. Ho una passione smisurata per il calcio (la Lazio), il wrestling e la musica (italiana, Nek). Sono Laziale dal 2001 semplicemente perché… la Lazio era nel mio destino!