Lazio-Chievo – 21 gennaio 2018




Domenica, dopo una lunga sosta, torna il campionato con Lazio-Chievo. I biancocelesti sono chiamati a riprendere la marcia verso la zona-Champions, analizziamo l’avversario di turno!

Birsa

L’ANALISI

Il Chievo di Maran è una delle compagini medio-piccole più solide e che sono in A da più tempo. Questo è il decimo anno consecutivo nella massima serie, e il sedicesimo negli ultimi 17, da quando la favola clivense giunse in serie A. Squadra solida, compatta e con un unico blocco di giocatori da tempo. Forse sono proprio questi i segreti della squadra veronese, che di anno in anno cambia al massimo uno o due interpreti nell’undici tipo sebbene l’età media sia tra le più alte in serie A, con titolari tutti molto esperti. Come la bandiera storica, Sergio Pellissier, giunto ormai al diciasettesimo anno con questa maglia. Quest’anno le cose erano iniziate, come spesso accade, nella maniera migliore con la solita marcia da centro-classifica che ad un certo punto hanno proiettato gli uomini di Maran anche nel gruppone in lotta per gli ultimi posti dell’Europa League. Poi, però, è iniziata la fase discendente con la vittoria che manca addirittura dal 25 novembre, con solo due punti raccolti nelle successive sei sfide, macchiate dalle sconfitte contro Crotone, Benevento o quella umiliante (5-0) contro l’Inter. E in generale, i “Mussi volanti” hanno vinto una sola partita nelle ultime undici. Insomma domenica non si presenterà l’avversaria migliore all’Olimpico, sia per la sua storia (vedi precedenti) sia soprattutto per la situazione che impone un’inversione di tendenza. Mai fidarsi troppo di un avversario ferito, specie se ostico e di valore come quello clivense. Le assenze, a cui dovrà far fronte Maran, comunque sono pesanti. Il giocatore più pericoloso, Inglese, non ci sarà, così come il lungodegente Castro, pedina importante a centrocampo. Il modulo è quello di base, 4-3-1-2, e il gioco passa spesso anche dagli inserimenti sulle fasce di Cacciatore e Gobbi. Una squadra che si difende compatta, concede poco e brava a verticalizzare con Birsa. Un avversario da non sottovalutare in una sfida decisiva per il quarto posto, nella giornata che sulla carta può portare benefici, visto anche la presenza di Inter-Roma.

I PRECEDENTI

Il Chievo è tabù assoluto all’Olimpico. Incredibile, infatti i numeri, che vedono la Lazio vincitrice solo in 3 occasioni, contro le 5 clivensi e i 7 pareggi nei 15 precedenti. La vittoria è mancata per ben dieci anni, dal 2003 al 2013, quando arrivò un 3-0 spezza-tabù. Ma non troppo…visto che il Chievo ha fermato nei successivi anni per ben due volte una lanciatissima Lazio. L’1-1 dell’aprile 2015 rallentò la corsa Champions biancoceleste, mentre l’anno scorso finì addirittura 0-1 in una partita stregata, con la Lazio che prese a pallonate gli avversari, provò in tutti i modi a vincere la gara, salvo subire il gol fatale al 90′ di Inglese, alla prima vera occasione clivense. Forse pagò, in maniera eccessiva, l’assenza di Immobile, quel giorno squalificato. La vittoria più recente risale a due anni fa esatti: 4-1. Una curiosità: quando la Lazio va forte, non vince questa partita. Le due vittorie del 2013 e del 2016, sono infatti arrivate in stagioni nefaste per i colori biancocelesti.

LA STELLA E GLI EX

La stella del Chievo, priva di Inglese e Castro, è sicuramente Valter Birsa, trequartista. La sua specialità è il gol dalla distanza, spesso parabole perfide e imprendibili. Quest’anno sta segnando meno rispetto le annate precedenti, solo 2 gol realizzati fino qui, sperando che il digiuno continui anche domenica. Non ci sono ex, a parte Stefano Sorrentino che ha giocato nelle giovanili biancocelesti, senza mai esordire con la prima squadra.

L’ANDATA

All’andata la Lazio sbancò il “Bentegodi” di Verona per 2-1, una partita per nulla semplice, che veniva dopo la clamorosa vittoria della Supercoppa contro la Juventus e lo scialbo 0-0 d’esordio casalingo contro la Spal. La squadra biancoceleste sbloccò il punteggio con Immobile nel primo tempo, ma subì il pareggio di Pucciarelli sempre nella prima frazione di gioco. Nel secondo tempo arrivarono alcune clamorose occasioni da entrambe le parti, con gli uomini di Inzaghi vogliosi di portare a casa i primi tre punti della stagione. Ci pensò una magia di Milinkovic-Savic a risolvere la pratica, con una saetta rasoterra dalla trequarti. Un gol clamoroso, come clamorosa l’esultanza di Inzaghi che si buttò letteralmente addosso al proprio giocatore!

LA PROBABILE FORMAZIONE

Il 4-3-1-2 di Maran vedrà davanti a Sorrentino, Cacciatore e Gobbi sulle fasce mentre ci sono alcuni insoliti ballottaggi al centro. Tomovic sembra sicuro del posto da titolare, mentre per l’altra maglia sono in gioco Bani e i più navigati Gamberini, Cesar e Dainelli. Due di questi tre rimarranno fuori e questa è già una notizia. A centrocampo Hetemaj, Radovanovic e uno tra Bastien e Depaoli, per sostituire Castro. Birsa agirà dietro Pucciarelli e uno tra Pellissier e il giovane Stepinski. Ha qualche chance anche Meggiorini, tornato da poco da un infortunio.

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Antonio Sarnataro
Sono nato a Napoli il 19/06/1993, laureato in Scienze della Comunicazione. Ho una passione smisurata per il calcio (la Lazio), il wrestling e la musica (italiana, Nek). Sono Laziale dal 2001 semplicemente perché… la Lazio era nel mio destino!