L’angolo di… Salvatore Bove


Ritorna l’appuntamento con l’Angolo del Laziale dove, come al solito, i protagonisti siete voi. Questa volta abbiamo dato carta bianca a Salvatore, tifoso della Lazio, ovviamente nato e residente in Campania. Anche a lui il solito incipit: “Raccontaci come è nata la tua Lazialità” .

Salvatore BoveCrescere calcisticamente a Napoli negli anni in cui il miglior calciatore di tutti i tempi dava spettacolo e non restarne stregati non è facile. Quando ero piccolo, mio nonno e mio padre avevano l’abbonamento in tribuna al San Paolo, mi portavano spesso a vedere il Napoli di Maradona allo stadio cercando di tramandarmi la loro passione, ma quella squadra proprio non mi prendeva. Iniziai a seguire quest sport di cui tutti parlavano, non c’erano le pay-tv: se non andavi allo stadio o la tua squadra era in trasferta, le partite si seguivano per radio con “tutto il calcio minuto per minuto” e per vedere i gol bisognava aspettare l’indimenticabile “90° minuto”. Un giorno, con l’ingenuità di un bambino, chiesi a mio padre “papà, perchè esiste la Lazio e non la Campania?” mio padre mi sorrise senza rispondere. Ho cominciato tardi a seguire il calcio, ma la mia attenzione andava sempre sulla stessa squadra. Cominciai a guardare i servizi sulle partite della Lazio, c’erano Sclosa, Riedle, Ruben Sosa, l’anno dopo arrivò Doll, la Lazio mi piaceva sempre di più. L’anno successivo fu quello dell “Immenso Amore“: arrivarono Fuser, Winter, Gascoigne e poi lui, il re…Giuseppe Signori, il giocatore che ha fatto innamorare centinaia e centinaia di Laziali e che subito dimostrò cosa sapeva fare, ma i goal con Pescara, Inter ed Ancona mi fecero capire che era la squadra che mi faceva emozionare. Da quelle partite ne è passato di tempo, di vittorie, di delusioni: lo scudetto, la Supercoppa Europea, la finale di coppa UEFA, e più passa il tempo e più amo questi colori, questa squadra. Posso criticare un giocatore, una partita, ma sempre per la rabbia del troppo amore. Purtroppo ho un difetto, o a volte un pregio, quando mi appassiono a qualcosa, lo faccio con tutto me stesso e credo che la Lazio sia la massima espressione di questa mia qualità. Di Lazio ci si ammala inguaribilmente.

Se vuoi essere il protagonista della prossima intervista e raccontarci come è nata la tua Lazialità, cosa aspetti a contattarci?

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Luca Scandurra
Sono nato a Napoli il 05/11/1987. Nei prossimi mesi mi laureerò in Architettura. Amo la grafica, la tecnologia, la cucina, le serie Tv ed ovviamente la Lazio; è lei ad aver scelto me quando avevo 8 anni. Della Lazialità adoro i valori, l’eleganza e il non “essere una moda”.