L’angolo di…Simona Del Buono


Torna l’appuntamento con la rubrica “L’angolo del Laziale”, a parlarci della sua lazialità questa settimana è Simona Del Buono, prima aquilotta ad intervenire per questa rubrica (almeno da quando è in mano al sottoscritto), andiamo a conoscerla!

simona del buono

“Mi chiamo Simona e ho purtroppo 33 anni… Dopo anni e anni di studio sarei una psicologa, ma non esercito la professione. Ho lavorato sempre come assistente di direzione e Back Office ma da qualche anno mi occupo anche di Front Office e Reception ( cosa che più mi piacerebbe fare ). Sono nata e cresciuta a Napoli ma ho vissuto per 3 anni a Milano e per 6 mesi in Sud Africa. Amo lo sport in genere (anche il curling) ma sono drogata di calcio. Guardo praticamente ogni campionato esistente e sono anche una telefilm dipendente (o meglio lo ero, ora non trovo più il tempo ). Segni particolari: laziale fino al midollo.

Da piccola era innamorata di un giocatore GIUSEPPE SIGNORI. Al mitico Beppe-goal devo la mia fede calcistica. In famiglia hanno provato in tutti i modi a vestirmi con le maglie del Napoli, ma si sono arresi presto. Costringevo papà a comprarmi solo cose della Lazio: poster,magliette,cappellini,sciarpe. Poveretto mi portava anche al San Paolo a vedere Napoli-Lazio. Ricordo ancora una partita persa per 1-0 con Lazio in 10 e io che mandavo a quel paese l’arbitro dalla curva A. Da quel giorno niente più San Paolo ma solo Olimpico; quanti km ha fatto mio padre per portarmi a Roma. Il giorno dello scudetto tutta San Giovanni a Teduccio ha scoperto il mie essere laziale. Finisce Perugia Juve e io corro fuori al balcone con la bandiera, la maglia e il cappellino e grido “SIIIIIIIIIIIII SIIIIIIIII SIIIIIIIII” ho perso la voce per giorni, pianto per ore e non mi fermavo. Il giorno dopo in macchina con mio padre siamo andati a Roma a comprare tutti i giornali che ancora conservo. Qualche tempo dopo ancora a Roma per il francobollo celebrativo. Ho gioito per la Lazio più bella, per i giocatori più forti, ho visto Veron e Mancini, Vieri e Salas. Ho esultato per Nedved e Stankovic, ho urlato per le punizioni di Sinisa, ho visto Crespo. Ho gridato il nome del Cholo Simeone e di Peruzzi. Il muro olandese Stam era il mito della difesa. Ho pianto per l’addio di Nesta. Sogno un giorno di poter vedere nuovamente i “CAMPIONI” e sogno nuovamente di sentire “LA LAZIO È CAMPIONE D’ITALIA”. Sogno di giocare alla pari con le prime in Europa, ma purtroppo sogno e basta perché con quello lì al comando solo un sogno può restare.

La partita più bella? Sicuramente la Supercoppa Europea contro lo United il goal del VERO MATADOR ancora mi mette i brividi(Salas). Il 26 maggio viene per seconda. Le più brutte sono i derby contro la Roma nei quali segnavano Del vecchio e l’aereoplanino Montella (lui si che ci ha fatto piangere). Rigiocherei il 4-3 al San Paolo. Che brutta giornata mamma mia!

La mia TOP 11 ideale? Peruzzi – Kolarov Nesta Stam Lichstainer – Simeone Stankovic Mancini Nedved -Vieri Salas”

 

Se vuoi essere il protagonista della prossima intervista e raccontarci come è nata la tua Lazialità, cosa aspetti a contattarci?

Contattaci

Dona Online

Antonio Sarnataro
Sono nato a Napoli il 19/06/1993, laureato in Scienze della Comunicazione. Ho una passione smisurata per il calcio (la Lazio), il wrestling e la musica (italiana, Nek). Sono Laziale dal 2001 semplicemente perché… la Lazio era nel mio destino!